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Bari, Donati non dimentica «A Parma l’anno più brutto»

Il centrocampista giocherà domenica nella serie A di calcio (al San Nicola, ore 15) contro la ex squadra. «In Emilia credo di aver vissuto la parentesi più brutta della mia carriera». Sulla partita: «Sicuramente ostica e all'andata è stato anche dimostrato. Tuttavia, come spesso, l'esito dipenderà da noi». Sul futuro della squadra: «Se non riusciremo a centrare l'Europa, non dite che è stata una stagione normale»
• E il San Nicola si colora di rosa
Bari, Donati non dimentica «A Parma l’anno più brutto»
di Antonello Raimondo

BARI - Buongiorno Donati. A salvezza raggiunta cos'altro può dare al Bari questo finale di campionato?

«Le partite che ci separano dalla fine della stagione possono darci la spinta per arrivare ancora più avanti. Non ci vogliamo fermare, siamo carichi e vogliamo chiudere il campionato nel migliore dei modi. Quella che stiamo vivendo ha tutta le caratteristiche della "stagione irripetibile" ed allora non vogliamo buttare via neanche un punto. Vogliamo ottenere una piazzamento che venga ricordato negli anni».

La conferma avuta a Roma di una condizione fisica ritrovata può aiutare?

«Immaginavo una domanda del genere (sorride, ndr). Il calcio è questo: se si perde significa che si sta male, se si vince allora la condizione è buona. La realtà è che nel mese scorso, nonostante le quattro sconfitte, la sensazione nostra era quella di star bene esattamente come in questo momento. Magari le gambe non andavano a mille, ma non credo ci sia stata una grande evoluzione dal punto di vista della condizione fisica».

Adesso arriva il Parma, all'inizio del campionato ti aspettavi di arrivare a questa sfida con un punto in più degli emiliani?

«All'inizio del campionato secondo la maggior parte degli addetti ai lavori a quest'ora dovevamo essere dietro tutti, quindi la risposta che dovrei dare a questa domanda è scontata. Per fortuna nello spogliatoio la pensavamo in maniera diversa ed abbiamo dimostrato che avevamo ragione noi. Approfitto per dire una cosa importante, però. Non vorrei che le aspettative della piazza adesso si siano alzate al punto tale che se non riusciremo a centrare la qualificazione europea la stagione del Bari diventi qualcosa di "normale". Personalmente è una cosa che ho vissuto a Messina e non vorrei che si ripetesse. Credo che i nostri tifosi debbano essere molto orgogliosi di questa squadra e credo anche che questo debba avvenire indipendentemente dalla qualificazione europea».

Proibito sognare, quindi?

«Non ho detto questo. Anzi. Sognare non ci costa nulla. Noi abbiamo ancora fame. Quello che è successo domenica a Roma, ad esempio, prestazione, vittoria e tifosi al seguito, è una cosa che ogni giocatore porterà dentro di sé per tutto il resto della vita. Lo stesso succederebbe in caso di un ottimo piazzamento stagionale. Figuratevi in caso di qualificazione europea. Quello che volevo dire è semplicemente di non sottovalutare l'impresa che è stata il salvarsi con dieci giornate di anticipo».

Che avversario è il Parma?

«Sicuramente ostico ed all'andata lo ha anche dimostrato. Tuttavia, come spesso, l'esito della gara dipenderà soprattutto da noi».

Come vive la vigilia da ex?

«A Parma credo di aver vissuto la parentesi più brutta della mia carriera. Ci son stato solo sei mesi. Arrivavo in prestito dal Milan e fin da subito non ero assolutamente convinto di aver fatto la gesta giusta. Sacchi e Prandelli riuscirono a convincermi mettendo in atto una corte spudorata, per poi accantonarmi quasi subito a favore di soluzioni tattiche a mio modo di vedere discutibili».

Barreto è in dubbio, se c'è un rigore lo calcia lei?

«Solo se siamo oltre il novantesimo e sopra di un paio di gol (ride di gusto, ndr). A parte gli scherzi, non avrei problemi a ripresentarmi dal dischetto».

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