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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:16

Lecce-Cittadella Parziale: 1-5 all'80'  Diretta della partita

Ad un girone di distanza la partita è la stessa solo a metà. Il Cittadella sta ricalcando le aspettative del suo campionato di serie B di calcio. Il Lecce invece è qualcosa di completamente diverso e le possibilità che si ripeta quella giornata di ottobre (i veneti vinsero 3-0) è praticamente impensabile
Lecce-Cittadella Parziale: 1-5 all'80'  Diretta della partita
di Massimo Barbano

LECCE - Ad un girone di distanza la partita è la stessa solo a metà. Nel senso che il Cittadella sta ricalcando quelle che erano le aspettative del suo campionato. Il Lecce invece è qualcosa di completamente diverso e le possibilità che si ripeta quella infausta giornata di ottobre (i veneti vinsero per 3-0) è oggi praticamente impensabile.

«Non voglio cercare scusanti - dice l’allenatore Luigi De Canio - ma quella partita fu determinata da un arbitraggio infelice. Poi noi ci mettemmo del nostro e il Cittadella fece un’ottima partita. Ma, fino al momento del primo gol, stavamo andando bene, avevamo avuto con Marilungo un’occasione grossissima, poi arrivò quel gol di Oliveira palesemente irregolare e, anche rivedendo le immagini in questi giorni, mi chiedo cosa sia passato per la testa all’arbitro. Si spiega così quella sconfitta anche se noi fummo lenti ed impacciati nella costruzione del gioco ed avevamo ancora parecchi giocatori alla ricerca di una condizione accettabile. Così, per una squadra fisicamente pronta come lo era il Cittadella, noi fummo una presa abbastanza facile».

E quella partita fu in un certo senso lo spartiacque fra il Lecce impacciato delle prime giornate e la squadra sicura e determinata di oggi. «Questo Lecce, invece, è notevolmente diverso - sostiene l’allenatore - perchè anche nei momenti di difficoltà ha la capacità di ritrovarsi e di risorgere. Le condizioni in cui abbiamo cominciato la stagione sono state di grandissima difficoltà, avevamo solo la necessità di crescere fisicamente e di diventare squadra. Poi le prospettive sono cambiate ed è stato merito dell’atteggiamento che ha avuto la squadra di ricercare sempre la vittoria. Attraverso queste reazioni sono cambiati anche gli obiettivi in corsa. Quella partita segnò il punto più basso del nostro cammino e segnò anche l’inizio del nuovo ciclo attraverso una presa di coscienza che era già avvenuta e che probabilmente in quell’occasione fu più sentita perchè toccò anche l’orgoglio di tutti».

De Canio, però, non trascura il magico momento del Cittadella che viene da tre successi consecutivi.

«Questa squadra, battendo la Reggina, l’Empoli e il Vicenza in casa sua, oltre ad acquisire una posizione di classifica di tranquillità tale che gli permette di giocare con spensieratezza, ha anche accresciuto la convinzione di una certa forza tecnica. A parte il fatto che hanno giocatori di buone qualità tecnica per la categoria. Hanno alcuni giocatori che potrebbero giocare sicuramente in squadre con più alti obiettivi. Poi le vittorie portano sicurezza, convinzione nei propri mezzi. E per questo è un avevrsario da non sottovalutare. È quello che ho detto ai ragazzi ed è quello che certamente non faremo».

Le insidie di questa partita stanno proprio nella buona organizzazione di gioco dell’avversario, oltre che dal buon valore dei singoli.

«È una squadra che tatticamente è molto ben organizzata, gioca in maniera semplice ma efficace, fanno bene quello che sanno fare».

In un contesto del genere De Canio sembra aver detto ai propri giocatori di fare molta attenzione a non lasciarsi soprendere. «È una squadra che si esprime molto bene nelle ripartenze - dice - perchè ha giocatori che hanno un’ottima corsa, una buona tecnica e sanno andare in verticale. Il fatto di essere una squadra piccola, li mette sia in casa che fuori nelle condizioni di giocare in questo modo».

Ma il Lecce ha anche bisogno di tornare a corerre dopo i quattro pareggi di fila. Contromisure? «Soprattutto di carattere psicologico - sostiene l’allenatore - non dobbiamo trascurare i dettagli ed essere sempre ordinati tatticamente, sempre molto corti, per poter intervenire sulla palla, non farsi pressare dall’avversario perchè lo fanno molto bene e se ti rubano palla mentre sei disposto male, possono essere molto pericolosi. Insomma, non farsi trovare imprepararti e non avere fretta di “chiudere la pratica”. Non farsi prendere dall’affanno di dover vincere per forza, tanto un gol prima o poi lo facciamo sempre. Insomma, far sì che le nostre caratteristiche offensive prevalgano sulle loro, in modo da non valorizzare il loro gioco».

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