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Almiron scuote tutti «Bari, fuori l’orgoglio»

In Argentina, tradotto letteralmente, dicono tirare fuori le uova. Si usa scuotere così una squadra che non attraversa un momento felice. Il centrocampista con maggiore qualità dei biancorossi prova a rendere l’idea in questa maniera e in questo momento di relativo benessere biancorosso. «Tutti vogliono battere il Bari e quindi dobbiamo stare più attenti. Non abbiamo digerito la sconfitta di Catania»
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Almiron scuote tutti «Bari, fuori l’orgoglio»
BARI - In Argentina, tradotto letteralmente, dicono tirare fuori le uova. Si usa scuotere così una squadra che non attraversa un momento felice. Sergio Almiron, il centrocampista con maggiore qualità del Bari, prova a rendere l’idea in questa maniera e in questo momento di relativo benessere biancorosso. Perché ad una classifica ancora positiva, fa riscontro una serie di sconfitte che, comunque, si sarebbe preferito evitare: «Tutti vogliono battere il Bari e quindi dobbiamo stare più attenti. Non abbiamo digerito la sconfitta di Catania anche se abbiamo capito che possiamo tornare a giocare come facevamo un mese fa. E adesso è il momento di tirare fuori los huevos».

Appunto le uova di cui sopra, simpaticamente paragonate agli attributi maschili. Ha il tono sereno e deciso, forse anche infastidito, magari da questo periodaccio caduto addosso ai biancorossi. Quattro soli punti nel girone di ritorno (sette giornate), in fondo, rappresentano un bottino discretamente misero. Anche per una matricola che ha incantato nel girone di andata: «Cosa serve a questo Bari? Dobbiamo essere più cattivi e fare gol. In Sicilia è accaduto che il Catania è riuscito a concretizzare al meglio le occasioni che ha costruito e a noi invece non è andata allo stesso modo. Siamo stati anche sfortunati. E per noi è sempre più difficile giocare, visto che gli avversari ci conoscono e sanno come giochiamo. Cambiare qualcosa nel nostro modo di giocare? Non direi proprio. Magari è importante che ognuno di noi ci metta del suo, trovi una soluzione che possa fare la differenza. Non solo il sottoscritto, tutti noi dobbiamo tornare utili a questo Bari».

L’argentino allontana l’ipotesi di un Bari improvvisamente sgonfiatosi psicologicamente dopo aver a lungo accarezzato il sogno europeo, scontratosi poi anche con la catena di infortuni che ha privato i biancorossi di pedine rilevanti nell’economia del gioco. Che è un po’ la tesi portata avanti da Ventura nei giorni scorsi: «Noi a questo sogno non abbiamo mai creduto, anche perché ci sono squadre costruite per centrare un obiettivo tanto difficile. Nei nostri pensieri c’è sempre stata la salvezza al primo posto. E resta ancora al centro dei nostri discorsi. Adesso dobbiamo riprendere la marcia dopo una serie di risultati negativi. Da adesso in poi tutte le gare sono particolari, fino ad arrivare al traguardo».

Verona segnò la prima da titolare di Almiron nel nuovo Bari. L’argentino andò a segno dopo pochi minuti, un gran guizzo di testa (il Bari vinse 2-1, ndr): «Ricordo bene quella partita e quel gol. Ecco perché mi aspetto una partita difficile, tosta. Il Chievo è formazione che sa farsi rispettare».

Il futuro del centrocampista? È ancora tutto un quiz: «Parlavo l’altro giorno di questo con mia moglie. A noi piacerebbe restare qui, l’affetto della gente barese ci ha colpiti. Ma non dipende solo da me. Bari e Juventus devono trovare un accordo».

[f.n.]

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