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Venerdì 22 Settembre 2017 | 17:16

Brindisi accelera inseguendo Sassari travolta Imola nella gara di Legadue

Fin troppo evidente il disagio tecnico degli avversari, battuti 98-76 e che, in tutta onestà, erano giunti in Puglia a Brindisi preceduti da un buon biglietto da visita. Quantomeno di squadra disposta a rendere pan per focaccia alla squadra di Pedichizzi. Ma Brindisi voleva giocare un buon basket anche per cancellare la brutta prova disputata in Romagna. Una delle più brutte gare diusputate quest’anno. C’è riuscita in pieno
Brindisi accelera inseguendo Sassari travolta Imola nella gara di Legadue
ENEL BRINDISI – AGET IMOLA 98-76

ENEL BRINDISI: Crispin 28 (4/5, 6/10), Maresca 10 (2/3, 2/3), Thomas 16 (7/14, 0/1), Radulovic 12 (5/6, 0/5), Bryan 2 (1/2); Pinton 5 (0/1, 1/2), Infante 13 (5/5, 1/2), Cardinali 12 (1/1, 3/5), Coviello (0/1, 0/1), Malagoli, Vorzillo. All. Perdichizzi.
AGET IMOLA: Vaden 14 (1/3, 4/10), Whiting 21 (5/8, 2/5), Bruttini 2 (1/1), Masoni 8 (1/7, 2/2), Ezugwu 21 (8/11); Maestrello (0/3 da 3), Bushati 10 (4/5, 0/3), Fazzi n.e., Amoni (0/1), Riga n.e.. All. Lasi.
ARBITRI: Pascotto, Federici, Di Giambattista.
NOTE: Progressione quarti: 24-18, 53-35, 81-51. T.l.: Ene 9/9, Age 12/14. Rimb.: Ene 33 (Thomas 10), Age 28 (Vaden 8). Ass.: Ene 10 (Radulovic 3), Age 5 (Whiting, Bushati 2). Spett. 3000 circa. 

BRINDISI -  Due autentici fuoriclasse: da una parte Nikola Radulovic, dall’altra Trent Whiting. Ma nel mentre nella squadra di coach Giovanni Perdichizzi non si può fare a meno di mettere sugli scudi la prova di Joe Crispin e di Abdul Omar Thomas, nelle file della formazione allenata da coach Maurizio Lasi, è difficile trovare chi possa stare al passo della guardia americana. Ciononostante Peter Ezugwu abbia fatto per intero la sua parte e Frank Bushati abbia messo quel pizzico di verve che, probabilmente, sarebbe stata necessaria anche da parte dei suoi compagni di squadra. Anche se, occorre ammetterlo, che contro l’Enel Basket di ieri sera, formato gigante, ci sarebbe stato ben poco da fare, per qualsivoglia avversario.

La «zonetta» ordinata da Lasi, all’inizio della gara, per cercare di mettere un bavaglio alle folate offensive dei brindisini tiene giusto il tempo di capire che non è proprio cosa di continuare su quell’accorgimento tattico. Intanto, Brindisi ha già messo il naso avanti (24-18 con un 3/4 di Crispin da sotto misura ed un 2/2 di Nikola Radulovic). La risposta di Imola? Presto detto: 1/1 di Ezugwu, 0/2 di Masoni 0/1 di Vaden e 1/2 di Whiting con l’1/1 di Bruttini, ad ogni modo gravato subito di tre falli ed estromesso dal campo.

Nel secondo tempino Brindisi e sempre più padrona dei giochi con Imola che sembra nettamente in affanno . Il fatto che alla fine dei primi 20 minuti non c’è nessun giocatore imolese in doppia cifra è abbastanza significativo del tipo di difesa che attua Brindisi, alla quale fa seguito un’enorme produttività offensiva, atteso che Radulovic, Crispin e Cardinali (ottima sotto tutti i punti di vista la sua prova) sono già in doppia cifra: 53-35, al suono della sirena. E non è finita.

Nel terzo quarto è fin troppo evidente l’arrendevolezza della squadra romagnola e la forza degli uomini di Giovanni Perdichizzi che, pian piano, arrivano a comandare con trenta lunghezze di vantaggio. D’accordo: la supremazia di Thomas, Crispin e soci è fin troppo evidente, ma in tutta onestà Lasi può disporre del solo Whiting che mette in mostra parte del suo repertorio, ma solo quando Brindisi decide di allargare le maglie difensive e di non dannarsi più del dovuto l’anima.

È fin troppo evidente che, il 75-45 del 27’ è mortificante per l’Aget che non può fare a meno di chiudere il terzo tempino con un 81-51 che spiega in maniera fin troppo evidente il disagio tecnico dell’Imola che, in tutta onestà, era giunta a Brindisi preceduta da un buon biglietto da visita. Quantomeno di squadra disposta a rendere pan per focaccia all’avversario di turno. Ma Brindisi voleva cancellare la brutta prova disputata in Romagna. Una delle più brutte gare diusputate quest’anno. C’è riuscita in pieno.

Franco De Simone

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