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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:47

Giannini arrabbiato «Gallipoli, sveglia»

Il tecnico si ritrova a parlare delle stesse cose per la seconda volta in dieci giorni. La sconfitta di Ancona nella serie B di calcio lo preoccupa come e quanto quella subita in casa contro il Vicenza. Se non di più: «Dopo il gol di Schiattarella il Gallipoli non si è visto granché. Ho visto una buona squadra solo per 20 minuti, poi si sono visti ragazzi nervosi mentalmente non presenti»
• Gallipoli, stop per quattro
Giannini arrabbiato «Gallipoli, sveglia»
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - È di nuovo arrabbiato, il «Principe». Nel chiuso dello spogliatoio, Beppe Giannini si ritrova a parlare delle stesse cose per la seconda volta in dieci giorni. La sconfitta di Ancona lo preoccupa come e quanto quella subita in casa contro il Vicenza. Se non di più: «Dopo il gol di Schiattarella il Gallipoli non si è visto granché. Ho visto una buona squadra solo per 20 minuti, poi si sono visti ragazzi nervosi, mentalmente non presenti. Mi è sembrato di rivedere l’atteggiamento sbagliato visto contro il Vicenza. Ne parliamo da 15 giorni: sono atteggiamenti da squadra già arrivata alla meta, invece dobbiamo ancora fare tanto. Io e i giocatori qui godiamo di grande stima e non vorrei tradirla: per questo dico alla squadra di onorare la maglia e rispettare la gente, che il suo lo ha già fatto ampiamente».

Ci sono aspetti di questa squadra, capace comunque di ottenere 33 punti nonostante tutti i guai in cui è incappata, che proprio non piacciono. Giannini parla apertamente di limiti: «Se non avessimo qualche limite probabilmente avremmo punti in più. Per esempio non riusciamo quasi mai a rimettere in piedi la partita una volta subito il gol. Ci è riuscito raramente. Perdiamo il bandolo della matassa già al primo gol subito, non abbiamo la personalità di gestire i momenti negativi. Anche per questo non possiamo assolutamente permetterci di essere presuntuosi: non ne abbiamo la caratura. Il nostro compito è restare sempre umili, aggressivi e determinati. Mettiamoci bene in testa che dobbiamo salvarci prima ancora di dimostrare di saper giocare. In campo pretendo gente che abbia voglia di lottare e di rincorrere l’avversario anche sul 3-0 o sul 5-0».

I suoi non sono schiaffi ma carezze, quelle tipiche del buon padre di famiglia. «Il mio primo pensiero è rivedere in campo il Gallipoli di 20 giorni fa. Nelle ultime due gare siamo stati senza testa, senza dignità, senza grinta e senza attenzione. Da fratello maggiore evidenzio il fatto che il gruppo e la squadra non sono attenti come vorrei». E non c’entra essere diventati una squadra «cattiva» solo per le statistiche (10 espulsioni): «In diversi casi l’arbitro ci ha messo del suo. Nel dopo-partita ho cercato di trattenermi, perché non volevo rientrare nelle aule della Commissione Disciplinare. Però qualche episodio a nostro sfavore c’è stato, soprattutto in questi ultimi turni: penso all’espulsione di Franchini ed alla mia, ma anche a quella che Daino ha rimediato ad Ancona. Alla lunga questi episodi frenano una squadra e mettono in circolo aspetti negativi proprio in un ambiente che finora ha fatto ottime cose».

Ora sotto col Padova, scontro diretto da non fallire: «Ma da qui in avanti tutte le partite saranno decisive, fondamentali. Meglio non caricare troppo la partita: questa squadra ha dimostrato anche in altre occasioni di non sopportare forti pressioni».

NOTIZIARIO - Ieri, alla ripresa degli allenamenti, Giannini ha potuto contare su tutta la rosa. L’infermeria è vuota, anche se il Giudice Sportivo fermerà Daino, Lazzari, Tagliani e Scaglia. Nel frattempo ancora un fiocco appeso alla porta dello spogliatoio. Dopo Franco Pallante, figlio del difensore uruguaiano Pablo, e Leonardo Scaglia, primogenito del centrocampista Massimiliano, ecco il primo fiocco rosa dell’anno: è nata Arianna, secondogenita del difensore toscano Matteo Abbate.

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