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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:34

I tifosi del Potenza non mollano e vanno a Roma per il processo

Dopo che il Tnas ha respinto la richiesta di sospensiva degli effetti della sentenza di esclusione dal campionato di Prima Divisione di calcio rimandando ogni decisione nel merito a giovedì prossimo, sono iniziati i contatti e la decisione di seguire da vicino le fasi di questo processo che tiene con il fiato sospeso la Potenza sportiva. «Tutti a Roma, per non morire». Le prenotazioni per il viaggio (15 euro per il pullman) sono fioccate
I tifosi del Potenza non mollano e vanno a Roma per il processo
di Sandro Maiorella

POTENZA - «Perché non sia l’ultima». Con questo slogan semplice ma efficace, considerata l’attuale situazione, i tifosi del Potenza si preparano, giovedì prossimo, alla trasferta più importante degli ultimi dieci anni. In palio non ci sono i tre punti ma più semplicemente il destino sportivo del club lucano scosso dalla decisione della Corte di giustizia federale di estromettere la squadra dal campionato di competenza a stagione in corso. Una decisione che ha gettato nello sconforto atleti, staff tecnico, dirigenti e tifosi che tuttavia non si arrendono. 

Mentre la squadra prosegue gli allenamenti sotto la direzione di un Capuano deciso a non mollare e la società è pronta a continuare la battaglia in sede legale preparandosi allo scontro finale di giovedì prossimo davanti al Tnas (si discuterà nel merito la sentenza di esclusione dal campionato) la tifoseria rossoblù, organizzata e non, è pronta ad invadere la capitale, per portare sotto gli uffici del Tribunale di Arbitrato Sportivo gli echi della protesta di un’intera città che si sente infangata da una decisione ritenuta «vergognosa e studiata a tavolino». 

Dopo le due manifestazioni nel capoluogo, la seconda con oltre mille presenze in corteo, ora e la volta della capitale. Insomma tutti insieme appassionatamente per sostenere lo sforzo della società, del pool di avvocati che dovrà ribattere alle accuse della Procura federale cercando di cambiare in meglio la sentenza che ad oggi condanna i rossoblù ad uscire di scena dal calcio professionistico. Il «tam tam» è praticamente iniziato immediatamente dopo l’ultima puntata di questa telenovela dai contorni grotteschi. Dopo che il Tnas ha respinto la richiesta di sospensiva degli effetti della sentenza rimandando ogni decisione nel merito a giovedì prossimo sono iniziati i contatti e la decisione di seguire da vicino le fasi di questo processo che tiene con il fiato sospeso la Potenza sportiva. «Tutti a Roma, per non morire». 

La risposta dei supporter potentini è stata immediata. Le prenotazioni per il viaggio (15 euro per il pullman) sono fioccati ai soliti responsabili (le modalità rimangono quelle di uan trasferta calcistica) già dal lancio della proposta. Si spera di poter organizzare otto, nove pullman (più ovviamente chi raggiungerà la capitale con i mezzi propri) che aggiunti ai potentini di Roma e del Lazio possano far sentire la loro voce ai giudici del collegio giudicante. Un tentativo forte quello dei tifosi rossoblù che insieme agli sforzi della società si spera possa ottenere un buon risultato, quanto meno il mantenimento del «professionismo» (Seconda Divisione). «Da lunedi - ha confermato il dg Galigani - saremo di nuovo a Roma per bussare a tutte le “chiese” cercando di far ascoltare le nostre ragioni. Il nostro stato d’animo è quello di chi non vuole arrendersi, di chi crede di poter dimostrare che questa società non merita una punizione simile. Non fosse altro perchè non ci sono legami con il passato e per la chiarezza e pulizia che c’è nella gestione economica ed amministrativa del club. Siamo fiduciosi, con i nostri legali abbiamo preparato una buona linea difensiva e siamo pronti a sfruttarla. Come vedo la questione? Se prima erano due i vecchi dirigenti incriminati, oggi è solo uno (Postiglione ndr) per cui un passo in avanti c’è stato».

Più cauto il commento dell’avvocato Eduardo Chiacchio, che difende gli interessi del club lucano. «La partita è aperta - ha spiegato - nel senso che oggi la situazione è ben chiara a tutti. Vedremo di fare il meglio per non far morire il calcio nel capoluogo lucano. Abbiamo lavorato sodo per preparare la nostra linea difensiva, in pratica dal giorno della sentenza non abbiamo mai smesso di farlo. Prima con la richiesta di sospensiva, adesso con la nostra difesa sul merito della sentenza. Percentuali? In questo caso meglio non darne alcuna».

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