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Lecce, in quattro gare un futuro da disegnare

Si fa sempre più strada la sensazione da Salerno si possa  delineare lo sbocco del campionato dei salentini. Insomma, prima di Pasqua la situazione sarà più chiara. Se le cose andranno secondo le previsioni, non ci sarà certamente la sicurezza della promozione nella serie A di calcio, ma, molto probabilmente, la leadership ne uscirà rafforzata e il divario dalla zona playoff potrebbe diventare difficilmente colmabile
• Salernitana-Lecce a Giancola di Vasto
Lecce, in quattro gare un futuro da disegnare
di Massimo Barbano 

LECCE - C’è un’analogia molto significativa tra questa fase del campionato e la medesima del girone di andata. Nel girone di andata le quattro partite interne consecutive (Reggina, Salernitana, Empoli e il derby con il Gallipoli che il calendario indicava fuori casa) furono detrminanti per la svolta degli obiettivi. Dopo il crollo di Cittadella che aveva posto la squadra a centro classifica, una situazione che non faceva presagire un campionato di vertice, arrivò il vigoroso cambio di rotta con il gran pienone, 12 punti nelle quattro gare interne consecutive che, all’indomani della partita vinta sull’Empoli, portò sorprendentemente il Lecce in testa alla classifica.

Adesso, si fa sempre più strada la sensazione che queste stesse quattro partite (si comincia domani a Salerno) possano delineare lo sbocco del campionato del Lecce. Insomma, prima di Pasqua, la situazione sarà più chiara. Se le cose andranno secondo le previsioni, non ci sarà certamente la sicurezza della promozione in serie A ma, molto probabilmente, la leadership del Lecce ne uscirà rafforzata e il divario dalla zona playoff, che è già cospicuo, potrebbe diventare difficilmente colmabile.

«Non so se alla fine di questo ciclo - sostiene dal ritiro di Paestum il difensore Stefano Ferrario - la graduatoria è ancora molto corta. Certo, abbiamo un piccolo vantaggio sulle altre e quindi, in un certo senso, dipenderà da noi. Se continuiamo a vincere allora potremo allungare. Comunque, teniamo sempre d’occhio Torino e Brescia che erano all’inizio le favorite per il salto in serie A diretto e che adesso sembrano si siano rinvigorite ed hanno accelerato il passo».

Tuttavia, la convincente e larga vittoria sul campo della Reggina, ha dato già una prima significativa svolta al campionato del Lecce. «Quella di venerdì sera era una partita particolare - prosegue Ferrario - volevamo dare una risposta importante dopo lo stop casalingo contro il Cittadella e i cinque gol subìti. Non era un momento molto felice e serviva una scossa per non aggravare la crisi. È arrivata una bellissima vittoria, che, considerati i risultati della giornata, ci ha permesso di portare a tre i punti di vantaggio sulla seconda».

Per il difensore, giunto nel mercato di gennaio dal Ravenna, quello di Reggio Calabria è stato l’esordio in serie B dal primo minuto. Finora, una serie di intoppi glielo avevano impedito. «Ero fermo da un bel po’ di tempo - prosegue - non giocavo una partita intera da due mesi. All’inizio ho avuto una certa emozione ed era inevitabile, perché giocavo per la prima volta una partita dall’inizio. Comunque, appena sono sceso in campo ho rotto il ghiaccio e sono entrato velocemente nel clima della partita».

Per Ferrario, c’era anche da superare l’impatto del salto di categoria. «Ovviamente, fra la serie C e la serie B c’è una certa differenza - sottolinea il difensore centrale che a Reggio Calabria ha offerto una buona prestazione (voto Gazzetta 6,5) - nel torneo cadetto c’è una maggiore qualità, ma mi sono trovato subìto a mio agio affrontando giocatori importanti come Bonazzoli e Brienza. Mi ha fatto piacere a fine partita un messaggio di complimenti che mi ha mandato il mio ex allenatore Atzori. Sono arrivato a Lecce e gennaio e mi sono subìto trovato bene con i miei nuovi compagni. Alcuni li conoscevo già, come Defendi e Munari. Quest’ultimo ho avuto modo di conoscerlo durante il suo periodo di riabilitazione a Cesenatico e questo ha facilitato il mio inserimento».

Ed ora che cosa Ferrario si aspetta personalmente da questa volata finale verso la serie A? «Se avrò la possibilità di giocare non potrò che essere felice - dice - ma importanti sono i risultati. Bisogna conquistare l’obiettivo finale a prescindere da chi andrà in campo».

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