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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:16

Gaucci a Napoli per la firma del contratto di fitto

L'intesa definitiva per la gestione del ramo d'azienda del club azzurro prevede una durata di cinque anni. Gaucci, dopo il no della Figc all'iscrizione in B, ha avviato la strada dei ricorsi al Coni, alla Federcalcio ed al Tar. Il Bari, che spera nel ripescaggio, è alla finestra
NAPOLI - Il patron del Perugia, Luciano Gaucci, è arrivato a Napoli per recarsi nello studio del commercialista Francesco Serao: l'obiettivo è di firmare il contratto definitivo per il fitto di ramo d'azienda del club azzurro per i prossimi cinque anni.
Gaucci, dopo il no della Figc al fitto, ha avviato la strada dei ricorsi al Coni, alla Federcalcio ed al Tar per ottenere l'iscrizione al campionato e successivamente adempiere al pagamento dei calciatori dai quali ottenere le necessarie liberatorie.
Prima di recarsi nello studio di Serao, in via dei Mille, Gaucci, avvicinato da alcuni giornalisti in piazza dei Martiri, ha sottolineato: «Il Comune di Napoli e la Regione Campania ci saranno vicini quando capiranno che facciamo le cose sul serio». Proprio poco prima, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, aveva riferito che non era andato in porto alcuno dei tentativi avviati con imprenditori per salvare il club. E la scadenza dell'iscrizione? «Sono fiducioso - ha risposto Gaucci che ha negato di aver avuto colloqui telefonici con il presidente della Figc, Carraro -, adesso vado alla riunione e poi ci vediamo».
Il patron del Perugia, Luciano Gaucci, si è momentaneamente allontanato dallo studio del commercialista Francesco Serao. «Siccome l'amministratore unico del Calcio Napoli, Paolo Bellamio - ha spiegato Gaucci - farà un po' più tardi, ci farà sapere quando potremo incontrarci. Resto comunque a Napoli».
Probabilmente, la documentazione necessaria per la definizione del contratto di fitto del club non era ancora pronta. Gaucci dichiara comunque la sua determinazione a proseguire sulla strada del salvataggio del Napoli. «Aspetto fiducioso - conclude - e il progetto va avanti».

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