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Il Bari si sveglia salvezza timbrata

Nella ventisettesima giornata della serie A di calcio, i biancorossi, reduci da quattro sconfitte consecutive, guadagnano contro il Chievo tre punti pesantissimi nella corsa verso la permanenza. La rete decisiva è di Castillo al 20' del primo tempo. Vittoria difesa coi denti nella ripresa (Donati sbaglia un rigore al 94')
• Castillo: «È solo l'inizio»
• Ventura: «Stiamo tornando»
Il Bari si sveglia salvezza timbrata
BARI-CHIEVO 1-0 (1-0 già nel primo tempo)

BARI (4-4-2): Gillet 6; Belmonte 6, A. Masiello 6.5, Bonucci 5.5, S. Masiello 6; Alvarez 6, Almiron 6.5, Gazzi 6 (24' st Donati 5.5), Allegretti 6.5; Castillo 6.5 (42' st Kamata sv), Barreto 5.5 (19' st Meggiorini 6). A disp. Lamberti, Stellini, Diamoutene, Sestu. All. Ventura.
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 6.5; Sardo 5.5, Mandelli 5.5, Morero sv (14’ Frey 5.5), Mantovani 5; Ariatti 6 (37' st Jokic sv), Iori 5 (20' st Granoche 5.5), Pinzi 6; Bentivoglio 6; De Paula 5.5, Pellissier 5.5. A disp.: Squizzi, Sbaffo, Bogdani, Bianchi. All. Di Carlo (in panchina Murgita)
ARBITRO: Pinzani di Empoli 6.
RETE: 20' Castillo.
NOTE: spett. 20000 circa Amm. Iori, Frey.

di Fabrizio Nitti 

BARI - Tutto in una domenica, tutto in novanta minuti. Il Bari ferma l'emorragia di sconfitte, torna a vincere, timbra la salvezza, festeggia il primo gol barese di Castillo, chiude la porta dopo nove partite e diciannove gol subiti e siccome è meglio non farsi mancare nulla, sbaglia il quinto calcio di rigore, terzo consecutivo. Questa volta non c'entra Barreto, ma Donati. Tre punti pesantissimi nell'economia della stagione biancorossa, l'accelerata giusta nel momento giusto. E cioé quando la squadra cominciava a vacillare sotto l'aspetto psicologico, il lato «oscuro» del pallone, quello dal quale o ti tiri fuori da solo o ci resti imprigionato dentro. La ciliegina sulla torta in un freddissimo pomeriggio marzaiolo, arriva tanto per gradire anche dagli altri campi, questo a spazzare ogni tipo di dubbio o perplessità. Perde il Livorno a Palermo, non vince l'Atalanta ed i punti di vantaggio sulla zona rossa diventano dodici. A undici giornate dalla fine il capitolo salvezza può essere considerato bello e archiviato ufficialmente pur senza il conforto della matematica. Ci attendono due mesi di campionato senza assilli. Ed è questo il successo essenziale del Bari e di Ventura. Trentacinque punti, tanti quanti la Fiorentina che fra pochi giorni si giocherà l'accesso ai quarti della Champions League. C'è motivo, insomma, per essere orgogliosi di questo Bari.

Partita dura, soprattutto sotto l'aspetto tattico. Non bella, ma comunque viva. Parlare di un Bari ritrovato è eccessivo, anche perché «questo» Bari per forza di cose non potrà più essere come «quello» di prima. Parlare, però, di un Bari che ci mette impegno, anima, determinazione, pazienza e anche buone trame ci sta tutto. Un Bari che ha gettato in campo la voglia necessaria per dare una spallata al poker di sconfitte (Atalanta-Cagliari-Milan-Catania) e lanciare un segnale importante ai suoi tifosi. Piccola soddisfazione personale per Gillet, che prendeva ripetutamente gol dalla trasferta di Firenze. Era dal giorno della Befana che ai biancorossi non riusciva di chiudere la porta.

Primo tempo che il Bari riesce a comandare di fronte ad un Chievo minato da squalifiche (tre) e infortuni. Cose che capitano nell'arco di un campionato, il Bari ne è un'altra dimostrazione. Il modulo a rombo dei veronesi, con Bentivoglio un po' dietro le punte ed un po' in linea con gli altri centrocampisti in fase difensiva, consiglia a Ventura di scegliere Allegretti, uomo che meglio «tiene» il reparto centrale biancorosso. Compattezza e seconda miglior difesa del campionato le armi dei veronesi, il Bari è abile a ritagliarsi gli spazi giusti, a crearsi porzioni di campo «giocabile». Lo fa senza strafare, con una buona dose di calma e, pure, con l'involontario assist degli ospiti che quasi mai riescono ad essere pericolosi. Anzi, lo fanno seriamente in una sola circostanza, con il risultato ancora in equilibrio. È l'alba della partita, Pellissier di sinistro trova Gillet già caldo. Poi il Bari prende le misure, ci mette più convinzione. Determina, più che aspettare. Il gioco si sviluppa di più sulla fascia destra, grazie alla facilità di Alvarez di andarsene nell'uno contro uno. Da quella parte il Chievo è ballerino, Mantovani non regge. Uno, due scatti dell'honduregno con palla in mezzo, poi la traversa colpita dallo stesso calciatore al culmine di un cross discretamente sbagliato.

Il gol, però, nasce dalla parte opposta. Ed il merito è di Allegretti. Strappa pallone a Pinzi e taglia la difesa in percussione centrale: Castillo fa il movimento esatto e concretizza la verticalizzazione mandando palla alle spalle di Sorrentino. Il Chievo è solo una conclusione di Bentivoglio, mentre il Bari gestisce al suo ritmo partita e risultato.

Ripresa meno «coraggiosa», ma il risultato è un brillante troppo prezioso per metterlo a rischio. Il Chievo fa molto fumo e poco arrosto. Passa al 4-3-3 ma non conclude mai verso la porta di Gillet. È il Bari invece ad approfittare degli spazi invitanti: Meggiorini spreca calciando su Sorrentino, Alvarez non ha un buon rapporto con la porta e questo è noto, Donati sbaglia il rigore a pochi attimi dalla chiusura. Tutto in una domenica. E il Bari si gusta il sapore forte di una salvezza in cassaforte.

Cronaca della partita

• I risultati: Palermo-Livorno 1-0
• La classifica: Bari, +12 sulla terz'ultima
• I cannonieri: Castillo, primo gol col Bari
• Il prossimo turno: Lazio-Bari

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