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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 13:50

Protti rialza il Bari «Correrà di nuovo»

Un blitz nella sua vecchia Bari, nella sua seconda casa. Igor è legato alla Puglia da un filo invisibile, ma solido, con la città che lo ha eletto a «Mito» e nella quale ha conquistato il titolo di re dei bomber in A. L’occasione è stato il secondo memorial di calcio a 5 «Guido Signorile» (organizzato dall’associazione «Bari In Testa»), scomparso in un tragico incidente stradale due anni fa
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Protti rialza il Bari «Correrà di nuovo»
di Fabrizio Nitti

BARI - Un blitz nella sua vecchia Bari, nella sua seconda casa. Igor Protti è legato alla Puglia da un filo invisibile, ma solido, con la città che lo ha eletto a «Mito» e nella quale ha conquistato il titolo di re dei bomber in A. L’occasione è stato il secondo memorial di calcio a 5 «Guido Signorile» (organizzato dall’associazione «Bari In Testa») tifosissimo del Bari e fedelissimo di Protti in particolare, scomparso in un tragico incidente stradale due anni fa. Una giornata di ricordi e ritorni (Di Gennaro, Maiellaro, Terracenere, Giusto, Guastella, Pasquale Loseto, Frappampina; più la rappresentativa dei giornalisti di Puglia e la squadra di Bari In Testa).

Igor non ha dimenticato il Bari. E seppur da lontano vive le stesse emozioni dei tifosi baresi. Emozioni in questo momento tendenti al grigio, visto il momento no, le quattro sconfitte consecutive e il mal di trasferta che sembra aver attanagliato la squadra di Ventura: «Bari in crisi? Ma no, cose che capitano nell’arco di un campionato - dice l’ex attaccante -. In serie A, un po’ come era anche ai miei tempi, si può perdere su tutti i campi. E allora ci sta che una matricola possa fermarsi un po’, diciamo, a respirare. Né deve far subentrare angoscia il poker negativo. Io credo che il Bari abbia tutti i mezzi necessari per tirarsi fuori, per ricominciare a correre, fare risultati».

Dal sogno Europa League ad una classifica meno eccitante, il passo è stato breve ma intenso: «Al di là di questa parentesi poco fortunata, non va dimenticato il grande campionato che il Bari ha fino a questo momento messo assieme. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che questa squadra potesse essere in grado di conquistare 32 punti, di tenersi sempre costantemente fuori dalla zona retrocessione. C’è stato un periodo in cui sembrava possibile arrivare all’Europa e magari senza la serie di infortuni i biancorossi se la sarebbero giocata. Non so se il traguardo sarebbe stato possibile, ma di certo il Bari avrebbe potuto dare fastidio alle altre».



«Quello che più mi ha impressionato è stato il collettivo biancorosso. Una squadra che ha giocato sempre da squadra e nella quale magari sono emersi valori tecnici un po’ superiori agli altri. Ma non mi sento di stilare una classifica, tutti quanti hanno disputato e continueranno a disputare una stagione intensa. La convocazione di Bonucci in Nazionale, ad esempio, è un premio a tutto il lavoro svolto».

Igor allontana i cattivi pensieri, spazza le nuvole dal cielo barese: «La salvezza non è e non sarà mai un problema per la squadra di Ventura. Vero che mancano ancora tante partite al termine del campionato, ma il vantaggio di nove punti è un cuscinetto che trasmette tranquillità. No, non è un discorso che interessa i biancorossi. Anzi, magari qualsiasi tipo di ombra sparirà domenica prossima, dopo la partita contro il Chievo».

A proposito di salvezza, c’è l’altra faccia della medaglia a togliergli un po’ il sorriso: «Credo che la retrocessione è un aspetto che riguarda il Livorno, altra squadra alla quale mi sento legato. I toscani hanno tanti di quei problemi... La sconfitta nel derby contro il Siena ha aggravato la situazione, la strada è abbastanza difficile. Ma conoscendo i livornesi, sono convinto che non molleranno, se la giocheranno fino alla fine».

I rigori, croce e delizia per un attaccante. Segni e hai semplicemente fatto il tuo dovere, sbagli e allora non va bene. Il Bari quest’anno sta avendo un rapporto tormentato con i tiri dal dischetto. Barreto, più che il Bari. Chi meglio di Igor-gol può capire lo stato d’animo della punta brasiliana? Più che consigli, istruzioni per l’uso da un bomber del passato: «Anche a me è capitato di fallire tre o quattro calci di rigore, in particolare quando giocavo con il Livorno. Accade una cosa strana, quando cominci a sbagliare: ogni volta che torni sul dischetto, la porta si restringe e il portiere avversario si allarga, diventa una questione psicologica. Però è inutile dire a Barreto di continuare a calciare o di passare la mano, soltanto lui sa cosa è meglio fare. Non bisogna dargli pressioni e accettare la sua decisione, non bisogna forzarlo. Quando successe a me, alla fine decisi di desistere. non ero più sereno, calciavo e sbagliavo, toglievo punti alla mia squadra, alla fine. Cedetti l’incarico a Lucarelli, feci la cosa migliore. Quel Livorno finì in A pure senza i miei calci di rigore».

verso il chievoMeggiorini è da ieri a Forlì per una infiammazione all’anca, rientrerà domani. Leggera distorsione al ginocchio per Rivas, ma non dovrebbe essere nulla di preoccupante. Ancora fermo il «secondo» padelli, a parte Pisano. Parisi in gruppo.

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