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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:55

Semeraro: «Lecce bene questi pareggi»

Il presidente è soddisfatto della squadra che, pur non correndo, si avvicina sensibilmente alla serie A di calcio. «Un pareggio positivo, lo abbiamo meritato. A parte i primi minuti di ognuno dei due tempi, nei quali abbiamo commesso qualche errore, la squadra ha dimostrato un grande carattere. Quei quattro punti di vantaggio che abbiamo sono un tesoretto non trascurabile, ma guai a farsi illusioni»
• Un Gallipoli dai due volti
Semeraro: «Lecce bene questi pareggi»
di MASSIMO BARBANO

LECCE - È valso la pena prendere tanto freddo in tribuna a Mantova. Il presidente Giovanni Semeraro è soddisfatto del Lecce che, pur non correndo, si avvicina sensibilmente alla serie A.

«Un pareggio positivo - dice il patron del Lecce - abbiamo sofferto, ma lo abbiamo meritato. A parte i primi minuti di ognuno dei due tempi, nei quali abbiamo commesso qualche errore, la squadra ha dimostrato un grande carattere ed ha reagito».

Ha mai temuto di perdere la partita?

«Francamente no. Entrambe le volte che siamo andati in svantaggio ho sempre pensato che avremmo segnato. Anzi, devo dire che sul due a due ho sperato di prendere l’intera posta, ma va bene anche così, anche perché bisogna tenere conto che il Mantova ha giocato con grande intensità».

Rispetto ai precedenti pareggi ha quindi riscontrato dei miglioramenti?

«Direi di sì, ma credo che questa serie di pareggi vada comunque letta positivamente, nel senso che abbiamo attraversato un periodo di flessione e piuttosto che perdere abbiamo pareggiato. A questo punto, non c’è che da essere ottimisti per quando torneremo sui livelli ottimali e riprenderemo a vincere le partite».

Nonostante i pareggi, la serie A è sempre più vicina. Pensa che si dovrà lottare fino all’ultima giornata come due anni fa, o il Lecce può staccare prima?

«Io mi augurerei che il Lecce potesse staccare prima, ma siamo tutte lì, il campionato è molto equilibrato. Certo, in questo equilibrio, quei quattro punti di vantaggio che abbiamo sono un tesoretto non trascurabile, ma guai a farsi illusioni».

Visto ormai il traguardo alla portata, pensa di estendere il premio promozione a tutti?

«Dobbiamo discuterne nei prossimi giorni. Alcuni hanno già inserito nel contratto una clausola di rimodulazione dell’ingaggio nel caso l’anno prossimo si giocasse in serie A, ma penso che sia giusto affrontare il problema, in linea con quelle che sono le direttive della Lega in materia».

Questo doveva essere un anno di transizione. Se il Lecce andrà in A, lo farà in anticipo rispetto ai programmi. Sarà un rischio, nel senso che non saranno ancora pronte quelle risorse «proprie» sulle quali si doveva puntare?

«Sì, i risultati stanno andando più velocemente del progetto, ma non sono preoccupato per questo, perchè abbiamo già dei giovani interessanti sui quali poter esercitare il riscatto. Per quelli sui quali non abbiamo l’opzione, per esempio Marilungo, ci stiamo attivando. La Sampdoria si è detta disponibile a discutere. Se non dovesse avere una necessità impellente, ce lo lascerà per un altro anno. Comunque sia, ci stiamo guardando intorno per costruire il futuro».

Stessa linea, in un’eventuale serie A?

«La politica sarà sempre quella di valorizzare i giovani. poi cercheremo di affiancare loro qualche elemento di esperienza, purché in linea con i nostri parametri economici».

La serie A, però, porterà introiti diversi...

«Se dovessimo andare in serie A, i diritti televisivi ci consentirebbero di recuperare qualcosa e quindi di attrezzare una rosa valida. Se dovessimo rimanere in serie B, invece, dal punto di vista economico sarebbe veramente un dramma».

Dei giovani di prospettiva, chi la sta impressionando maggiormente?

«A parte Marilungo, che è quasi scontato, mi piace molto il ragazzino del Palermo, Mazzotta. Un terzino che attacca, poi vedo che è molto attento ad apprendere gli insegnamenti dell’allenatore. Deve crescere, ma in prospettiva lo vedo molto bene. L’orientamento è quello di riscattarlo, poi si vedrà».

C’è poi la fascia degli «esperti», cui faceva riferimento prima. Giacomazzi è in scadenza di contratto, proseguirà il feeling?

«Ne dobbiamo parlare fra qualche giorno. Giacomazzi per noi è una bandiera. È chiaro che vorremmo che continuasse il rapporto. Ma dobbiamo sederci a tavolino e valutare le condizioni».

Torniamo al campionato. Due anni fa non bastarono 83 punti per la promozione diretta. Quale sarà la quota quest’anno?

«Ad occhio e croce mi sembra più bassa. Non so dare una cifra, ma credo che se raggiungessimo 83 punti, questa volta la promozione diretta sarebbe più che sicura».

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