Cerca

Lazio-Bari Parziale: 0-2 all'80' Diretta della partita

La vittoria contro il Chievo per rimettere le cose a posto. Dodici punti di vantaggio sulla zona che «scotta», salvezza ipotecata. La trasferta di Roma per spezzare il tabù trasferta e per dare scacco alle malelingue. «Chi pensa ad un Bari arrendevole e demotivato si sbaglia di grosso»
Lazio-Bari Parziale: 0-2 all'80' Diretta della partita
di ANTONELLO RAIMONDO

ROMA - Tra cose dette e sussurrate. Nessun proclama di giornata, ma messaggi sì. E anche tanti. Alla squadra, magari all’ambiente che, forse, si è un po’ sgonfiato.

«Il campionato non è ancora finito. Tantissimo è stato fatto ma ancora tanto c’è da fare». Firmato Giampiero Ventura. Che spiega alla sua maniera: «C’è stato un momento in cui eravamo al settimo posto e tutti pensavamo di aver buttato via tanti punti, quelli che ci avrebbero proiettato addirittura in zona Champions. Nel frattempo abbiamo perso per strada pedine importanti eppure sembra quasi che a questa squadra si continuino a chiedere miracoli. Io dico che tutti insieme, squadra e società, siamo stati capaci di reggere l’urto per più di sei mesi. E non mi pare poco».

La vittoria contro il Chievo per rimettere le cose a posto. Dodici punti di vantaggio sulla zona che «scotta», salvezza ipotecata. La trasferta di Roma per spezzare il tabù trasferta e per dare scacco alle malelingue. «Chi pensa ad un Bari arrendevole e demotivato si sbaglia di grosso. Chi si fa attraversare da queste strane idee non conosce Giampiero Ventura e la sua storia. Chi molla presa... con me sta fuori. Altro che stimoli scarsi. Andiamo all’Olimpico per giocare una grande partita anche perché a me questa storia del tabù trasferta comincia a darmi fastidio un bel po’. Nella mia carriera mi sono spesso distinto per il ruolino di marcia lontano da casa. A Pisa ho vinto addirittura sette partite in trasferta prima che gli infortuni ci frenassero. E anche a Udine mi ricordano ancora bene proprio per la capacità di cercare la vittoria sempre e comunque».

La Lazio è disperata, impelagata com’è nei bassifondi della classifica. «Ne prendiamo atto anche se restiamo convinti di dover affrontare un avversario con tanta qualità. Non so cosa sia successo alla squadra biancoceleste, non l’ho seguita tantissimo. Sta di fatto che non riesce a venir fuori il potenziale tecnico che è sotto gli occhi di tutti. So bene come vanno certe cose. Cominci l’anno con certe ambizioni e poi diventa dura cambiare obiettivi in corsa. Sarebbe come illudersi di poter andare a cena con Naomi Campbell e poi ritrovarsi gomito a gomito con la figlia del panettiere. Magari anche carina ma che non è la Campbell. Bè, in questi casi c’è il rischio di avere un calo dell’adrenalina».

«Io penso, tuttavia, che molto dipenda da noi - aggiunge Ventura - finora quando abbiamo centrato la partita siamo sempre stati in grado di mettere in imbarazzo l’avversario. Centrala anche a Roma, in questo momento particolare della stagione, costituirebbe un segnale importante per il campionato. Tutti, insomma, saprebbero che di questo Bari c’ ancora da diffidare. E che non siamo sazi, anzi».

«Certo è che non siamo nemmeno fortunati - aggiunge Ventura senza smarrire il proverbiale sorriso sulle labbra con il quale affronta, settimanalmente, i giornalisti - visto che ogni volta troviamo avversari che giocano la partita della vita. A Cagliari c’era un atmosfera niente male. Stavolta leggo di una mobilitazione generale per la sfida col Bari. Il popolo laziale ha deciso di mettere in atto una vera e propria tregua e si annunciano cinquantamila spettatori. Non abbiamo paura, questo deve essere chiaro. Anche perché noi del Bari non siamo mai soli. I nostri tifosi sono eccezionali. Mi risulta che all’Olimpico saranno in cinquemila. L’ultima volta, contro la Roma, è andata male. Ecco, giocheremo anche per cancellare quel pomeriggio».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400