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Catania-Bari Parziale: 3-0 all'85' Diretta della partita

Ripartire, riscattarsi, ritrovarsi. Il Bari ci prova, dopo tre sconfitte consecutive, il morale ammaccato, un tabù trasferta che si porta dietro da tempo e una «dote» non trascurabile di 32 punti. Il nuovo punto di partenza è Catania. Ma il parziale dice di una gara tutta in salita: in gol Ricchiuti e Llama
Catania-Bari Parziale: 3-0 all'85' Diretta della partita
di Fabrizio Nitti

BARI - Ripartire, riscattarsi, ritrovarsi. Il Bari ci prova, dopo tre sconfitte consecutive, il morale ammaccato, un tabù trasferta che si porta dietro da tempo e una «dote» non trascurabile di 32 punti in classifica. Il nuovo punto di partenza è Catania, campo caldo e squadra decisamente impelagata nella lotta per non retrocedere. Non è la partita della vita biancorossa, non può esserlo, inutile caricare di tensioni un gruppo che non ama, forse non è più abituato, a sentirle addosso. Ma è una partita importante perché può spostare l’indicatore attualmente in campo negativo. Trascinarlo in zona verde, restituire il sorriso ad una squadra che forse ha smarrito l’allegria della prima parte di stagione.
Il blitz del presidente Vincenzo Matarrese prima della partenza per Catania, in tal senso è stato un atto dovuto e forse anche studiato. Non è la prima volta che accade, in fondo, ma questa volta è diverso. Perché il dirigente biancorosso ha voluto portare un messaggio di serenità e tranquillità alla squadra, invitando tutti a non abbattersi e a guardare avanti. A puntare decisamente verso la salvezza. Il rischio è subdolo, ma dietro l’angolo ed evidentemente presidente e tecnico lo hanno avvertito. E cioé quello di un calo di concentrazione dopo aver accarezzato a lungo il sogno europeo, ritenendo quasi scontato il fatto di «acchiappare» la salvezza.

«Ci aspetta un Catania rabbioso - dice il tecnico Ventura, appena riconfermato per il prossimo campionato -. Noi dovremo tornare quelli di inizio campionato, umili e determinati. Con tanta adrenalina dentro, tanta voglia e umiltà. Se scende in campo quel Bari, allora mi giocherei la tripla, altrimenti no... O velocemente ritroviamo quel Bari o rischiamo di trovare difficoltà. Magari dopo aver sognato un posto in Europa, e ce lo saremmo giocati se fossimo rimasti al completo, ci si ritrova a fare i conti con un’altra realtà e si fa fatica a calarsi dentro».

Catania apre una porzione di campionato delicata e per certi versi decisiva. Ventura fissa il futuro in cinque giornate. E fissa pure concetti inderogabili: «Ogni partita è delicata, vai a pesarla sempre. Ma nelle prossime cinque giornate dobbiamo per forza di cose andare a cercare i punti che ci servono, su questo non ci piove. Non abbiamo perso l’entusiasmo. L’entusiasmo è dentro di noi, dobbiamo soltanto tirarlo nuovamente fuori. Voglio ricordare un attimo la prima partita di campionato. I centrocampisti erano De Vezze e Gazzi; le punte Sforzini e Kutuzov; gli esterni Alvarez e Allegretti. Eravamo questi a San Siro... Cosa voglio dire? Che il problema è: che cosa c’era nella testa di quei giocatori che hanno giocato a Milano, cosa c’era nel cuore. Il problema è chi sei tu, cosa sei tu, cosa sei diventato, in positivo o negativo. Dico sempre che bisogna dare serenità, ma allo stesso tempo non si fanno punti solo con la serenità. I punti bisogna prenderseli. E non voglio discutere se si vince o si perde. Ma dico che dobbiamo giocare giocare con la bava alla bocca, quella dei tempi migliori, di quando tutto è iniziato».

Ultimo flash sull’avversario: «Mihajlovic ha portato un po’ di determinazione in più. È formazione difficile da incontrare, in casa diventa ancora più rabbiosa. Loro obbligati a fare risultato?. Bene. Ma anche noi lo siamo... Quasi. Ma servirà dimostrare più fame di loro».

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