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Martedì 17 Ottobre 2017 | 00:25

Il Bari allontana i cattivi pensieri

Allontanate le ombre comparse all’orizzonte dopo le quattro sconfitte consecutive. Il Bari si riprende il suo ruolo nella serie A di calcio. Ritrova il decimo posto in classifica, lasciando ad altri paure e ansie. La salvezza non è un dato ufficiale, non potrebbe esserlo quando mancano undici giornate al termine. Ma è lo stesso un dato acquisito, al di là delle ovvie parole di Ventura improntate alla prudenza
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Il Bari allontana i cattivi pensieri
di Fabrizio Nitti

BARI - Scacciati i cattivi pensieri, allontanate le ombre comparse all’orizzonte dopo le quattro sconfitte consecutive. Il Bari si riprende il suo ruolo in campionato. Ritrova il decimo posto in classifica, lasciando ad altri paure e ansie. La salvezza non è un dato ufficiale, non potrebbe esserlo quando mancano undici giornate al termine. Ma è lo stesso un dato acquisito, al di là delle ovvie parole di Ventura improntate alla prudenza. Vogliamo metterci a discutere dodici lunghezze sul terz’ultimo posto? È la vera impresa della stagione, dopo aver accarezzato sogni europei e fatto i conti con una selva di infortuni e problemi. A due mesi dalla fine il Bari praticamente in salvo è una notizia quasi senza precedenti. La matematica servirà soltanto a sancire un’annata... al di sopra di ogni sospetto.

La vittoria sul Chievo porta la firma di Ignacio Castillo, primo gol in biancorosso. Ma anche quella di Riccardo Allegretti, che sul piede dell’argentino ha depositato l’ennesimo assist di una stagione che gli sta riservando soddisfazioni. È un po’ l’uomo delle emergenze, il centrocampista al quale Ventura si è aggrappato sempre nei momenti di emergenza. Due gol, importanti come quello di Palermo e quello al Livorno, dieci presenze, tutte da titolare, quasi sempre incisivo quando è stato chiamato a giocare. E spesso anche discusso, lui centrocampista centrale (al massimo centro-sinistra) «isolato» sulla fascia mancina per ragioni tattiche.

«Dopo la partita in trasferta a Cagliari -ricorda il calciatore milanese, classe 1978 - , in cui avevo fatto di tutto fuorché giocare bene, ho avuto un forte attacco influenzale alla vigilia della partita di Catania. Non sono andato nemmeno in panchina. Per fortuna ho avuto modo di rifarmi domenica».

Ventura lo ha detto senza mezzi termini. La prima mezz’ora di Allegretti è stata di altissimo livello. Non soltanto il «servizio» per Castillo, ma pure buone iniziative personali e presenza in fase di attesa. «Ho cercato di dare il massimo e penso di esserci riuscito. Non potrei essere più contento. Castillo ha sfruttato al meglio il mio assist e gli faccio i complimenti; anche se, ad onor del vero, l’intenzione iniziale era quella di calciare in porta. Poi Nacho ha fatto un movimento splendido e ho preferito mettere lui in condizioni di segnare».

«Le mie origini calcistiche dicono che sono un regista. Ma qui è dall’inizio del campionato che sono stato spostato sulla sinistra e mi va bene così. In serie A, poi, sarei disposto a giocare dappertutto. Sono molto versatile ma non nascondo di aver incontrato parecchie difficoltà all’inizio in quella nuova posizione. Il tecnico, che già mi conosceva, ha ritenuto opportuno assegnarmi un ruolo diverso e credo avesse ragione».

Tre punti decisivi nella rincorsa alla salvezza, una bella spallatona al poker di sconfitte precedente: «Quattro k.o. di fila ci avevano un po’ demoralizzato. La posizione in classifica cominciava ad essere scomoda ed avevamo bisogno dei tre punti, direi soprattutto per scrollarsi di dosso scorie psicologiche. Per fortuna abbiamo lasciato alle spalle molte rivali e siamo tornati sul lato sinistro della classifica».

Altra piccola curiosità che passerà alla storia spicciola del campionato. per la prima volta Allegretti non è stato sostituito: «Sono rimasto sorpreso dal fatto - dice il centrocampista -. Siccome mi sento sempre in “nomination”, avevo deciso di giocare al massimo il primo tempo. Alla fine ero stracotto».

Questione calci di rigore. Il presidente Matarrese ha lanciato un doppio annuncio: provvederà a benedire i piedi dei calciatori, salvo poi decidere di tirare personalmente dal dischetto. «È sempre una persona molto simpatica e scherzosa. Ma il dato resta: cinque rigori sbagliati. Sinceramente però, Donati non ha calciato male; è Sorrentino che ha indovinato l’angolo ed ha parato».

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