Cerca

Domenica 22 Ottobre 2017 | 21:23

Derby di Taranto senza reti è il Foggia a sorridere di più

Pareggio tranciante nella Prima Divisione di calcio. Sa di poco il punto che rimedia il Taranto. Perché appesantisce il momento. Rovina la media. Nega l’ingresso nei playoff. E fa nuovamente dubitare. È abbastanza il punto che strappa il Foggia. Perché porta ossigeno ad una classifica che resta asfittica. Allontana lo spettro della crisi. Restituisce fiducia. E rende plausibile l’operazione-salvezza
• Andria, missione compiuta
• Il Potenza compie un miracolo
Derby di Taranto senza reti è il Foggia a sorridere di più
TARANTO-FOGGIA 0-0

TARANTO:Bremec sv; Calori 6, Migliaccio 6, Prosperi 6, Bolzan 6; Scarpa 4,5 (28’ st Innocenti sv), Coppola 5, Quadri 5,5, Cuneaz 6 (16’ st Russo 5,5); Corona 5, Ferraro 5 (40’ st Giorgino sv). A disp. Barasso, Panarelli, Taulo, Rajcic. All. Dellisanti.
FOGGIA: Milan 7; Carbone 6, Di Dio 5,5, Torta 5, Micco 6; Velardi 5,5 (18’ st Colomba 6), Agnelli 6; Millesi 6, Trezzi 6, Mancino 6,5 (41’ st Desideri sv); Ceccarelli 6 (23’ st Caraccio 5,5). A disp. Bindi, Sgambato, D’Agostino, Quadrini. All. Ugolotti.
ARBITRO: Massa di Imperia.
NOTE: angoli 12-2 per il Taranto. Ammonito Calori del Taranto. Spettatori paganti 5806 (abbonati 3205) per un incasso complessivo di 51.346,55 euro. Recupero: 0’ pt; 5’ st.

di Lorenzo D’Alò

TARANTO - Pareggio tranciante. Sa di poco il punto che rimedia il Taranto. Perché appesantisce il momento. Rovina la media. Nega l’ingresso nei playoff. E fa nuovamente dubitare. È abbastanza il punto che strappa il Foggia. Perché porta ossigeno ad una classifica che resta asfittica. Allontana lo spettro della crisi. Restituisce fiducia. E rende plausibile l’operazione-salvezza.

Il pari ha una sua correttezza di fondo. Nel primo tempo c’è tutto. C’è il Taranto che, dopo un approccio svagato, assume il controllo del gioco e, dunque, del derby. Attacchi insistiti e almeno sette occasioni per passare. Ma il gol non arriva. E c’è il Foggia che, dopo la rassicurante partenza, quasi sprofonda nelle sabbie mobili della sua metà campo sino a toccare la roccia viva su cui costruire una partita credibile. Nella ripresa, invece, non c’è nulla. C’è il Taranto che prima s’incupisce e poi si deforma nel tentativo - vano - di rincorrere una vittoria ormai impossibile da acchiappare. E c’è il Foggia che resiste, rifiata, ragiona. E alla fine lascia incolume lo «Iacovone».

È grave l’involuzione del Taranto: da squadra logica (nelle scelte iniziali) e funzionale (nelle dinamiche di gioco); a formazione sconclusionata (dalle mosse successive) e irrazionale (nell’orientare la manovra). È consolante la tenuta fisica e mentale del Foggia, che non accetta il pensiero di perdere. Ha un’altra idea (portare a casa qualcosa) e la realizza, conservando equilibrio anche nei momenti in cui il Taranto dà l’impressione di poter rompere gli argini. E, invece, non succede perché l’insipienza degli attaccanti e la bravura di Milan soffocano la voglia di gol. La reprimono. Ed è forse questa la vera colpa del Taranto: non aver dato un senso alla frazione in cui energie e dimensione sono da squadra matura. L’insulsa ripresa è, invece, la porzione completamente sbagliata del derby. Il Taranto che entra in un’altra partita e si lascia risucchiare in un vortice di mediocrità.

Più coerente il derby del Foggia. Ugolotti cambia interpreti ma non rinuncia al 4-2-3-1. In porta Milan vince il ballottaggio con Bindi. In difesa è nuova, e un po’ barcollante, la coppia centrale (Di Dio e Torta). Velardi affianca Agnelli davanti alla retroguardia. Trezzi completa la cerniera degli incursori. Il Taranto è 4-4-2. Rientra Quadri. E parte titolare Cuneaz (Di Roberto è out). L’avvio non è di nessuno. Il Taranto si astiene, il Foggia vigila. Poi la squadra rossoblù si scuote: capisce quello che deve fare (conquistare campo, aprendo il gioco sulle fasce) e comincia a farlo. Fioccano le occasioni. Corona non riesce a a sorprendere Milan (11’). Migliaccio di testa spedisce di poco a lato (18’). Ferraro, armato da Corona, entra in area e spara addosso a Milan (20’). Scarpa non inquadra la porta di testa su un pallone smanacciato da Milan (24’). Quadri fa viaggiare Bolzan sulla sinistra: il cross è perfetto ma sul tocco con la suola di Ferraro è decisiva la deviazione di Milan lungo disteso (25’). Milan ribatte sull’esterno della rete il tiro ravvicinato di Corona (39’). Doppia conclusione di Ferraro: Di Dio (col corpo) e Milan si oppongono (41’).

Nella ripresa il Taranto sparisce. Dellisanti forza qualche sostituzione, leggendo male le difficoltà e le necessità della squadra. Incomprensibile l’esclusione di Cuneaz (dentro Russo). Tardiva l’uscita di Scarpa (dentro Innocenti). Carico di punte (quattro), con Quadri e Coppola che accusano la fatica, il Taranto diventa un’entità improbabile. Il Foggia si organizza per tentare qualche timida sortita. Ugolotti ordina cambi che non stravolgono. Il Taranto si spacca in due tronconi. Dellisanti ricorre a Giorgino per tappare la voragine (fuori Ferraro). La cronaca evapora. Fischi di disapprovazione scandiscono le battute conclusive.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione