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Domenica 22 Ottobre 2017 | 21:23

Lecce, terzo pareggio di fila ora è tempo di accelerare

Un pareggio quasi indolore con la Triestina, perché non intacca la leadership della serie B di calcio, ma che deve far prendere atto di un rallentamento che rende necessario qualche aggiustamento. Non si riesce più a vincere. Contro il Modena il problema era scaturito dall’eccesivo difensivismo degli avversari. Otto giorni dopo a Crotone, l'avversario ha messo la partita sul piano dell’intensità agonistica
Lecce, terzo pareggio di fila ora è tempo di accelerare
di Massimo Barbano

LECCXE - Un pareggio quasi indolore, perché non intacca la leadership della categoria, ma che, terzo di fila, deve far prendere atto di un rallentamento che rende necessario qualche aggiustamento. Il Lecce non riesce più a vincere.

Contro il Modena, quindici giorni fa, il problema era scaturito dall’eccesivo difensivismo degli avversari che avevano reso gli spazi pressocchè inesistenti. In una selva del genere, Giacomazzi e compagni non erano riusciti a penetrare anche per la mancanza di adeguati tiri dalla distanza che forse avrebbero potuto sbloccare la situazione.

Otto giorni dopo a Crotone, il verdetto senza vincitori né vinti si è ripetuto, sia pure con un altro copione, quello di un avversario che ha messo la partita sul piano dell’intensità agonistica e che era molto difficile da superare.

Sabato scorso, contro la Triestina, ancora una diversa lettura del pareggio: qui l’avversario non era difensivista ad oltranza, ma neanche tanto irresistibile da non riuscire a sfondare. Il Lecce, però, è rimasto bloccato prima dell’area di rigore avversaria. Né è servita la modifica tattica apportata da De Canio che ha rinunciato inizialmente a Mesbah per provare il 4-3-3. non che ci siano state lacune particolari, ma si è notata qualche lunghezza eccessiva nei reparti ed una certa carenza di ragionamento. Mancanza di lucidità che ha portato qualche incogruenza nella manovra. Nel primo tempo, quando con il forte vento di tramontana che spirava contro e che rendeva difficile i controlli, si è insistito con improbabili traversoni aerei, la cui corsa veniva rallentata e deviata; viceversa, nel secondo tempo, con il vento a favore, quando sarebbero serviti i lanci in area, si è fatto di più gioco palla a terra, favorendo in tal senso l’avversario che, controvento, sarebbe andato in difficoltà sulle palle lunghe. Non è un caso che il gol del pareggio sia arrivato proprio da un lungo traversone sfruttato da Baclet, che è proprio l’uomo adatto per questo tipo di gioco e che, però, è entrato in campo soltanto al 33’.

La Triestina ha fatto esattamente il contrario. Primo tempo con lunghi lanci, secondo tempo il più possibile con palla a terra e l’azione del gol di Pasquato è stata proprio frutto di un pallone giocato in dribbling.

Sul piano dei singoli, a parte il black out difensivo in occasione del vantaggio degli ospiti, le cose non sono andate male dal punto di vista del dinamismo e della produzione di gioco. Le conclusioni a rete del Lecce nell’arco dei novanta minuti sono state 12, una cifra che non è da poco. La Triestina, di tiri ne ha fatti 7. Tuttavia, come precisione balistica, il confronto è più equilibrato. Delle 12 conclusioni dei giallorossi, solo 3, sono finite nello specchio della porta: Marilungo, Corvia e il gol di Baclet; altre 2 (Di Michele e Corvia) sono state respinte; ben 7 (Munari, Di Michele, Angelo, Corvia, Fabiano, Mesbah e Marilungo) sono finite fuori dallo specchio.

Per quanto riguarda le 7 conclusioni della Triestina, 4 sono andate a centro (3, compresa la rete, di Pasquato, il migliore in campo; una di Gissi); una la conclusione respinta (Godeas) e due i tiri fuori (Testini e il solito Pasquato).

In definitiva, una partita equilibrata che sarebbe potuta terminare con qualsiasi risultato, ma nella quale il Lecce non è riuscito a mettere quel qualcosa in più, per prevalere. Ma, come detto, il pareggio non minaccia la leadership e non modifica significativamente le distanze che da quattro punti sulla terza scendono a tre. Semmai cambia il panorama delle inseguitrici dove il Brescia lancia un segnale importante per la promozione diretta. È evidente, che però, sempre nell’ottica di evitare i playoff, che il Lecce deve accelerare e tornare al più presto al successo.

Da oggi a Calimera (si riprende questa mattina alle 10), si dovrà lavorare su questo aspetto, per aumentare il ritmo già dalla prossima partita che prevede una trasferta a Mantova, squadra con l’acqua alla gola e quindi prevedibilmente anche con il coltello fra i denti.

[m. bar.]

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