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Martedì 19 Settembre 2017 | 13:51

Lecce come un razzo volando verso la A

È però un messaggio improntato alla cautela quello che capitan Giacomazzi fa passare nonostante i numeri indichino ormai la squadra di De Canio come il candidato più accreditato alla vittoria della serie B di calcio. Mantenendosi scettico sulla possibilità di una quota promozione eccessivamente bassa. «Sicuramente è un po’ più bassa del solito. Ma è un campionato atipico, puoi perdere con chiunque»
Lecce come un razzo volando verso la A
di Massimo Barbano 

LECCE - È un messaggio improntato alla cautela quello che il capitano Guillermo Giacomazzi fa passare nonostante i numeri indichino ormai il Lecce come il candidato più accreditato alla vittoria del campionato. Lo fa mantenendosi scettico sulla possibilità di una quota promozione eccessivamente bassa.

«Sicuramente la quota è un po’ più bassa del solito - dice - non è come due anni fa quando con più di 80 punti siamo arrivati terzi. Non si possono fare previsioni a lungo termine perchè si è visto che abbiamo sofferto tantissimo contro una squadra che è quasi retrocessa come la Salernitana ed abbiamo preso cinque gol dal Cittadella che, almeno sulla carta, era una squadra che non aveva certamente le qualità che può avere il Lecce; di contro abbiamo vinto con squadre molto forti. E’ un campionato atipico che se non sei concentrato come hai giocato contro il Gallipoli dove non abbiamo rischiato nulla, puoi perdere con chiunque».

Perchè è stato così difficile il derby col Gallipoli?

«È stata una partita molto chiusa, nel primo tempo erano in dieci dietro la palla, era molto difficile creare spazi e movimenti, loro avevano una linea difensiva e di centrocampisti molto ordinata e aggressiva. Ci facevano giocare solo nella metà campo nostra, come entravamo nella metà campo avversaria, era molto difficile liberare gli attaccanti. Loro hanno fatto una fase difensiva molto bene. Avevano davanti Artistico che sfruttava la sua velocità e teneva sempre i due centrali e un nostro terzino dietro, perchè con la sua velocità cercava sempre la profondità. Non potevamo commettere l’errore di altre partite di andare avanti con tutti e due i terzini e il centrocampista davanti, perchè in queste partite se prendi gol è più difficile poi segnare».

Nel secondo tempo come è cambiata la partita?

«Credo che la squadra abbia cambiato atteggiamento, anche perchè loro forse hanno risentito un po’ della stanchezza. Poi, con l’ingresso in campo di Di Michele, un’altra punta, si sono aperti più spazi. Il mister ha fatto una mossa molto intelligente a mettero dietro le linee del centrocampo, loro sono stati costretti a difendersi stretti e lasciare anche qualche spazio, poi con i giusti movimenti le occasioni da gol sono arrivate».

Ad Empoli puoi considerarti un ex?

«Sì, anche se ci sono stato poco tempo ho un buon ricordo. Ho tanti amici in quella città, era una squadra molto forte molti di quei ragazzi stanno giocando in grandi squadre».

Così come all’andata, saranno queste quattro partite, l’ultima ad Empoli, quelle della svolta?

«Abbiamo fatto già nove punti dopo lo schiaffo col Cittadella. Esattamente come era accaduto nel girone di andata, la squadra ha reagito, ora speriamo di continuare come abbiamo fatto all’andata. Certo, le partite sono diverse».

Che avversario sarà l’Empoli?

«L’Empoli ha una classifica tranquilla, non è come il Gallipoli o altre squadre che lottano per la salvezza. Forse però, sta giocando sotto le sue possibilità, ha valore per la categora e tanta esperienza, penso a Stovini, Vannucchi, Saudati, gente di esperienza che in qualsiasi momento può trovare un numero. In casa hanno vinto quasi tutte le partite, vuol dire che è molto difficile da battere. Per farlo dovremo mettere in campo una grande prestazione».

All’andata si vinse, ma non fu una vittoria facile?

«Ci hanno messo in difficoltà con Nuzzaci, un mediano dietro le punte. Non siamo riusciti a giocare dopo un buon primo tempo e nel secondo tempo ci hanno bloccato e hanno creato qualche palla gol. Si lavorerà in questi giorni per vedere come affrontare una squadra molto veloce che sa ripartire. Stiamo giocando fuori casa, non bisogna lasciare quegli spazi che possono essere pericolosi».

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