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Martedì 17 Ottobre 2017 | 22:51

Il Lecce vuol capire se è passata la nottata

L'anticipo a Reggio Calabria della trentesima giornata della serie B di calcio è uno snodo cruciale per delineare il futuro. Dopo un tracollo delle dimensioni di quello di sabato scorso con il Cittadella, è inevitabile che questa gara diventi un banco di prova altamente indicativo. Se, infatti, la squadra dovesse reagire e vincere la partita, allora i cinque gol del Cittadella sarebbero archiviati nella lista delle giornate storte
Il Lecce vuol capire se è passata la nottata
di Massimo Barbano

REGGIO CALABRIA - Questo anticipo della trentesima giornata è uno snodo cruciale per delineare il futuro del Lecce. Dopo un tracollo delle dimensioni di quello di sabato scorso con il Cittadella, è inevitabile che questa gara diventi un banco di prova altamente indicativo. Se, infatti, il Lecce dovesse reagire e vincere la partita, allora i cinque gol del Cittadella sarebbero tranquillamente archiviati nella lista delle giornate storte che qualunque squadra che vince un campionato incontra almeno una volta nel corso della stagione. Se viceversa, il risultato non dovesse essere favorevole, allora quella sciagurata partita col Cittadella avrebbe un diverso valore ed è chiaro che a quel punto non si potrebbe più negare che esiste qualche problema.

Il paradigma trova parzialmente d’accordo l’allenatore Gigi De Canio che però sposta leggermente il baricentro del concetto dal risultato. «Se la squadra giocherà così come ha giocato con il Cittadella - dice il tecnico - allora quella partita ha avuto un significato, e ciò a prescindere da come andrà il risultato. Se, viceversa, la prestazione dovesse risultare all’altezza di quelle che abbiamo sempre offerto, allora significa che il Cittadella è stato solo un episodio. Se poi il risultato non ci darà ragione, non sarei felicissimo, ma comunque saprei di aver recuperato il gruppo di sempre e sarebbe la conferma della bontà del lavoro che stiamo facendo».

De Canio è comunque convinto che la squadra ha bene assorbito il colpo. «Bisognava mettersela dietro le spalle e lo abbiamo fatto - dice - d’altra parte ci siamo abituati a metterci alle spalle le cose negative, ma anche quelle buone e di guardare al futuro con fiducia. Lo abbiamo fatto anche in questa situazione. La squadra ha compreso i motivi di quella prestazione negativa di sabato ed è pronta a riscattarsi contro una formazione che sappiamo essere fortissima, a dispetto di una classifica che non rispecchia i valori che invece la squadra esprime. C’è quindi da parte nostra una forte tensione come richiede una partita del genere».

Oltre all’importanza di ritrovarsi subito c’è anche il passaggio del campionato che è particolarmente cruciale. «Penso che le prossime quattro partite potranno dire molto - prosegue l’allenatore - se non decisive, saranno comunque molto importanti tre trasferte e il derby contro il Gallipoli. Uscire bene da questo periodo di fuoco, ci darebbe una grande spinta specialmente a livello psicologico».

Questo primo ostacolo è quindi molto più difficile di quanto non dica la non attendibile classifica della Reggina. «Andiamo a giocare sul campo di una squadra forte, non solo dal punto di vista motivazionale - spiega De Canio - ma anche da quello tecnico. Anche contro il Modena sabato scorso, pur perdendo, ha giocato un ottimo calcio creando sette-otto palle gol».

La forza della Reggina frutto soprattutto di spiccate individualità che potrebbero tranquillamente giocare nella categoria superiore. «Penso a Brienza - dice l’allenatore - che è un giocatore rapido che riesce sempre a creare superiorità numerica, ma anche a giocatori come Tedesco, Carmona. È una squadra che non riesce a raccogliere quello che semina, ma ha singoli di grande valore».

Riprendere a correre è d’obbligo, anche perchè le inseguitrici si sono avvicinate, anche se l’andamento fino a questo momento non può creare eccessive preoccupazioni.

«Finora tutto lascia pensare che così non sarà - sostiene l’allenatore - un po’ tutti, compresi noi, hanno avuto le occasioni per staccare, ma non sono riusciti a farlo. Penso a Brescia, Grosseto, lo stesso Torino, dopo qualche momento positivo, non sono riusciti a dare continuità e anzi sono andati incontro a clamorosi black out. Poi ci saranno anche molti scontri diretti, per cui ritengo difficile che ci potranno essere delle fughe. Perciò, è opportuno accelerare il passo».

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