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Brindisi alza bandiera bianca con la capolista Juve Stabia

Niente da fare contro la capolista della Seconda Divisione di calcio, squadra dall’alto livello tecnico e scesa al «Fanuzzi» con la carica mentale giusta. La squadra di Silva non solo ha perso la partita (1-2), dopo quaranta risultati utili consecutivi in casa, ma anche il confronto tecnico con le «vespe» di mister Rastelli. La partita era attesa ed è stata vissuta dalle due formazioni con grande concentrazione mentale
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Brindisi alza bandiera bianca con la capolista Juve Stabia
Brindisi-Juve Stabia 1-2

Brindisi: Pinzan 6, Idda 5,5 Trinchera 6, Taurino 6,5, Pasqualini 5,5, Pizzolla 6, Battisti 6, Siclari 5,5 (10' s.t. Piccinni 6), Moscelli 6 (34' s.t. Albadoro s.v.), Da Silva 5 (10' s.t. Galetti 5,5), Carcione 6,5. A disposizione Ferrante, Maulella, Montella, Mortelliti. All. Silva.
JUVE STABIA: Panico 6, Fabbro 6,5, Maury 6,5, Gritti 6 (19' s.t. Iorio s.v.), Moretti 6,5, Cinelli 6,5 (29' s.t. Marano s.v.), Acoglanis 6,5, Gomes 7, Amore 7, De Angelis 6,5 (26' s.t. Peluso s.v.), Vincentin 6,5. A disposizione D'Oriano, Pezzella, Tarantino, Varriale. All. Rastelli.
ARBITRO: Pizzi di Saronno.
RETi: 21 p.t. Moscelli (su rigore), 39 p.t. Fabbro, 11’ s.t. Moretti.
Note. Ammoniti: Gritti, Battisti, Pizzolla, Moscelli e Trinchera. Angoli: 5 a 3 per la Juve Stabia. Rec. 3’ p.t. e 6’ s.t.

BRINDIS - Niente da fare contro la capolista Juve Stabia dall’alto livello tecnico e scesa al «Fanuzzi» con la carica mentale giusta. Il Brindisi non solo ha perso la partita, dopo quaranta risultati utili consecutivi in casa, ma anche il confronto tecnico con le «vespe» di mister Rastelli. La partita era attesa ed è stata vissuta dalle due formazioni con grande concentrazione mentale. Al fischio di inizio, infatti, nessuna della due avversarie spinge sull’acceleratore. Ciascuna teme l’errore, che può essere fatale. Inizia una lunga fase di studio, interrotta, appunto, dall’errore. Capita a Gritti. Il terzino destro della Juve Stabia, atterra in area Moscelli, impegnato a seguire un lunghissimo lancio del portiere Pinzan. L’arbitro decreta il rigore. S’incarica della trasformazione Moscelli, che esegue spiazzando Panico. Al 37’, gli ospiti vanno vicini al pareggio. Amore raccoglie un servizio a quattro metri dalla porta del Brindisi. Tocca di sinistro per la facile realizzazione, ma Pinzan con uno scatto e con un intuito straordinario alza con la mano sinistra oltre la traversa. Trascorrono due minuti e la Juve Stabia pareggia il conto. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla esce dall’area di rigore del Brindisi, ma Fabbro è in agguato e batte deciso a rete, la palla imbocca l’unico corridoio disponibile tra una selva di gambe.

Quanto succede nella seconda frazione non solo decide dell’incontro, ma anche dei valori in campo. Il Brindisi soffre la pressione alta degli ospiti, i quali, tra l’altro sommano un numero incredibile di calci piazzati. Su uno di questi, all’11’, mentre il tecnico del Brindisi Silva decide un doppio cambio, le «vespe» vanno in vantaggio. Moretti, dalla distanza di quasi venticinque metri, spara una bordata di sinistro che sorprende Pinzan.

Il pubblico sostiene il Brindisi. I biancazzurri generosamente alzano il ritmo della partita. I campani si dispongono tutti dietro la palla, ma non solo assorbono la veemenza biancazzurra, gestiscono anche con efficacia la manovra. Dopo il gol, la Juve Stabia gioca senza tensione, poiché con il trascorre dei minuti si convince di possedere mezzi tecnici superiori a quelli dei padroni di casa. Il Brindisi cerca ogni energia mentale possibile e necessaria a ristabilire la parità.

Mister Silva suggerisce diverse soluzioni. Mette in campo un più attivo e mobile Piccinni, prova con Galetti, al posto di un Da Silva in forma carente e spera in Albadoro che rileva Moscelli. Spera anche nell’abilità di Carcione nel cercare la profondità (operazione spesso riuscita al biancazzurro, i suggerimenti del quale, però, non vengono poi sfruttati dai compagni). E poi, nelle ultime fasi, ordina a Trinchera di schierarsi in linea con gli attaccanti. Il Brindisi pressa nella sua metà campo la Juve Stabia. Ma non riesce a creare occasioni davvero pericolose e non riesce a tirare.

Al 43’ c’è un tentativo di Trinchera senza successo. E al 50’, qualche secondo prima del triplice fischio di chiusura, Carcione, su cross dalla destra di Pizzolla, sul secondo palo della porta della Juve Stabia, tutto solo, colpisce debolmente di testa.

Alla chiusura delle ostilità la cartolina finale è la curva sud seduta in profonda amarezza. Quella dei supporter stabiesi in festa.

Bruno Stasi

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