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Martedì 17 Ottobre 2017 | 13:27

L'orgoglio di Castillo «Bari, fidati di me»

Se non è un caso, beh poco ci manca. Quando «Nacho» è arrivato a Bari, al termine di una lunga e complessa trattativa, si pensava che Ventura potesse contare su un bomber affidabile sotto tutti i punti di vista. Ma i primi allenamenti hanno mostrato come fosse in grave ritardo atletico. La situazione non sembra essere granché migliorata. «Sono arrabbiato ma il mister avrà le sue ragioni»
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L'orgoglio di Castillo «Bari, fidati di me»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Se non è un caso, beh poco ci manca. Quando «Nacho» Castillo è arrivato a Bari, al termine di una lunga e complessa trattativa con la Fiorentina e col procuratore dell’attaccante argentino, si pensava che Ventura potesse contare su un bomber affidabile sotto tutti i punti di vista. Peccato, però, che i primi allenamenti abbiano mostrato come Castillo fosse in grave ritardo atletico rispetto ai compagni. È passato più di un mese dal suo esordio a Marassi contro il Genoa (20 gennaio), ma la situazione non sembra essere granché migliorata se è vero che contro il Milan l’ex punta di Lecce, Pisa e Fiorentina si è dovuto accomodare addirittura in tribuna.

Castillo, che succede?

«Sono arrabbiato per l’esclusione e per lo scorso impiego ma il mister mi conosce e avrà le sue ragioni. Forse per lui non sono ancora quello di Pisa e cerca con l’allenamento di farmi tornare a quel livello».

Come l’ha ritrovato, Ventura?

«Il mister ha grande esperienza e rispetto le sue decisioni, è rimasto il Ventura che conoscevo sempre disponibile al dialogo. Penso di aver raggiunto una buona condizione fisica e di poter dare il mio contributo ma solo giocando posso tornare al top della condizione».

I tifosi baresi pensavano di trovare subito un Castillo in palla visto che nella sua ultima apparizione in maglia viola ha addirittura segnato un gol, per giunta al Bari...

«È vero sono qui da un mese ma il mio è stato un anno strano. Con la Fiorentina ho subìto un infortunio in ritiro ed ho saltato la preparazione. Poi giocando ogni tre giorni è difficile recuperare. Qui a Bari ho dovuto mettermi al passo dei miei compagni».

L’infortunio di Meggiorini sembra spianare la strada al suo rientro nella squadra titolare in quel di Catania.

«Non so se giocherò ma se dovesse capitare a me non la considero come una grande occasione. Devo fare il mio, stare bene, aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo indipendentemente dal gol».

In Sicilia sarà una partita complicata soprattutto sul piano ambientale. Al «Cibali» potrebbe esserci il tutto esaurito alla luce dell’abbassamento dei prezzi deciso dalla societò etnea.

«Il Catania ha bisogno di punti, le grandi su quel campo hanno fatto fatica, troverem un ambiente caldissimo. Ma noi non dobbiamo perdere serenità, dobbiamo scendere in campo determinati, credere in ciò che facciamo e dere il 100%. Se giochiamo come sappiamo non dobbiamo temere nulla, penso sia il Catania ad aver paura di noi guardando la classifica».

Che idea si è fatto del momento un tantino difficile che sta vivendo il Bari? Tre sconfitte consecutive ma, soprattutto, la sensazione di una squadra meno brillante rispetto al passato.

«Ultimamente non gira per il verso giusto ma basta poco per cambiare le cose, proveremo ad invertire la rotta a Catania».

Come è stato il suo impatto con Bari città?

«Mi sono ambientato alla grande, non credevo Bari fosse così bella».

E il suo inserimento nello spogliatoio biancorosso?

«Tra i compagni mi ha impressionato soprattutto Andrea Masiello, sempre attento, concentrato, sul pezzo. Ma, nel complesso, mi ritengo fortunato perché posso confrontarmi con un gruppo che ha enormi potenzialità. I trentadue punti in classifica stanno proprio a dimostrare che il Bari ha qualità. Fino a un mese fa di noi si diceva fossimo la squadra che gioca il calcio più bello d’Italia. Vuol dire che qualcosa di buono abbiamo costruito...».

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