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Barreto al Bari «Altre emozioni»

Il brasiliano: «Restano da giocare solo otto partite di quest’annata spettacolare sotto tutti i punti di vista. Dobbiamo a tutti i costi restare concentrati per cercare di conquistare più punti possibile. Sarebbe bello continuare a regalare ai nostri tifosi emozioni e vittorie. A fine campionato vedremo fin dove ci saremo spinti. Comunque vada avremo meritato l’applauso della nostra gente. A Livorno vinceremo»
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Barreto al Bari «Altre emozioni»
di Antonello Raimondo

Barreto, qualcuno sostiene che l’appetito vien mangiando...

«Vinceremo anche a Livorno».

Ha ancora addoso l’adrenalina della splendida notte culminata con il trionfo sulla Sampdoria?

«Se avessimo giocato con questa determinazione tutte le partite, adesso saremmo primi in classifica... Ma è chiaro che questi sono discorsi molto relativi. La cosa più importante è aver vinto. Ancora di più lo è avelo fatto attraverso il gioco».

A un certo punto è sembrato lei fosse sul punto di essere sostituito a causa di problemi fisici.

«Per fortuna l’allenatore mi ha fatto giocare novanta minuti. Avevo già visto Koman che si preparava ad entrare al posto mio, però ho insistito per continuare la partita. È andata bene, la palla che ho messo in rete ci ha regalato la salvezza ed ho potuto urlare di gioia».

La sua esultanza non è passata inosservata...

«Dopo aver segnato sono andato sotto la tribuna, dove era seduto mio padre. Spero di averlo reso orgoglioso di me. E poi vogliamo discutere dell’atmosfera che c’era al “San Nicola” . Quando ho visto il pallone superare la linea di porta non ho capito letteralmente più nulla».

Un’intera città sta sognando a occhi aperti. I baresi vorrebbero l’Europa. Ora non potete più fermarvi.

«Il prossimo ostacolo si chiama Livorno, un avversario che a Milano ha fatto la sua parte con dignità dimostrando di aver dimenticato la brutta prova di Bergamo. Io, il mister e i compagni sappiamo che non sarà facile tornare a casa con i tre punti».

Teme il rischio stanchezza?

«È la terza partita in otto giorni. Il rischio di arrivare un po’ scarichi c’è, ma non ci preoccupiamo. Se giochiamo con lo stesso spirito e la stessa grinta che è venuta fuori contro la Sampdoria, non ce n’è per nessuno. Penso che il Bari l’abbia dimostrato in più di un’occasione».

Per il Livorno si tratta della classica partita da dentro o fuori.

«Non hanno alternative alla vittoria. Sono all’ultima spiaggia. Se vogliono tentare la rimonta salvezza devono a tutti i costi battere il Bari».

Ma cosa vi era successo in quel mese in cui avete collezionato quattro sconfitte consecutive?

Un certo calo fisico l’abbiamo avuto. Ora abbiamo ritrovato quella condizione che ci ha permesso ultimamente di fare delle grandi prestazioni, anche fuori casa».

E Barreto come sta?

«Non posso dire di essere al cento per cento. Avevo dolori alla coscia anche prima della partita contro la Sampdoria. Ma la voglia di aiutare i compagni a dimostrare di che pasta siamo fatti mi ha fatto dimenticare tutti gli acciacchi degli ultimi giorni».

Raggiunto l’obiettivo salvezza ora a cosa state pensando?

«Restano da giocare solo otto partite di quest’annata spettacolare sotto tutti i punti di vista. Dobbiamo a tutti i costi restare concentrati per cercare di conquistare più punti possibile. Sarebbe bello continuare a regalare ai nostri tifosi emozioni e vittorie. A fine campionato vedremo fin dove ci saremo spinti. Comunque vada avremo meritato l’applauso della nostra gente. Negli occhi dei baresi leggiamo gioia ed emozione».

Cosa prova nel guardare la classifica e il Bari a braccetto con alcune delle squadre più importanti del campionato?

«Grande orgoglio. È il premio al lavoro e all’applicazione di un gruppo che non ha mai smesso di sentirsi in discussione. Nemmeno quando ci hanno ricoperto di elogi in ogni angolo d’Italia. Sappiamo, però, che nel calcio non c’è memoria e che ci toccherà continuare a meritare applausi e consensi. A cominciare dalla difficile trasferta di domenica a Livorno».

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