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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 22:20

Davis, Italia sul 2-0 a Castellaneta Marina

Gli azzurri conducono contro la Bielorussia al termine della prima giornata della sfida di Coppa Davis di tennis valida per il primo turno del Gruppo I zona Europa-Africa. Dopo la vittoria di Starace contro Ignatik per 6-4 6-1 6-2, il secondo punto l’ha conquistato Fognini che ha battuto Bury 6-2, 6-4, 6-1. Sabato il doppio (che potrebbe essere decisivo). Domenica gli altri due singolari
Davis, Italia sul 2-0 a Castellaneta Marina
CASTELLANETA MARINA (TARANTO) – L'unico vero sussulto della prima giornata di Coppa Davis fra Italia e Bielorussia (primo turno gruppo I Europa-Africa, azzurri già in vantaggio per 2-0 come da pronostico) lo ha provocato Uladzimir Ignatik, 19 anni, talento del suo paese, ex numero uno mondiale juniores e ora n. 178 della classifica Atp. Tra il secondo e il terzo game del terzo set del match poi perso contro Starace, che ha aperto il confronto sulla terra rossa del Nova Yardinia Resort di Castellaneta Marina, il bielorusso ha avuto un duro 'faccia a faccià verbale col suo capitano, Vladimir Voltchov. 

Poco prima Ignatik aveva chiesto e ottenuto l’intervento in campo del medico, pare per un affaticamento. Poi la reazione dei due protagonisti, che non è sfuggita al pubblico: Ignatik che ha accennato a prendere una sedia per stare lontano dal suo capitano e comunque non l’ha più guardato in volto; Voltchov, che ha un passato niente male da tennista potendo anche vantare una semifinale a Wimbledon, da quel momento si è girato quasi di spalle al suo talento, visibilmente indispettito. Cosa sia accaduto in campo lo si può solo ipotizzare perchè, in conferenze stampa separate, Voltchov ha glissato con fair-play sull'argomento, mentre Ignatik ha seccamente risposto che «è una questione che riguarda lui, il capitano e il team». 

Corrado Barazzutti, che era lì in zona a bordo campo, ha fornito una sua ipotesi molto verosimile. Voltchov deve aver più volte tentato di dare consigli al suo giocatore, che stava soccombendo, rimanendo però inascoltato; mentre pare che Ignatik cercasse soprattutto con lo sguardo la madre, seduta nel palchetto alle spalle del capitano bielorusso. E dagli sguardi e le parole ignorate a qualche espressione verbale di troppo il passo è stato breve. 

Sussulti veri, invece, i primi due singolari della sfida italo-bielorussa non ne hanno avuti. Ignatik ha confermato di avere tutti i fondamentali e di essere un potenziale talento, vista la sua età, ma il numero due azzurro Potito Starace, dopo una falsa partenza (0-3), ha cominciato a macinare colpi, variandoli anche molto, e soprattutto smorzate (alla fine se ne conteranno una dozzina vincenti). Vinto il primo set per 6-4, il tennista campano ha giocato in sicurezza (6-1 nel secondo) mentre Ignatik è diventato sempre più falloso perdendo un pò la misura dei colpi. Neanche quel litigio col suo capitano ad inizio di terzo set è servito a scuotere l’esuberante 'ragazzinò bielorusso, che ha chiuso male l’incontro (6-2) lasciando in fretta il campo. 

Ancora meno difficoltoso il successivo match di Fabio Fognini - numero uno azzurro dopo la decisione di Barazzutti di 'esonerarè Seppi – opposto al ventiduenne Alexander Bury, esordiente in Coppa Davis e sulla terra rossa, n. 788 del mondo, che al momento potrebbe impressionare solo per la sua altezza (due metri abbondanti). Il ligure, che di recente in tornei in Sudamerica ha giocato benino ma ha raccolto quasi niente, ha risolto in una ventina di minuti il primo set (6-2), si è un pò complicato la vita nel secondo con qualche errore gratuito ma lo ha chiuso comunque a proprio favore (6-4) e poi ha tagliato il traguardo mentre l’avversario affondava (6-1). 

Domani alle 13 il doppio, che dovrebbe regalare agli azzurri il punto decisivo, per poi pensare alla sfida con l’Olanda (7-9 maggio) in trasferta. La coppia indicata ieri da Barazzutti al sorteggio era Bolelli-Volandri, ma è pressochè certo che il capitano cambierà all’ultimo momento. Starace e Bolelli i più accreditati, mentre la Bielorussia cercherà di opporre resistenza soprattutto con la sua bandiera Max Mirnyi, 32 anni, un passato da buon singolarista e ora doppista di grande esperienza.

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