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Enel Brindisi col chiodo fisso «La vittoria finale? È possibile»

La gara valida per la 9ª giornata di ritorno del campionato di LegaDue di basket maschile contro l'Imola, ripensando a quanto accaduto all’andata, resta una gara di difficile interpretazione, anche se per gli uomini allenati da coach Perdichizzi la consegna è «vincere». Thomas: «Possiamo mettere le mani sopra il campionato senza avvertire o avere eccessiva pressione. Fra l’altro la stagione è ancora lunga»
Enel Brindisi col chiodo fisso «La vittoria finale? È possibile»
di Franco De Simone

BRINDISI - Va bene, Enel Basket-Aget Imola, la gara valida per la 9ª giornata di ritorno del campionato di LegaDue di basket maschile, ripensando a quanto accaduto all’andata, resta una gara di difficile interpretazione, anche se per gli uomini allenati da coach Giovanni Perdichizzi la consegna è «vincere». Non meno impegnative, ad ogni modo, sono le gare che vedranno in campo Banco di Sardegna Sassari-Umana Venezia e Riviera Solare Rimini-Trenkwalder Reggio Emilia, vale a dire le squadre (Sassari e Reggio Emilia) che al pari di Brindisi covano l’idea della promozione diretta senza sottoporsi allo stress del playoff.

Coach Perdichizzi non ha alcuna novità da segnalare. Se non raccontare di quell’ultima volta contro la squadra di coach Maurizio Lasi. «È stata una partita strana - dice passando le mani sui capelli sale e pepe -. Imola ha giocato bene, ma noi, nell’ultimo quarto abbiamo forzato giocato uno-due contro quattro-cinque. Ora quegli errori, perché di questo si trattava, li abbiamo limati, tolti dal nostro repertorio negativo; quella discontinuità l’abbiamo azzerata. Fra l’altro, ricordo che nel primo tempino registrammo due falli di Bryan e di Radulovic. La qual cosa ci penalizzò non poco».

Ed ora? ««Siamo pronti per far bene. Siamo concentrati sull’impegno. Allo stesso tempo abbiamo la consapevolezza che Imola ha battuto di recente Veroli, in virtù del fatto che ha un trio di giocatori americani (Whiting, Vaden ed Ezugwu) bravi, sorretti da un pacchetto di italiani nient’affatto trascurabile».

Accanto al coach dell’Enel Basket c’è Abdul Omar Thomas a cui viene facile rispondere che, da quando è in Italia «ho sempre giocato buoni campionati: a Rimini come a Rieti. Qui a Brindisi gioco in una squadra costruita per vincere ed allora sembra tutto diverso. Ma aver raggiunto la salvezza a Rieti è stato come vincere il campionato; così come l’aver giocato a Rimini».

Ma Omar Thomas ed i suoi compagni, credono sia possibile conquistare la promozione diretta senza ricorrere al playoff?

«Lo pensiamo. Certo che lo pensiamo - continua il colored della Pensylvania -. Possiamo mettere le mani sopra il campionato senza avvertire o avere eccessiva pressione. Fra l’altro la stagione è ancora lunga».

Quella che Thomas sta vivendo a Brindisi è la sua migliore stagione o ha saputo fare meglio con altre squadre?

«Credo proprio che, nella mia carriera, stia disputando la mia migliore stagione - continua -. Però, debbo ammettere che ciò è dovuto al fatto che gioco in una squadra ben costruita e che le mie performance sono facilitate dalle prove dei miei compagni di squadra. Devo aggiungere che questa squadra applica il miglior sistema di gioco da quando ho iniziato a giocare».

Un diretto messaggio al coach, con il quale sembra abbia avere un buon feeling. Quindi la chiusura: «Nella mia carriera mi hanno abituato ad una sola cosa: pensare solo a vincere». Ed è questa la filosofia di questa squadra e del suo coach.

Verrebbe da chiedere al tecnico a che punto sono le trattative per portare un altro giocatore a Brindisi. Perdichizzi, però, è molto abile a far sì che non s’introduca la domanda. Dice soltanto che la sua unica preoccupazione è data dalla salute dei suoi giocatori. «Se stanno bene, non posso non essere contento».

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