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Florens, ecco il grido di dolore Netti: «Siamo disposti a lasciare»

Il presidente dopo la salvezza nella A1 femminile di pallavolo: «Se non ci sarà la base economica sufficiente siamo disponibili a valutare altre situazioni. Non venderemo il titolo ma se ci saranno altre realtà pronte ad accoglierci siamo anche disposti a muoverci da Castellana visto che, anche se l’amministrazione comunale ci è vicina, non sembrano esserci imprenditori disposti ad assicurare la continuità»
Florens, ecco il grido di dolore Netti: «Siamo disposti a lasciare»
di Emanuele Caputo

BARI - «Il lavoro e l’onestà pagano»: con questo motto «operaio» Giannantonio Netti, presidente della Cgf Recycle Florens, suggella la matematica salvezza della sua squadra in A1 femminile. Salvezza che, grazie all’innovativa formula, consegna anche la partecipazione ai playoff scudetto a tutte e dieci le compagini che parteciperanno al prossimo campionato.

«Siamo stati premiati - prosegue Netti - per le dolorose scelte estive, ottenendo un risultato in cui pochi credevano. La medicina vincente è stato il mix fra società, allenatore ed ambiente». Proprio la questione del rinnovo del tecnico Donato Radogna tiene ora banco nell’ambiente bianco-rosso dopo le dichiarazioni dell’esperto tecnico barese sulla mancanza di certezze: «Radogna in questi cinque anni è stato il nostro uomo in più, la ciliegina sulla torta - ricorda il presidente - ma ora godiamoci questa salvezza e le prossime quattro settimane che restano di questa stagione che è stata difficilissima e ricca di tanti sacrifici. Certo sarà difficile proseguire così: se non ci sarà la base economica sufficiente siamo disponibili a valutare altre situazioni. Non venderemo il titolo ma se ci saranno altre realtà pronte ad accoglierci siamo anche disposti a muoverci da Castellana visto che, anche se l’amministrazione comunale ci è vicina, non sembrano esserci imprenditori disposti ad assicurare la continuità».

Contesto in cui l’impresa sportiva acquisisce ancor più valore: «In relazione al rapporto fra costi e rendimenti - assicura Netti - abbiamo le migliori giocatrici del campionato. L’esempio lampante è Soninha: per quanto ha reso proporzionalmente all’impegno economico, vale più di Tai Aguero. Col budget ridotto del 40% rispetto all’anno scorso, abbiamo ottenuto un risultato paragonabile dimostrando che le cifre che circolano andrebbero ridimensionate».

L’idea di Netti è comunque chiarissima: la pallavolo italiana necessita del professionismo. «Se vogliamo vendere questo prodotto - denuncia il 44enne avvocato putignanese - dobbiamo renderlo di buon livello ed appetibile. Il professionismo farebbe lievitare i costi ma anche le certezze. Il sistema dilettantistico è un mondo virtuale, ipocrita ed equivoco in cui non ci sono né bilanci trasparenti né sicurezze per nessuno: le società nascono e muoiono all’improvviso e tutto è basato sulla fiducia nelle persone».

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