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Livorno-Bari Parziale: 0-1 al 75' Diretta della partita

L’occasione della vita, forse. O solo una partita importante. Comunque vada, al «Picchi» non ci sarà traccia dello striscione che annuncia l’ultimo chilometro di gara. Vincere però vorrebbe dire avvicinare la ruota a quella di chi sta davanti. Mettere pressione a chi guarda all’Europa come a un obbligo
Livorno-Bari Parziale: 0-1 al 75' Diretta della partita
di ANTONELLO RAIMONDO

LIVORNO - L’occasione della vita, forse. O solo una partita importante, magari un piccolo punto di svolta di una stagione indimenticabile. Comunque vada, oggi al «Picchi» non ci sarà traccia dello striscione che annuncia l’ultimo chilometro di gara. Vincere vorrebbe dire avvicinare la ruota a quella di chi sta davanti. Mettere pressione a chi guarda all’Europa come a una sorta di obbligo.

Il Bari, no. Gioca per divertire e, soprattutto, divertirsi. Va in campo senza pressioni, ha il grande vantaggio di poter osare senza il rischio di compromettere un’intera stagione. L’Europa era un sogno, poi è diventato un obiettivo silenzioso. Fino a quando anche dallo spogliatoio biancorosso sono arrivati messaggi ambiziosi. Insomma, c’è voglia quantomeno di provarci-. E di mettersi ancora una volta alla prova, di capire quanto questo gruppo abbia ancora margini di miglioramento. La logica direbbe che no, che il Bari ha dato il massimo e che chiedere di più sarebbe un’acrobazia dialettica. Ma di logico, nel campionato biancorosso, c’è ben poco. A meno che per qualcuno non sia normale che Ventura abbia più punti del collega Prandelli. E abbia nel mirino nientemeno che Juve e Napoli.

Dalla Sampdoria al Livorno. Sarebbe un gravissimo errore credere che la magica notte di mercoledì possa fungere da apripista nella bolgia del «Picchi». Parliamo di storie e atmosfere diverse, quasi agli antipodi. E non solo perché oggi non si gioca al «San Nicola». Spesso contano gli stimoli e anche l’approccio. Oppure la «fame» dell’avversario. Le grandi, di solito, giocano e lasciano giocare. Chi lotta per la sopravvivenza impugna la sciabola, certo non pensa nemmeno di affidarsi al fioretto.

Partita complessa, di difficile lettura tattica. Certo, il Bari un vantaggio ce l’ha: e si chiama organizzazione. La squadra ha una precisa fisionomia di gioco e può permettersi il lusso di non cambiare pelle a seconda del tipo di avversario. Sarà il Livorno, crediamo, a dover studiare e battere piste alternative nel tentativo di togliere certezze a un avversario col vento in poppa.

Certo, le impreviste assenze di Barreto e Almiron rappresentano una bella mazzata alle ambizioni baresi. L’uomo-gol e il regista, due uomini in grado di rompere certi equilibri. Anche in un Bari che, spesso, è riuscito a essere se stesso nonostante l’emergenza. Peccato perché questa ha tutto per diventare davvero la partita della svolta. E peccato anche perché sia Almiron che Barreto parevano ormai vicini al top della condizione. Come certificato dalla partita vinta in rimonta contro la Sampdoria.

Dietro un «guaio», però, potrebbe nascondersi qualche bella notizia. Donati, per esempio. Tocca di nuovo a Donati, che può e deve tornare il centrocampista decisivo di inizio stagione. Con Gazzi al fianco, giocherà nel ruolo che più gli è congeniale. E chissà che, insieme alla sua, non torni a splendere anche la stella di Castillo. Che, finora, da queste parti s’è accesa pochissimo.

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