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Corvia e il gol perduto «Penso solo al Lecce»

Il gol gli manca ma non ne fa un dramma. Sa bene che prima o poi il digiuno finirà. Potrebbe accadere già sabato nella gara della serie B di calcio al Via del Mare contro la Triestina. Avversario che rievoca un precedente beneaugurante per Corvia: proprio contro i giuliani all’andata mise a segno il primo gol della sua nuova avventura in giallorosso. «Capitano i periodi in cui la palla non ne vuole sapere di entrare in porta»
• Lecce-Triestina a Guida di Torre Annunziata
Corvia e il gol perduto «Penso solo al Lecce»
di Marco Seclì

CALIMERA - Il gol gli manca ma non ne fa un dramma. Sa bene che prima o poi il digiuno finirà. Potrebbe accadere già domani nella gara al Via del Mare contro la Triestina. Avversario che rievoca un precedente beneaugurante per Daniele Corvia: proprio contro i giuliani all’andata mise a segno il primo gol della sua nuova avventura in giallorosso.

«Per un attaccante segnare è fondamentale - ammette Corvia - ma capitano i periodi in cui la palla non ne vuole sapere di entrare in porta. E bisogna essere bravi a gestirli, altrimenti si rischia solo di innervosirsi e di complicare le cose. Bisogna anche attendere che la fortuna torni a girare dalla mia parte».

Il centravanti romano, capocannoniere del Lecce con 9 gol (suo record in carriera), è all’asciutto dal 19 dicembre scorso, quando a Cesena mise a segno il gol della bandiera nella partita finita con la vittoria dei romagnoli per 3-1.

Poi cinque turni (dopo Cesena ne ha saltati due, dei sette complessivi, per squalifica e infortunio) in cui ha dovuto mordere il freno. Anche se il suo apporto è rimasto fondamentale. Pur senza fare centro, Daniele Corvia, 25 anni, è sempre rimasto il punto di riferimento avanzato dei giallorossi. E si è sempre sacrificato per la causa, rivelandosi spesso fondamentale con la sua capacità di far salire la squadra. «Restare a secco mi pesa di meno - sottolinea - perché i risultati stanno arrivando lo stesso. Se non faccio gol io ci pensano i miei compagni. Non a caso, siamo primi in classifica».

E Gigi De Canio non si sofferma di certo sul suo «digiuno». «I gol sono un argomento che il mister non ha mai toccato. Lui si limita a spiegarmi i movimenti che vuole da me, funzionali al gioco della squadra. E io penso solo a eseguirli, perché giocando per la squadra prima o poi i gol arrivano».

Eppure da quando Corvia non segna, il Lecce sembra aver un po’ rallentato la marcia. «So bene che da me ci si aspetta i gol - commenta il bomber - ma non sono d’accordo sul fatto che avremmo rallentato. In fondo, a parità di partite giocate, siamo a più quattro punti rispetto al girone d’andata. E mantenendo questo ritmo non credo ci saranno problemi a centrare il nostro obiettivo». Il fatto è che dietro ci sono avversari che cominciano a correre, come il Grosseto ma, soprattutto, il Brescia. «Il Brescia è la squadra che personalmente mi preoccupa di più - puntualizza l’attaccante - specie dopo il mercato di gennaio, in cui si è parecchio rafforzata. A questo punto è la concorrente più attrezzata per la serie A. Il Grosseto, invece, è troppo Pinilla-dipendente. Non so se potrà sempre reggere questi ritmi».

Intanto il Lecce ha il compito di non perdere terreno, a partire dall’impegno di domani. Corvia avverte: «La Triestina come organico non merita la posizione che occupa in classifica. E non credo che verranno a Lecce a chiudersi come ha fatto il Modena. Speriamo che la partita si sblocchi subito per poterla mettere sul binario giusto».

Compito che potrebbe toccare a lui. E sarebbe un doppio traguardo raggiunto. «A Trieste - ricorda - ho segnato uno dei miei gol più belli di questa stagione e mi sono sbloccato dopo cinque turni, partendo dalla panchina...». Di sicuro spera che la storia possa ripetersi. Anche se su un ipotetico «baratto» non ha dubbi: «Io non segno più e il Lecce viene promosso? Accetto subito. Vorrà dire che i gol risparmiati quest’anno li metterò a frutto l’anno prossimo in serie A».

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