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Di Michele suona la carica «Lecce, ora ripartiamo»

Un esordio trionfale con un gol alla sua prima apparizione in giallorosso e una larga vittoria della squadra sul campo del Frosinone. Poi, da quel momento, l’inizio del periodo involutivo, quattro partite senza vittorie fino al clamoroso tracollo con il Cittadella nella serie B di calcio. La parabola discendente della squadra ha seguito questa prima fase dell’esperienza leccese dell'attaccante che si ritiene ancora in credito
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Di Michele suona la carica «Lecce, ora ripartiamo»
di Massimo Barbano

LECCE - Un esordio trionfale con un gol alla sua prima apparizione in giallorosso e una larga vittoria della squadra sul campo del Frosinone. Poi, da quel momento, l’inizio del periodo involutivo, quattro partite senza vittorie fino al clamoroso tracollo con il Cittadella. La parabola discendente della squadra ha seguito questa prima fase dell’esperienza leccese di David Di Michele che si ritiene ancora in credito con la fortuna e in debito con la squadra dove, a parte l’exploit dell’esordio, stanno mancando i suoi gol.

«È chiaro che non posso ritenermi soddisfatto di quello che sto facendo - dice l’attaccante in prestito dal Torino - devo dare di più, il Lecce ha bisogno anche dei miei gol per raggiungere l’obiettivo, devo tornare a segnare o comunque far segnare gli altri compagni».

Ma cosa è accaduto da Frosinone in poi, tanto da provocare questa striscia negativa della squadra?

«In realtà non è cambiato nulla se non i risultati che non ci stanno dando ragione, l’entusiasmo è quello che c’era prima e la compatezza del gruppo pure».

E allora come si può spiegare una sconfitta di quella misura?

«Solo con una giornata storta e niente altro. Ci può stare, noi non eravamo in palla, il Cittadella ha fatto una grande partita ed è riuscita a vincere».

Nonostante tutto, gli altri risultati hanno dato una mano al Lecce...

«Questo è un aspetto positivo, ma ti fa capire come questo campionato sia livellato e difficile. Ed è un ulteriore stimolo per tornare a vincere per distanziare le inseguitrici, anche perchè nelle prossime giornate ci saranno molti scontri diretti e noi possiamo approfittarne».

Questo andamento altalenante sta abbassando la quota promozione?

«Sì, credo che a questo punto basteranno 69-70 punti per centrare la promozione diretta senza playoff».

Chi c’è da temere per l’inserimento nei primi due posti per la serie A?

Principalmente il Brescia, ma poi, per come stanno andando le cose, fino alle squadre che hanno attualmente 40 punti possono aspirare ai primi due posti».

Una sconfitta così pesante come quella col Cittadella può lasciare il segno sul piano della sicurezza in se stessi?

«Al contrario, questa sconfitta ci deve dare la spinta per ripartire e l’esperienza perchè non capitino più le situazioni che hanno causato quella sconfitta. Abbiamo già dimenticato la partita con il Cittadella, siamo pronti a giocarci la partita a Reggio e a dimostrare che siamo a ragione la squadra prima in classifica».

Conosce bene l’ambiente di Reggio Calabria. Sabato hanno perduto in casa contro il Modena, che clima troverete?

«Di sicuro un clima infuocato. Vorranno vincere a tutti i costi per risalire la china. Non dobbiamo farci trarre in inganno dalla loro classifica. È una squadra che vale molto di più degli attuali punti che ha. Credo che siano stati anche un pò sfortunati e poi, quando i risultati non vengono perdi coraggio e fiducia in te stesso. Fra le squadre che sono in fondo alla classifica è quella che ha più mezzi per risalire».

Il clima di contestazione che potrebbe esserci può essere un vantaggio per il Lecce?

«Se ci sarà dovremmo cercare di approfittarne per metterli in difficoltà e trarne vantaggio. Ma è preferibile contare sulle proprie forze senza illuderci sulle condizioni esterne».

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