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Enel, la Coppa Italia resta un sogno Brindisi si arrende al Veroli 58-68

Veroli raddoppia e conquista, per il secondo anno consecutivo, la Coppa Italia. Brindisi accarezza il sogno fino a 2’ dal termine. Poi crolla. Per stanchezza manifesta. Ed anche perché ha avuto poco da Joe Crispin (dissenteria nella nottata precedente la gara). Quando sul cronometro manca un solo minuto alla fine del match va via l’illuminazione dal palaSerradimigni. Quando si riprende c’è ben poco da fare
• Cras, non resta che lo scudetto
Enel, la Coppa Italia resta un sogno Brindisi si arrende al Veroli 58-68
PRIMA VEROLI-ENEL BRINDISI 68-58 

PRIMA VEROLI: Draper 7, Nissim 20, Rosselli 10, Gatto 15, Hines 6, Rossi 3, Simeoli, Plumari, Gigena 5, Foiera 2, Fall n.e.. All. Cancellieri
Enel Brindisi: Crispin 6, Cardinali 16, Thomas 14, Radulovic 11, Infante 6, Bryan 1, Pinton 4, Vorzillo n.e., Malagoli n.e., Coviello n.e.. All. Perdichizzi
Arbitri:Aronne, Difrancesco, Bettini.
parziali10-14, 21-28, 45-44, 68-58
note - Tiri liberi: Veroli 6/10; Brindisi 15/16. Fallo tecnico a Radulovic ed a Nissim. Uscito per 5 falli Cardinali ((39’21”: 64-56).

Veroli raddoppia e conquista, per il secondo anno consecutivo, la Coppa Italia. Brindisi accarezza il sogno fino a 2’ dal termine. Poi crolla. Per stanchezza manifesta. Ed anche perché ha avuto poco da Joe Crispin (dissenteria nella nottata precedente la gara).

Partenza lampo di Brindisi che con Thomas e Cardinali (da 3) va sul 5-0. Chi temeva la stanchezza dovuta alla gara contro Sassari, stenta a credere. Brindisi comanda su Veroli che va sotto anche di sette lunghezze (14-7) grazie ai 2 tiri liberi di Pinton. Si gioca sottotono, meglio dire un basket ragionato, durante il quale è Radulovic a farsi notare. Ma se la cosa ha una spiegazione per Brindisi, lo stesso non si può dire per i laziali che la sera precedente non hanno dovuto faticare più di tanto per aver ragione di Reggio Emilia (77-49).

Secondo quarto: quattordici punti di Brindisi, undici di Veroli; ma, l’inizio del parziale vede un 6-0 di Veroli (Gatto, Gigena, Foiera) che, si porta avanti anche di due lunghezze (17-19). Thomas, anche se al piccolo trotto, però, riporta la parità in campo. Si attende Joe Crispin che latita. Comprensibile. Lo sforzo della sera precedente si fa sentire? Probabile. Ma nemmeno il tempo di pensarlo ed ecco che il «ragazzo che sorride» va a segno da posizione impossibile. Al suo canestro da tre fanno seguito altri due punti fantastici di Infante che fanno il paio coi tiri liberi di Cardinali per il 28-19. Sul finale del tempino un canestro di Hines riduce a sette le distanze.

Venti minuti durante i quali si è visto tutto il lavoro dell’«alchimista» Perdichizzi che con una zona «due-tre» non riesce a dare ai laziali un qualsivoglia appiglio. Così, se Brindisi è avanti il merito è soprattutto del coach siciliano che legge alla grande la gara.

Veroli inizia e chiude sprintando il terzo quarto. In mezzo c’è Brindisi che va alla chiusura con una sola lunghezza di rimontare (45-44). Vantaggio che ci sta, se si pensa che coach Cancellieri può disporre di dieci uomini, mentre Perdichizzi deve fare i conti con l’assenza di Maresca nelle rotazioni.

Nell’ultimo quarto Brindisi va avanti per forza di cose. Ma resta in partita. Sono, però fin troppo evidenti i segni della stanchezza. Si resta in partita fino a quando prima Hines, poi Gatto ed ancora il pivot di Veroli portano sul +9 la squadra di Cancellieri (54-63). C’è ancora un sussulto di Brindisi, con Cardinali. Il capitano è proprio l’ultimo ad arrendersi (56-63). Quando sul cronometro manca un solo minuto alla fine del match va via l’illuminazione dal palaSerradimigni. Quando si riprende c’è ben poco da sottolineare, se non l’ennesima «bravata» degli arbitri. Ma questo è un altro capitolo.

Franco De Simone

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