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Vives crede nel Lecce «15 finali da vincere»

Salentini concentrati su questa volata finale nella serie B di calcio che dovrebbe portarli in A. Gli ultimi tre pareggi consecutivi non hanno scalfito le convinzioni dei calciatori. Il centrocampista: «Non dimentichiamo che eravamo partiti per fare un campionato di transizione. Poi, con grandi sacrifici e duro lavoro siamo riusciti a conquistare la vetta. Ora vogliamo restare al primo posto». Sabato trasferta a Mantova
• Mantova-Lecce a Bergonzi di Genova
Vives crede nel Lecce «15 finali da vincere»
di Massimo Barbano

LECCE - Ormai il Lecce è concentrato su questa volata finale che dovrebbe portarlo in serie A e gli ultimi tre pareggi consecutivi non hanno scalfito le convinzioni dei calciatori. «Mancano 15 finali e andremo in campo per vincerle tutte - sostiene Giuseppe Vives - ma non dimentichiamo che eravamo partiti per fare un campionato di transizione. Poi, con grandi sacrifici e duro lavoro siamo riusciti a conquistare la vetta. Ora vogliamo restare al primo posto e provare a raggiungere l’obiettivo della promozione. Quindi, non dobbiamo farci pesare i tre pareggi conscutivi, ma dobbiamo andare in campo con spensieratezza, consapevoli della nostra forza, ma senza farci sopraffare dalla pressione del dover vincere a tutti i costi. Dobbiamo essere sereni e pensare che tutto dipende da noi».

Tenere quindi alla larga la «sindrome da pareggio», ma anche perché questi pareggi hanno avuto un valore. «Se guardassimo solo al risultato - sostiene il centrocampista - tre pareggi consecutivi farebbero pensare ad un calo della squadra. Ma non è così. Se guardiamo, per esempio, quello conquistato a Crotone, è stato un punto pesantissimo, perché la squadra calabrese sta attraversando un periodo eccezionale. Basti pensare che la giornata successiva è andata a vincere per quattro a zero sul campo del Grosseto».

È però necessario sapere che le difficoltà aumenteranno strada facendo.

«Il girone di ritorno è difficile per tutti - prosegue Vives - bisogna accettare di buon grado i risultati positivi, anche i pareggi, perché servono a muovere la classifica e in questo momento è la cosa più importante».

Quindi, nessun calo, forse una pausa fisiologica. «Noi conosciamo bene il nostro valore - continua - può starci anche che stiamo attraversando un periodo in cui abbiamo necessità di rifiatare, ma finchè siamo primi in classifica va bene anche così. Io non credo nel calo fisico, ma solo in un normale calo fisiologico nell’arco di un campionato lungo e faticoso».

E, in questo quadro, i pareggi che il Lecce sta ottenendo, sarebbero proprio la prova della propria forza. «Una gara come quella con la Triestina una squadra non ben consolidata come la nostra, o noi stessi nel girone di andata l’avremmo perduta. Sabato, invece, siamo riusciti a recuperarla conquistando un buon pareggio. Poi c’è da dire che il vento ci ha condizionato moltissimo. Le traiettorie erano modificate e ogni nostra iniziativa era falsata. Invece ha favorito i nostri avversari che erano più propensi a recuperare il pallone e ripartire, senza pensarci più di tanto. Per il resto non penso che dobbiamo rimproverarci altre cose. L’approccio è stato giusto, il gol lo abbiamo subìto per un grande numero di Pasquato, poi però abbiamo reagito molto bene».

A Mantova le difficoltà sono legate soprattutto al bisogno di punti dell’avversario. «Lottano per salvarsi e per questo saranno un avversario difficile. Sul piano delle motivazioni non saranno inferiori a noi».

Lo spettro di un altro pareggio? «In questi casi bisogna fare molta attenzione. Noi andiamo per il risultato pieno, ma anche loro vorranno vincere a tutti i costi. Per cui bisogna stare molto attenti a come si evolve la partita, perché, se non si può vincere, allora è meglio cercare di non perdere. Stiamo attenti perché nonostante si trovino nella zona bassa della classifica, loro hanno giocatori molto importanti, come Locatelli che in serie B può fare la differenza. Dobbiamo scendere in campo con la giusta mentalità e dare il massimo».

Il modulo? «Stiamo lavorando su diverse soluzioni, alla fine il mister ci dirà come giocare».

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