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Il Bari senza smalto Pareggio col Parma

Nella ventinovesima giornata della serie A di calcio, i biancorossi pareggiano a pochi minuti dal termine. Emiliani in vantaggio al 36' grazie a un autogol di Belmonte. Pugliesi sotto tono nel primo tempo, più reattivi nel secondo con l'ingresso di Kamata. La rete di A. Masiello arriva all'85'. Finisce 1-1. Ora la città attende (mercoledì serà c'è la Samp al San Nicola) il ritorno di Cassano, autore di una rete strepitosa alla Juventus 
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Il Bari senza smalto Pareggio col Parma
BARI-PARMA 1-1 (0-1 nel primo tempo)

BARI (4-4-2): Gillet 7; Belmonte 6, A. Masiello 7,5, Bonucci 6, S. Masiello 6; Alvarez 6 (35’ st Sforzini sv), Gazzi 6, Donati 5.5 (14’ st Almiron 5,5), Allegretti 5,5 (1’ st Kamata 6); Meggiorini 6,5 Castillo 5,5. In panchina: Padelli, Stellini, Koman, Parisi. Allenatore: Ventura.
PARMA (4-4-2): Pavarini 6; Zaccardo 6, Dellafiore 6, Lucarelli 6, Antonelli 6; Zenoni 6.5, Valiani 6, Jimenez 6 (23’ st Lunardini 6), Castellini 6; Lanzafame 6,5 (35’ st Paci sv), Crespo 6 (12’ st Biabiany 6). In panchina: Mirante, Gigli, Galloppa, Pasi. Allenatore: Guidolin.
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata 6.
RETI: 36’ Zenoni, 41’ st A. Masiello.

di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Due fallimenti in uno. L’assalto alla vittoria, mai realmente partito. E poi anche quel tabù Parma che proprio non vuol saperne di spezzarsi. Dove per fallimento non si intende certo disastri o cose del genere. Piuttosto, un pizzico di delusione rispetto a una vigilia animata da buoni propositi.

Vincere non era un obbligo. Col Bari ormai a un passo dalla salvezza matematica. Ma solo un modo per dare un senso a questo finale di campionato, magari divertendosi a mettere paura a quelle squadre che, invece, l’Europa la vivono quasi come un’ossessione. Vincere per colorare un presente che resta vivo. E puntellarlo con altri dettagli, scaldarlo con il fuoco della passione.

Bari-Parma non è la classica occasione perduta. Perché il risultato non mente come, d’altronde, racconta dettagliatamente l’affannoso pareggio segnato da un difensore (Andrea Masiello) proteso in attacco a caccia del jolly di giornata proprio quando le cartucce sembravano sul punto di esaurirsi.

Non è un’occasione perduta perché, pronti via, non è il Bari la squadra che cerca la vittoria con più forza. E perché tra il risultato e la prestazione c’è assoluta coerenza. Insomma, non c’è solo il pareggio a far storcere il muso a chi aveva voglia di sognare. È mancato anche altro. Soprattutto in un primo tempo giocato sotto rirmo e con poca personalità. Timido, insomma non da Bari. Capita, ci mancherebbe. E che a nessuno venga voglia di inscenare processi.

Senza Almiron e Barreto e una fascia, quella sinistra, diciamo un po’ monca è indubbiamente un Bari che parte col piede pigiato sul freno. Senza fantasia e imprevedibilità fa fatica anche una squadra super organizzata come quella di Ventura, che pure aveva preparato a dovere una partita ricca di complicanze tattiche. Sapeva, il mister biancorosso, che i suoi, soprattutto in mezzo al campo, non avrebbero mai avuto i tempi della giocata. Solo che tra il dire e il fare... di mezzo ci si è messo un Parma solido sì, ma con tanta voglia di andare a prendere il pallino di gioco fin sulla trequarti barese.

Bari-Parma 1-1 (il gol di A. Masiello)La prima parte di gara esalta i meriti emiliani. Nessuna sbavatura, perfetta lettura della partita, reparti sempre funzionali uno con l’altro. È il Parma a menare le danze come testimoniano gli spunti di cronaca. Gillet deve intervenire tre volte prima di capitolare. Prima su un preciso colpo di testa di Lucarelli (5’), poi su un violento destro di Jimenez (17’) e ancora su velenosa sciabolata mancina di quel diavolo di Lanzafame (23’). In mezzo, un palo esterno di Meggiorini (7’). Tropo poco per una squadra che voleva legittimare ambizioni di vittoria.

Il gol gialloblù non è il massimo della limpidezza. Sul cross di Zenoni (36’) c’è un piede maldestro di Belmonte che spiazza l’incolpevole Gillet. Ma mai come stavolta trattasi di vantaggio legittimo, frutto di una superiorità mai in discussione.

Per un po’ sembra che il Bari possa incassare il colpo. Giusto il tempo, però, di riorganizzarsi e di cambiare pelle. Ventura libera la velocità di Kamata (fuori Allegretti) e poi si affida all’acclamatissimo Almiron (esce Donati, proprio non felicissimo dopo aver stretto la mano a Ventura). Cambia il ritmo, forse anche l’approccio. Sta di fatto che ora il Bari ha una sua logicità, una sua anima. Attacca gli spazi, cerca e trova il fondo soprattutto grazie a Salvatore Masiello e Alvarez.

Le occasioni non fioccano e quando Meggiorini stampa il suo bolide sulla traversa (29’) sembra proprio la classica giornata storta. Però poi ci pensa lui, Andrea Masiello, l’uomo dei gol belli e impossibili. Quelli all’ultimo respiro, che ti lasciano addosso adrenalina e rimpianti. Segna uno dei nuovi leader. Di oggi e, soprattutto, di domani. Uno che studia da capitano. Chissà, un giorno... Con il permesso di Gillet, ovviamente. Qui a Bari è molto più che un capitano. Silenzioso, sì. Ma forte e ambizioso come questo giocattolo a cui nessuno ha voglia di staccare la spina.

• A. Masiello: «Bella emozione segnare»
• Ventura: «Secondo tempo a una porta»
• Fiori e complimenti alle due guardalinee

• I risultati: vincono Atalanta e Siena
• La classifica: Bari, +14 sulla terz'ultima
• I cannonieri: A. Masiello, secondo gol
• Il prossimo turno: mercoledì Bari-Samp

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