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Giovedì 21 Settembre 2017 | 00:06

Gioia del Colle, un disastro e il futuro è a tinte fosche

Ormai è innegabile, l’A2 di pallavolo maschile è appesa ad un sommesso filo di speranza. Realtà inconfutabile, neppure un esperto «giallista» come il bravo e motivatissimo coach Cannestracci è stato in grado di trovare il movente di questo disastro non annunciato. Non a caso alla vigilia della stagione gli addetti ai lavori avevano dato fra le protagoniste anche la squadra gioiese. ma qualcosa non ha funzionato
Gioia del Colle, un disastro e il futuro è a tinte fosche
di Luigi Mongelli

GIOIA DEL COLLE - Ormai è innegabile, l’A2 per la Nava Gioia del Volley è appesa ad un sommesso filo di speranza. Realtà inconfutabile, neppure un esperto «giallista» come il bravo e motivatissimo Jorge Cannestracci è stato in grado di trovare il movente di questo disastro, non annunciato. Non a caso alla vigilia di questa stagione gli addetti ai lavori avevano dato fra le protagoniste anche la squadra gioiese. Però, qualcosa non ha funzionato e l’ultimo posto in classifica ne è la prova evidente. Probabilmente la società ha pagato lo scotto di un budget riveduto e corretto in seguito all’attuale momento economico, ma anche di scelte, in primis quella del tecnico (e qui non mettiamo sotto accusa l’ex Mimmo Chiovini). Magari, se alla guida della squadra fosse stato chiamato da subito (come era giusto) Jorge Cannestracci, il quale già conosceva la piazza e la società, l’andamento della stagione avrebbe potuto prendere un’altra piega. Invece non è stato così, e a due turni dal termine dalla stagione regolare, la squadra del presidente Antresini è più vicina alla retrocessione in B1 che all’ultima ancora di salvezza rappresentata dai playout.

Epilogo verso il quale la società ha tentato di porre riparo, inutilmente, perché da quello che si è visto gli errori sono partiti in estate quando s’è scelto di portare a Gioia tre atleti: l’opposto brasiliano Da Silva (poi tagliato), il centrale lettone Hotulevs e il giovanissimo e talentuoso martello-ricettore bielorusso Antanovich, che per la prima volta approdavano nel campionato italiano, insieme ai giovani di belle speranze come Del Vecchio e Cetrullo. Come pure, molto probabilmente, avrà pesato sul flop stagionale della Nava anche l’anno anagrafico in più del faro di questa squadra, Michele De Giorgi, ma soprattutto la grande rivoluzione operata in estate, considerato che con l’esperto palleggiatore erano stati riconfermati solo Rigoni e Niero.

Ed ora quale futuro? Ipotizzare un futuro è impresa ardua: «Ogni decisione - dice il presidente Antresini - vi sarà partecipata a breve. Circa la stagione che sta per chiudersi, è inutile nasconderlo, è stata segnata sin dall’inizio dai tentennamenti del gruppo, che non è stato in grado di portare in porto neppure gare che aveva ben saldamente in pugno. In pratica, non è mai entrato in palla durante questo campionato. Cosa mi rimprovero? L’aver creduto in giovani sui quali avevo scommesso tanto».

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