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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:55

Lecce, l’ora di Loviso «Gioco dovunque»

Tutto fa pensare che sabato contro la Triestina nella serie B di calcio tocchi a lui. Tatticamente le sue caratteristiche non sono proprio identiche a quelle di Vives («gioco prevalentemente davanti alla difesa»), il che ipotizzerebbe quel 4-1-4-1 che quest’anno è stato usato in qualche occasione, ma ha sufficiente versatilità tattica per interpretare uno dei due ruoli di centrale della fascia mediana
Lecce, l’ora di Loviso «Gioco dovunque»
di Massimo Barbano

LECCE - Due scampoli di partita che sono bastati a malapena a riscaldare i muscoli. Undici minuti, più tre recupero a Crotone; cinque minuti soltanto, senza neanche il recupero perchè l’arbitro non lo concesse a Frosinone. Ma adesso, per Massimo Loviso, giunto dal Torino insieme a Di Michele col mercato di gennaio, sembra essere arrivato il suo momento. L’occasione per un suo ingresso in campo fin dal primo minuto, è data dalla squalifica di Vives che imporrà una modifica obbligata al centrocampom giallorosso. E tutto fa pensare che sabato contro la Triestina quel posto spetti a lui. Tatticamente le sue caratteristiche non sono proprio identiche a quelle di Vives «Gioco prevalentemente davanti alla difesa» - dice, il che ipotizzerebbe quel 4-1-4-1 che quest’anno è stato usato in qualche occasione, ma ha sufficiente versatilità tattica per interpretare uno dei due ruoli di centrale della fascia mediana. «Posso giocare tranquillamente in uno dei due in mezzo al campo» - prosegue, illustrando poi le sue caratteristiche che vanno leggermente a modificare i movimenti in campo dei centrocampisti. «Rispetto a loro (Giacomazzi e Vives - ndr) sono più difensivo. Quello che posso dare è copertura e toccare più palloni possibile. Loro sono delle mezzale nel senso classico del termine, io ho fatto più che altro il regista basso, l’organizzatore».

Ma fra i requisiti del suo curriculum c’è anche una spiccata propensione a realizzare le palle inattive. «Ci ho sempre provato - dice - calci d’angolo, punizioni dal limite e all’occorrenza anche rigori. Molte volte mi è andata bene».

Dalla sua anche la volontà di emergere, visto che c’è un posto da conquistare. «Sono arrivato da appena venti giorni in una squadra dove dal portiere agli attaccanti ci sono grandi qualità tecniche - prosegue - quindi lo spazio te lo devi guadagnare con l’allenamento durante la settimana. Sia io che Davide (Di Michele - ndr) siamo arrivati in una squadra che sta facendo cose egregie, insomma non c’è molto da cambiare. Quello che possiamo fare è cercare di aggiungere il nostro contributo per raggiungere l’obiettivo importante che la squadra si è prefisso. Se sabato giocherò cercherò, senza alcuna presunzione, di far vedere quello che so fare».

Una voglia di riscatto che scaturisce anche dal burrascoso divorzio con il Torino. «Non voglio parlar male del Torino - prosegue - il problema è che lì non sono riuscito ad esprimermi al meglio e quindi, quando a gennaio è arrivata la proposta del Lecce, l’ho accettata con entusiasmo per tentare qui di arrivare a quel cento per cento delle mie possibilità e far vedere quali sono le mie reali qualità».

Le prospettive di un pronto riscatto sono agevolate anche dall’andamento della squadra che, ormai ha concrete possibilità di riacciuffare a fine stagione quella serie A che ha perduto meno di un anno fa. Oltre ai risultati ed alla posizione di classifica che fanno ben sperare nel raggiungimento dell’obiettivo finale, Loviso individua anche un aspetto caratteriale importante che la squadra ha consolidato.

«Qui c’è il giusto equilibrio indipendentemente dal risultato che si ottiene - dice - certo, quando vinci è tutto più agevole e ci si allena meglio, ma qui sto trovando una grande fermezza e saldezza di nervi che sono la condizione essenziale per ottenere successi».

Uno sguardo all’avversario di sabato. «La Triestina l’ho affrontata all’andata con il Torino - dice - a differenza del Modena è una squadra che fa giocare, ma ha anche qualità in avanti e bisognerà stare molto attenti e giocare con caparbietà».

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