Cerca

Cassano magia ma vince il Bari

Nella trentesima giornata della serie A di calcio, i biancorossi rimontano la Samp e s'impongono (2-1) al San Nicola. Dopo aver ricevuto un'ovazione prima dell'inizio della gara, Fantantonio segna al 19' (non esulta e chiede scusa). Nella ripresa arrivano le reti di Meggiorini al 58' su uno svarione della difesa e di Barreto all'86'. Il brasiliano coglie anche un palo sull'1-1
• Ventura: «A Livorno sarà battaglia»
• Meggiorini: «Dedicato ai nostri tifosi»
• FantAntonio, l’applauso del San Nicola
• Le squalifiche in serie A
Cassano magia ma vince il Bari
BARI-SAMPDORIA 2-1 (0-1 nel primo tempo)

BARI (4-4-2): Gillet 6; Belmonte 6, A. Masiello 6, Bonucci 6.5, S. Masiello 6; Alvarez 7, Gazzi 6.5, Almiron 7, Rivas 5.5 (10' st Kamata 6); Barreto 7 (43' st Donati sv), Meggiorini 6.5 (28' st Castillo s.v.). A disp. Padelli, Stellini, Parisi, Koman. All. Ventura 6.
SAMPDORIA 4-4-2: Storari 6.5; Zauri 6, Gastaldello 6, M.Rossi 6 (32'pt Accardi 5.5), Ziegler 5; Mannini 5.5, Palombo 6, Tissone 6.5 (26'st Poli 6), Guberti 6 (31'st Padalino sv); A. Cassano 7, Pazzini 6. A disp. M. Cassano, Semioli, Scepovic, Testardi. All. Del Neri 6.
ARBITRO: Russo di Nola 6.
RETI: 19' Cassano, 13' st Meggiorini, 41' st Barreto.
Angoli: 10-2 per il Bari.
Recupero: 2', 7'.
Ammoniti: Gastaldello, Gazzi, Accardi e Padalino per gioco falloso, Barreto per gioco non regolamentare.
Spettatori: 28mila.

di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Sarà anche un sogno, chiamatela pure missione impossibile ma i messaggi che arrivano dal «San Nicola» sono chiari, forti, inequivocabili. E raccontano di un Bari che ha ancora voglia di divertirsi. A vincere giocando con quello spirito sbarazzino che l’ha sempre accompagnato in questa lunga, appassionante avventura. A scalare la classifica guardando la gente che si emoziona e le avversarie che cominciano a farsi quattro conti in tasca.

Scacco matto alla Samp, mica l’ultima arrivata. E un ottavo posto in classifica che luccica. Un punto più della Fiorentina, appena uno meno del Genoa. E il distacco dal settimo posto (potrebbe bastare ad entrare in Europa se le finaliste della Coppa Italia dovessero avere già un posto assicurato nelle Coppe) che quasi si azzera. La miseria di un punto, con otto giornate da vivere tutto d’un fiato. Con il realismo di sempre, ovvio. Ma anche con quell’«arroganza» che solo chi ha poco da perdere può permettersi. Servirà ancora il coraggio di ieri sera. La squadra che va sotto ma non si squaglia. Che vince rimontando. E che rimonta giocando a calcio.

Doveva essere ed è stata la grande notte di Cassano. Una vagonata di emozioni. Il gol e gli imbarazzi del figliol prodigo ma anche la grande maturità dei baresi. Con Tonino è di nuovo feeling. Dopo qualche silenzio di troppo. Anche piccole imcomprensioni. Ieri no, la notte porta consiglio. E riporta il ragazzaccio nei cuori dei quella che non ha mai smesso di essere la sua gente, il suo popolo, la sua grande famiglia.

La partita non è unica. Ma scivola via seguendo tanti sviluppi. C’è il vantaggio della Samp, un bel cazzotto in faccia per un Bari che, suvvia, non aveva cominciato così male (14’, pallonetto di Barreto salvato sulla linea da Gastaldello). Guberti ruba l’attimo a Salvatore Masiello e quel marpione di Cassano allunga il piatto cercando e trovando il palo lungo alla destra dell’incolpevole Gillet (19’). Questi sono i momenti in cui una squadra senza anima e conoscenze tattiche rischierebbe il tracollo. Il Bari no. Rischia di subìre il raddoppio (25’, Palombo calcia troppo debolmente a tu per tu con Gillet), vero, ma non esce mai dalla partita. Anzi, la rafforza prendendola sempre più per mano. Di fronte a una Samp che, invece, non va oltre un’onesta fase difensiva e ripartenze quasi sempre solo accennate.

Gol di Barreto in Bari-SampdoriaIl gol del pareggio, in avvio di ripresa, non tragga in inganno. Sarà anche occasionale, forse addirittura fortuito visto che sul cross di Belmonte le titubanze di Accardi e Gastaldello sono da matita blù. Prima, evidentemente, che Meggiorini entri in scena e scarichi nella porta sampdoriana un sinistro che sa tanto di rabbia repressa. E anche a lungo. Eccolo finalmente questo benedettissimo quarto gol: volèè forte e precisa, Storari può solo guardare (13’, 1-1).

Sono questi i momenti in cui il Bari pone le fondamenta della sua incredibile vittoria. Perché mentre la Samp sembra quasi accartocciarsi aspettando l’episodio favorevole, il Bari dà forza e coraggio alle proprie idee. C’è Kamata e non più Rivas, poi Castillo per Meggiorini. La partita non è bellissima ma ha ritmo. E ogni tanto sembra sul punto di poter sparigliare. Come quando Barreto (25’) arpiona da campione un lungo lancio di Bonucci e scavalca Storari con un pallonetto «dolcissimo». Sembra il gol dell’apoteosi, ma anche Accardi è in vena di prodigi. Salvataggio che ha del miracoloso, pedata che va a sbattere sul palo senza varcare la linea bianca. Il brasiliano cade e si rialza. Lo picchiano e sente i muscoli divorati dai crampi. Ma su quel cross al bacio di Alvarez (41’) trova la forza per dare una bella testata al pallone. Lo schiaccia indirizzandolo all’angolino e il «San Nicola» torna lo stadio della libidine. Si gioca per sette minuti oltre il novantesimo. Solo Bari, tanto Bari. Il tris sfugge per questione di centimetri. Non sarebbe uno scandalo, anzi. Si vola, si sogna, si canta. Col sorriso. E i piedi per terra.

Cronaca della partita

• I risultati: Genoa-Palermo 2-2
• La classifica: Bari, idea Europa
• I cannonieri: Barreto, dodicesimo gol
• Il prossimo turno: Livorno-Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400