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Enel Basket Brindisi e il tormentone il nuovo acquisto sarà un italiano?

Il probabile arrivo del dodicesimo tesserato è diventato, nei discorsi dei sostenitori della squadra allenata da Perdichizzi, il tormentone di questo fine inverno. Il giocatore che dovrebbe arrivare è considerato, nelle chiacchierate fra amici, il «salvatore della patria», la panacea per tutti i mali della squadra scalzata dal secondo posto della Legadue da una Reyer che ha avuto il merito di credere di più nel successo
Enel Basket Brindisi e il tormentone il nuovo acquisto sarà un italiano?
di Franco De Simone

BRINDISI - Il probabile arrivo in casa Enel Basket del dodicesimo tesserato è diventato, nei discorsi dei sostenitori della squadra allenata da Giovanni Perdichizzi, il tormentone di questo fine inverno. Il giocatore che dovrebbe arrivare è considerato, nelle chiacchierate fra amici, il «salvatore della patria», la panacea per tutti i mali della squadra scalzata dal secondo posto in classifica da una Reyer che, nello scontro di domenica, ha avuto il merito di credere di più nel successo, fino ad ottenerlo.

A proposito del possibile tesseramento «salvatore» dell’Enel Basket, un paio di cose vanno chiarite fino in fondo. Intanto, c’è troppa attesa attorno a questo argomento e la cosa potrebbe non essere molto gradita da chi, ad oggi, è impegnato nel compiere il lavoro per il quale, in ogni caso, è profumatamente pagato. Poi, anche perché a più riprese ribadito dallo stesso allenatore siciliano, sarà un giocatore che si alternerà con Nikola Radulovic, che resta sempre la prima scelta del tecnico. Chi verrà, quale esso sia lo status che avrà, sarà l’alternativa al croato. Un elemento che, potenzialmente, starà in campo per una quindicina di minuti o poco più.

Chi sarà? E qui casca l’asino. Di nomi neanche a parlarne. Si lascia spazio alla fantasia. Perché è fuor di dubbio - e di ciò dovrebbero essersene convinti tutti - «merce», che risponda alla caratteristiche dell’identikit tracciato dal coach, che abbia anche un certo «taglio», in giro non è che ce ne sia tanta. Ci fosse, sembra scontato che sarebbe già dietro l’uscio della segreteria della società brindisina. Che, fra l’altro, sarebbe già stata tempestata da fax o da e-mail e da procuratori in cerca di piazzare i loro mandatari.

Invece, c’è talmente poco in giro, soprattutto a livello di giocatori italiani, che nemmeno gli internauti hanno centrato il nome di un possibile obiettivo di Brindisi.

Si diceva inoltre della possibilità che a Silvere Bryan fosse concesso il passaporto italiano. È una speranza. Nulla più. Un desiderio dei dirigenti e dei tecnici che si scontra con l’elefantiaca burocrazia italiana. Bryan italiano? Sì, forse, ma non certo. Ed allora? È fin troppo chiaro che, dopo il 28 febbraio (ultimo giorno di mercato fra squadre di LegaDue) una decisione dovrà pur essere presa. E se trascorreranno questi giorni, poi si potrà pescare solo in A o nel mercato estero. E se arriverà è chiaro che poi sarà schierato a Sassari, nel corso della Coppa Italia. Giusto per provare il primo impatto.

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