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Il mea culpa del Taranto «Siamo molto amareggiati»

Il capitano rossoblù Migliaccio «Abbiamo chiesto alla società di poter restare in silenzio per tutta la settimana. Dopo domenica siamo dispiaciuti due volte. La prima perché siamo consapevoli di aver completamente sbagliato l’ultima mezz'ora della gara con il Foggia nella Prima Divisione di calcio. La seconda per non essere riusciti a capitalizzare i primi sessanta minuti nei quali ci siamo espressi bene»
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Il mea culpa del Taranto «Siamo molto amareggiati»
di Giuseppe Dimito

TARANTO - «Abbiamo chiesto alla società di poter restare in silenzio per tutta la settimana». Così esordisce il capitano rossoblù, Vincenzo Migliaccio, in una nota pubblicata sul sito ufficiale della società. E continua: «Dopo ieri (domenica, n.d.r.) siamo dispiaciuti due volte. La prima perché siamo consapevoli di aver completamente sbagliato l’ultima mezzora della gara con il Foggia. La seconda per non essere riusciti a capitalizzare i primi sessanta minuti nei quali ci siamo espressi bene sul campo. Siamo amareggiati e per questo motivo vogliamo restare lontani dalle polemiche, blindare lo spogliatoio e parlare di meno. Conosciamo le ambizioni di tifosi e società, ci riserviamo perciò di parlare domenica. Sul campo». La richiesta è stata accolta dal presidente D’Addario. I giocatori, con una decisione condivisibilissima, si sono assunti la responsabilità dello 0-0 di ieri l’altro. Tutti gli allenamenti, inoltre, si svolgeranno a porte chiuse.

Ieri mattina, tuttavia, c’è stato il solito summit settimanale, presieduto da D’Addario, con l’intero settore tecnico cui hanno partecipato i suoi più stretti collaboratori. Il problema resta lo stesso: il mancato aggancio alla zona playoff: cause, motivazioni e soluzioni. Temi estremamente delicati. Per la gara contro il Foggia, i giocatori si sono assunti la responsabilità della mancata vittoria. E per le altre partite esterne terminate in parità? Al termine dell’incontro, nessuno ha parlato. E’ ovvio che il presidente abbia preteso i cosiddetti risultati, ossia l’ingresso nei playoff. Già, ma come? Sul piano dell’impegno non c’è nulla da dire. Tutti danno l’anima per il conseguimento dell’obiettivo. Pare che D’Addario voglia, dalla prossima partita di Potenza, un altro Taranto, una squadra in grado di centrare i playoff.

Ma - la domanda è lecita - val la pena “rivedere” largamente l’attuale formazione, modulo compreso, a solo otto giornate dalla conclusione del torneo? Il rischio di passare dalla padella alla brace è alto. Cambiare guida tecnica? Finora Dellisanti, a parte le sostituzioni di domenbica scorsa, non ha deluso. Francamente, bisogna ammettere che la squadra ha un suo gioco, una propria identità tecnico-tattica. Non vince, però. E non vince perché non riesce a concretizzare il lavoro che viene svolto dai centrocampisti. Spetta a mister Dellisanti trovare la maniera per uscire fuori dal tunnel.

«Occorre calma e pazienza» ha detto con molta il trainer tarantino. La ricetta, in effetti, è giusta. Andando sul concreto, sono essenzialmente gli attaccanti, aiutati dal resto dei compagni, che devono diventare più prolifici sotto porta. È , forse, il caso di inventarsi qualcosa in zona alta, provando soluzioni diverse.

Oggi, intanto, riprende la preparazione in vista della trasferta di Potenza dell’ex “avvelenato” Eziolino Capuano.

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