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Taranto sbanda. Addio playoff? Esordio amaro per Passiatore

Non c’è bisogno di infierire. Basta la verità del campo. L’ultima versione del Taranto nella Prima Divisione di calcio è quella definitiva. L’immagine è questa: un treno che prima sbuffa e poi deraglia. Fuori controllo. Con il Pescara, che espugna lo Iacovone con Ganci senza incantare, finisce molto. Finisce una visione del calcio che non ha possibilità di attecchire. Semplicemente perché il calcio è un’altra cosa
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Taranto sbanda. Addio playoff? Esordio amaro per Passiatore
TARANTO-PESCARA 0-1

TARANTO:Bremec 6; Calori 6, Migliaccio 5,5, Prosperi 5,5, Colombini 5; Cuneaz 5,5 (22’ st Di Roberto 5), Taulo 4, Rajcic 5,5, Scarpa 4; Ferraro 4 (34’ st Innocenti sv), Russo 5,5 (13’ st Corona 5). A disp.: Barasso, Panarelli, Bolzan, Quadri. All.: Passiatore.
PESCARA:Bartoletti 6,5; Zanon 6, Olivi 6, Mengoni 6, Petterini 6; Bonanni 6 (28’ st Zappacosta sv), Coletti 6, Tognozzi 5,5, Dettori 6; Sansovini 5,5 (31’ st Zizzari sv), Inglese 5 (10’ st Ganci 6,5). A disp.: De Deo, Sembroni, Vitale, Carboni. All.: Di Francesco.
ARBITRO:Giacomelli di Trieste.
RETi:26’ st Ganci.
NOTE:Angoli 5-3 per il Taranto. Ammoniti: Calori, Prosperi e Cuneaz del Taranto; Zanon e Coletti del Pescara. Recupero: 2’ pt, 3’ st.

di Lorenzo D’alò

TARANTO - Non c’è bisogno di infierire. Basta la verità del campo. L’ultima versione del Taranto è quella definitiva. L’immagine è questa: un treno che prima sbuffa e poi deraglia miseramente. Fuori controllo. Con il Pescara, che espugna lo Iacovone senza incantare, finisce molto. Finisce una visione del calcio che non ha possibilità di attecchire. Semplicemente perché il calcio è un’altra cosa. È necessario che il presidente D’Addario impari la lezione e riveda qualche personalissima convinzione. Ne riparleremo in sede di commento, anche se la cronaca di una sconfitta annunciata starebbe in poche righe.

C’è spazio, insomma, per affondare l’analisi, riconoscendo che il Taranto è ormai una squadra in chiara involuzione. Continuamente scossa e fatalmente disorientata. Una squadra allo sbando, che non risponde più ai comandi, avendo perso ogni riferimento credibile. Chi va in panchina, decide per sé e per gli altri, come dovrebbe essere normalmente, o aderisce soltanto ai desideri della proprietà? Il dubbio, stavolta, è legittimo. Basta vedere chi gioca - e perde - contro il Pescara. Ci sono scelte che sfuggono ad ogni principio di convenienza. Oppure risultano difficilmente comprensibili. Per esempio: alterare gli equilibri di una difesa imbattuta da sette partite per offrire un’occasione a Colombini (da un suo disimpegno sbagliato nascerà il gol pescarese). Per esempio: accoppiare la lentezza di Rajcic alla rigidità conclamata del finlandese Taulo (all’esordio), formando una cerniera mediana priva di dinamismo. Per esempio: dare un’ulteriore chance a Scarpa perché ribadisca la propria inconcludenza. Per esempio: illudersi di rianimare la trama offensiva, puntando sulla freschezza acerba di Russo. E si potrebbe continuare, accennando all’insensatezza di alcune esclusioni (Coppola non convocato, Giorgino in tribuna).

C’è poco da salvare. Forse solo il coraggio incosciente di Passiatore che accetta il passaggio dalla Berretti alla prima squadra, forzando un percorso formativo ancora agli albori. Intendiamoci: Passiatore è ingiudicabile, anche se le sue scelte diventano necessariamente materia di discussione. È ingiudicabile come valore assoluto. Ma nello specifico di una partita persa malamente deve assumersi la sua parte di colpa, essendosi impoverita la qualità della manovra e accentuata l’impotenza realizzativa. Insomma, il Taranto che perde col Pescara regredisce. Si fa più modesto e vulnerabile.

Inevitabile la vittoria del Pescara. Non ci sono grandi meriti. Solo un calcio maggiormente dentro gli schemi e una paziente attesa. Il primo tempo non è di nessuno. Moduli speculari (4-4-2). Timidezze diffuse e impacci reciproci. Il Taranto denuncia immediatamente l’improponibilità di qualche interprete. Non c’è gioco. Ma azioni spezzate e tentativi velleitari. Scarpa spreca le situazioni più favorevoli, nonché casuali. Il Pescara vigila, pur dando l’impressione di sonnecchiare.

Ripresa più vivace. Il Taranto forza qualche giocata. Il Pescara prova a ripartire. Entra Ganci e risulterà decisivo. Passiatore richiama Russo (dentro Corona). La sostanza del confronto non varia. Le squadre si allungano. Si aprono spazi generosi. Bremec neutralizza la conclusione violenta di Ganci. Di Roberto rileva Cuneaz. Poi il Pescara passa. Errore di Colombini, tiro soffocato di Bonnani e deviazione che favorisce la stoccata imparabile di Ganci. È il 26’. Bremec si arrende dopo 726’. Passiatore ricorre ad Innocenti (fuori Ferraro). Ma la reazione del Taranto è fragile. Bartoletti non si fa sorprendere su un tiro-cross di Di Roberto. Scarpa si fa disattivare dall’intervento in uscita del portiere pescarese. Niente da fare. Fischia il pubblico. Si allontanano i playoff (-3).

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