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Lecce-Bertolacci la prima è buona

Dodici minuti più recupero. Molto poco, in genere, per trarre una valutazione attendibile, ma lo spaccato di partita contro la Triestina è bastato per lasciare traccia di sè. Arrivato a gennaio in prestito dalla Primavera della Roma che non voleva fino all’ultimo mollarlo, il giovane centrocampista, 19 anni compiuti a gennaio è uno dei cosiddetti «acquisti di prospettiva», come Mazzotta e Marilungo
Lecce-Bertolacci la prima è buona
di Massimo Barbano

LECCE - Dodici minuti più recupero. Molto poco, in genere, per trarre una valutazione attendibile, ma lo spaccato di partita contro la Triestina è bastato ad Andrea Bertolacci per lasciare traccia di sè. Arrivato a gennaio in prestito dalla Primavera della Roma che non voleva fino all’ultimo mollarlo, il giovane centrocampista, 19 anni compiuti a gennaio è uno dei cosiddetti «acquisti di prospettiva», come Mazzotta e Marilungo, che il progetto a medio termine (ma a questo punto è diventato a breve) il Lecce si è dato per consolidare una base di risorse proprie con le quali mantenere la massima divisione una volta raggiunta. Il rodaggio di Bertolacci non è stato molto lungo. Un mese e mezzo circa di acclimatamento per assimilare l’aria di un campionato professionistico che è ben diverso dai tornei giovanili. Poi, l’ingresso con la Triestina, per altro in una partita dove il risultato non era affatto acquisito, anzi, rischiava di compromettersi.

«Durante l’intervallo - dice il baby romanista - l’allenatore mi ha detto di prepararmi. Quando però stavo riscaldandomi, siamo andati in svantaggio. E lì ho pensato che forse non sarei più entrato, perchè erano aumentate le difficoltà. Invece il mister ha voluto darmi fiducia e mi ha buttato nella mischia. Questo mi ha fatto molto piacere».

Ed ora, dopo un buon esordio nel quale non è apparso per niente intimorito, il «ragazzino» che doveva crescere può invece essere una risorsa a cui il Lecce può attingere in questa volata finale verso la promozione.

«A questo punto, dopo aver esordito - prosegue Bertolacci - non posso che mettermi a disposizione della squadra ed attendere il mio turno. Io spero di fare quante più presenze possibili, ma soprattutto di far bene per contribuire all’obiettivo che si pone la squadra».

Il traguardo è stato importante, da richiamare una serie di complimenti. «Mi ha chiamato un bel pò di gente - dice - naturalmente i miei familiari, ma anche amici e compagni di squadra della Roma. Ho fatto anche delle panchine in serie A con la Roma che sono state importanti per consolidare la personalità, ma giocare in serie B è un traguardo più importante che mi dà molti stimoli e devo sfruttare al massimo questa possibilità che mi si presenta».

Il ringraziamento particolare va a Gigi De Canio che ha creduto nelle sue capacità. «Mi ha incoraggiato fin dall’inizio - prosegue - man mano mi diceva che il mio momento stava per arrivare. Dovevo abituarmi ai metodi di allenamento, appena li avrei assimilati avrei debuttato e così è stato».

La prospettiva immediata è quella di una riconferma, quanto meno in panchina, per la prossima partita a Mantova. «Io ci spero sempre, ma ovviamente, dipenderà da come arriviamo a sabato, è sempre il lavoro che fai in allenamento ad essere decisivo».

Poi uno sguardo alla classifica la cui corsa sta rallentando e all’obiettivo finale. «Il campionato di serie B è difficile - dice - ci sta quindi che si possa accusare qualche stop. Poi, in fondo, non abbiamo perso, ma è arrivato solo qualche pareggio di troppo».

Il futuro potrebbe ancora essere in giallorosso (ma in Salento) per il giovane romanista perchè il Lecce ha una opzione sulla parola per ridiscutere la sua posizione. «Se anche dovessi restare a Lecce l’anno prossimo - prosegue Bertolacci - Io per ora penso soltanto a fare bene qui».

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