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Gallipoli, Giannini adesso sbotta «Non vado bene? Mi esonerino»

«La panchina scottava talmente tanto che a Empoli ho dovuto vestire a maniche corte». Qualcuno lo vedeva già a spasso, in caso di sconfitta nella serie B di calcio. Invece la squadra ha pareggiato. Il tecnico ha cercato di dribblare le voci con una battuta. Poi ha approfondito: «A D’Odorico ho detto che se pensa che io non abbia in mano la squadra non deve aspettare altre sconfitte. Mi mandi via subito»
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Gallipoli, Giannini adesso sbotta «Non vado bene? Mi esonerino»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - «La panchina scottava talmente tanto che a Empoli ho dovuto vestire a maniche corte». Qualcuno lo vedeva già a spasso, in caso di sconfitta. Invece il suo Gallipoli ha pareggiato. Beppe Giannini ieri ha cercato di dribblare le voci con una battuta. Poi ha approfondito: «Mi ha dato fastidio - ha ammesso - sono arrabbiato, deluso. Ma a Giovanni D’Odorico ho detto che se pensa che io non abbia in mano la squadra deve chiamarmi ed esonerarmi subito, senza aspettare altre sconfitte. Dovessero in quel caso uscire altre voci non sarebbe bello per l’ambiente e per la squadra, che già non ha grande serenità. Il patron mi ha detto che era arrabbiato anche lui, ma la società non è solo Giovanni D’Odorico: c’è pure Daniele D’Odorico, Iodice, Scaringella, Ruffini».

Quanto al bel pareggio di Empoli, Giannini è soddisfatto: «La squadra sta reagendo contro avversità che ne condizionano molto il cammino. Basti pensare al rigore con espulsione di Franchini, all’ammonizione di Sosa contro il Padova, alla mia espulsione e a quella di Franchini contro il Grosseto. Sono situazioni che fanno molto riflettere: diverse nostre partite sono state condizionate da episodi sconcertanti».

STADIO - «Finora il Gallipoli ha sempre giocato a Lecce e continuerà a farlo a porte aperte». Per quanto riguarda la prossima partita interna contro il Brescia, il direttore generale Giuseppe Iodice, garantisce l’intervento della proprietà. Poi punta il dito contro il Comune di Gallipoli, la cui incapacità di trovare un’alternativa al «Bianco» o di sostenere il club nelle spese causate dall’assenza di un adeguato impianto di gioco sono alla base della «questione-Via del Mare». «Se ci troviamo in difficoltà nell’organizzazione delle gare casalinghe - dice - o se non procediamo preventivamente al pagamento di steward o Us Lecce, chi si dovrebbe vergognare è l’amministrazione comunale. Il Gallipoli è un bene per la città: dovrebbe essere una preoccupazione di chi la amministra trovargli una casa. Ho la certezza che il Gallipoli in B dia molto fastidio a certi amministratori». 

Il dirigente garantisce che risolverà tutto in tempo, visti «gli ottimi rapporti con Lecce, Sport Security e Comune di Lecce, col quale c’è una situazione aperta che va sistemata». Interlocutori questi che dopo le rassicurazioni verbali attendono risposte concrete a stretto giro.

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