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Taranto graziato a Giulianova in affanno per tutta la partita

Piccolo pareggio, grande affanno. Il salto di qualità, quello vero, quello che dà la dimensione esatta di una squadra e delle sue ambizioni, non c'è. Rinviato. Al suo posto, un punto micragnoso. Un punto sfilato alla lucida frenesia del Giulianova e strappato alla propria indolenza. Un punto che comunque fa brodo, lasciando inalterato il distacco dai playoff della Prima Divisione di calcio dentro una classifica vischiosa
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Taranto graziato a Giulianova in affanno per tutta la partita
Giulianova-Taranto 0-0

giulianova: Gasparri sv; Lieti 6 (43' st Schneider sv), Donato 6, Garaffoni 6,5, Vinetot 7, Migliore 7,5; Carbonaro 7,5, Censori 6,5, Croce 6,5; Melchiorri 6,5 (43' st Pucello sv), Campagnacci 6,5 (34' st Maritato sv). A disp. Buono, Faragalli, Dezi, Carratta. All. Bitetto.
taranto: Bremec 6,5; Calori 6, Migliaccio 6,5, Prosperi 7, Bolzan 5,5; Cuneaz 6 (15' st Russo 5,5), Coppola 5,5, Giorgino 5,5 (32' st Quadri sv), Scarpa 5; Corona 5, Ferraro 5,5 (32' st Innocenti sv). A disp. Barasso, Colombini, Panarelli, Taulo. All. Dellisanti.
ARBITRO: Del Giovane di Albano Laziale.
note: angoli 4-4-; ammoniti: Melchiorri del Giulianova; Bolzan, Coppola, Giorgino e Ferraro del Taranto. Spettatori 2403. Recupero: 3' pt, 4' st.
di LORENZO D'ALO'

GIULIANOVA - Piccolo pareggio, grande affanno. Il salto di qualità, quello vero, quello che dà la dimensione esatta di una squadra e delle sue ambizioni, non c'è. Rinviato. Al suo posto, un punto micragnoso. Un punto sfilato alla lucida frenesia del Giulianova e strappato alla propria indolenza. Un punto che comunque fa brodo, lasciando inalterato il distacco dai playoff dentro una classifica vischiosa: troppe squadre davanti e troppe squadre attorno.

Al «Fadini» il Taranto evita la sconfitta, che avrebbe meritato: per la qualità del calcio prodotto (scadente) e per la quantità dei rischi corsi (tanti). La partita è «nuova», mai giocata in precedenza: ritmo altissimo, spazi stretti, avversari sempre addosso. Il Taranto non la capisce. Tenta di adeguarsi (risoluto solo l'approccio), poi smette di ragionare. E il disagio si allunga. Diventa imbarazzo: fisico e mentale. Sfocia in timidezza: contagiosa e, dunque, diffusa. Insomma, non c'è partita. Nel senso che a farla (dirigerla, orientarla, scuoterla) è il Giulianova. Una squadra ricca di slanci giovanili ma anche discretamente organizzata e tatticamente acculturata. Gioca un calcio «inavvicinabile» il Giulianova, che pressa alto e arriva in anticipo su ogni pallone. Un calcio a propulsione variegata: ora tamburellato (il lancio lungo), ora arioso (il cambio di fronte), ora orchestrato (i tagli ad entrare). Bravo Bitetto che di questa banda di ragazzini è il mentore. Meno bravo, nella circostanza, Dellisanti che sembra progressivamente arrendersi all'evidenza di una partita impraticabile. Non c'è la possibilità di mettere la palla a terra (campo stretto e corto). Non c'è prato libero dove visualizzare la manovra e realizzarla. E il Taranto, che ha già difficoltà costituzionali a costruire gioco, rinuncia quasi del tutto alla fase d'impostazione. La riduce a molti rilanci dati in pasto al vuoto e a qualche cross innocuo. Le occasioni sono tutte del Giulianova, compresi un palo e un incrocio.

La cronaca dà subito l'idea della partita che sarà. Il Taranto (4-4-2) sembra partire meglio e per un po' riesce a pareggiare il tasso di aggressività degli avversari. Gioca Cuneaz (Di Roberto è out). Rientrano Giorgino e Scarpa. Il Giulianova è 5-3-2 in fase di non possesso. Ma quando parte è altro: assume forme sempre diverse, alzando gli esterni bassi. Un destro ad incrociare di Melchiorri (7') annuncia gli sbandamenti del Taranto che rischia di capitolare sulla girata acrobatica di Campagnacci neutralizzata d'istinto da Bremec (21'). Il Giulianova insiste. Sembrano schegge impazzite gli abruzzesi. Il Taranto ha il merito di rimanere in piedi di fronte alle folate impetuose dei ragazzi di Bitetto. Ci mette una pezza Calori quasi sulla linea (36'). Non ci mette forza Garaffoni ad un soffio da Bremec (38'). Si soffre. Ferraro, svettando di testa su un cross di Cuneaz, rompe l'assedio (39').

Nella ripresa la partita resta nella disponibilità agonistica del Giulianova, che continua a produrre accelerazioni rabbiose e strappi improvvisi. Il Taranto barcolla. Sul tiro di Campagnacci sbroglia Bremec con la complicità del palo (2'). Sul destro velenoso di Carbonaro è l'incrocio a respingere il pallone (14'). Il Taranto fa resistenza passiva. Non ha idee da spendere. E non trova isprazione sulle fasce. È una squadra paralizzata, a cui i cambi (Russo per Cuneaz, Quadri per Giorgino e Innocenti per Ferraro) non portano alcun giovamento.

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