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Gallipoli, adesso si fa dura complicata la strada salvezza

Un’altra pesante sconfitta nella serie B di calcio. Doveva essere la partita del riscatto, la trasferta di Ancona. Invece dal Conero torna una squadra bastonata, non tanto sul piano del gioco, quanto su quello morale e disciplinare. Un passivo di tre gol e di tre espulsioni la dice lunga sul momento negativo dei salentini. Se non è crisi ci manca poco. Sono bastate due giornate per dilapidare un vantaggio di sei punti
Gallipoli, adesso si fa dura complicata la strada salvezza
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Un’altra pesante sconfitta. Doveva essere la partita del riscatto, la trasferta di Ancona. Invece dal Conero torna una squadra bastonata, non tanto sul piano del gioco, quanto su quello morale e disciplinare. Un passivo di tre gol e di tre espulsioni la dice lunga sul momento negativo del Gallipoli. Se non è crisi ci manca poco. Sono bastate due giornate per dilapidare un vantaggio di sei punti sulla quintultima posizione: ora il distacco è di un solo punto dalla caldissima zona playout. Alla 27esima giornata restano dietro agli jonici solo sei squadre: la Salernitana, in piena ripresa, a 21 punti; Padova, il prossimo avversario, a quota 28; Mantova a 29; al quartultimo posto il Piacenza (30), appaiate in quintultima posizione Reggina e Triestina (32 punti), entrambe partite con ben altri obiettivi.

RITORNO SULLA TERRA La sensazione è che non siano ancora state smaltite le scorie del dopo-Grosseto. L’entusiasmante vittoria di Sassuolo assume, alla luce degli ultimi due risultati, il valore di una prestazione di nervi. Quell’1-2 potrebbe paradossalmente aver minato l’equilibrio che si era creato nell’ambiente. Il rischio maggiore è che sia subentrata una sorta di autoconvincimento di aver imbroccato la discesa verso la salvezza. Vincere sul campo dell’allora capolista (Sassuolo) dopo due pareggi con squadre che orbitano nella zona playoff (Cesena e Grosseto); sfogarsi dopo mesi di frustrazione (prima la protesta in campo e poi la conferenza stampa), aver ottenuto il rientro delle dimissioni di Giannini: le condizioni per sentirsi un gruppo forte dentro e fuori dal campo c’erano tutte. Ma evidentemente il calcio non è scienza esatta e nulla è scontato.
Quando ormai si cominciava velatamente a ventilare la possibilità di cambiare gli obiettivi, ecco due batoste che riportano tutti coi piedi per terra e che ristabiliscono la realtà dei fatti: il Gallipoli dovrà strappare coi denti, lottando fino all’ultima giornata, la permanenza tra i cadetti.

DIFESA DA REGISTRARE In 15 giorni, complici le assenze di Grandoni e poi di Pederzoli, in campo si è fatto qualche passo indietro. Gli 8 gol subiti hanno fatto precipitare la squadra al terzultimo posto nella speciale graduatoria delle migliori difese con 40 reti complessive subite dopo 27 giornate. Peggio sono riuscite a fare solo Frosinone (42 gol) e Salerintana (43 reti). Ha pesato, su queste due infelici prestazioni, l’assenza dello squalificato Grandoni (che rientrerà contro il Padova): Giannini vi ha sopperito variando per tre volte l’assetto del reparto arretrato: Abbate-Tagliani-Pallante (sostituito al 39’ da Galeotti) col Sassuolo; Abbate-Tagliani-Galeotti (con immediato passaggio alla difesa a 4) contro il Vicenza; Sosa-Tagliani-Pallante ad Ancona.
DEBACLE DISCIPLINAREEredità pesante, quella di Ancona, anche sul piano disciplinare. Neanche il tempo di rallegrarsi per il rientro di Grandoni, che subito bisogna fare la conta dei disponibili. Il Giudice Sportivo fermerà per squalifica gli espulsi Tagliani, Daino e Lazzari, ma anche Scaglia, che ha rimediato la quarta ammonizione stagionale. Il bilancio stagionale dei cartellini subiti è da «wanted» della serie B: 63 ammonizioni e 10 espulsioni (di cui due per doppia ammonizione). Il Gallipoli da ieri è la squadra più cattiva del campionato: hanno subito 9 espulsioni complessive Modena, Salernitana e Crotone. Eppure fino alla 20esima giornata la squadra di Giannini aveva rimediato appena 4 rossi. Ben cinque espulsioni sono arrivate tra Grosseto e Ancona. A ben vedere non tutte le ultime sanzioni sono condivisibili, anche se bisogna accettarle: contro il Grosseto, Franchini è stato punito per un discutibile fallo da ultimo uomo (che poi è costato una mega-squalifica a Giannini), mentre Grandoni ha pagato il nervosismo di quei minuti finali così caldi; ad Ancona, l’intervento di Daino su Surraco non sembrava talmente irruento da meritare il rosso diretto. Appaiono invece peccati di gioventù gli errori di Tagliani e Lazzari: il primo ha fatto quel che un difensore non dovrebbe mai fare, ovvero rischiare l’intervento, per di più a terra, in inferiorità numerica (avrebbe dovuto temporeggiare e attendere la copertura di Sosa); il secondo è stato troppo istintivo e Nasca non gli ha perdonato quell’applauso ironico ad appena 5 minuti dal primo giallo.

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