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Domenica 24 Settembre 2017 | 14:26

L'urlo di Rivas «Bari, torno»

Lo si aspetta da un bel po’. L’argentino tutto finte e scatti, guizzi e cross, a volte perfino troppo innamorato del pallone. Contro il Milan qualcosa si è cominciato a vedere, non tutto, non sarebbe stato possibile. Una stagione a strappi, Ventura ha dovuto fare di necessità virtù. Otto volte titolare su tredici presenze. Il Bari è mancato a lui, ma anche lui al Bari. «A Catania senza paura»
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L'urlo di Rivas «Bari, torno»
di Fabrizio Nitti

BARI - Squarci di Rivas, piccoli lampi. Il Bari lo aspetta. Da un bel po’, in verità. L’argentino tutto finte e scatti, guizzi e cross, a volte perfino troppo innamorato del pallone. Contro il Milan qualcosa si è ricominciato a vedere, non tutto, non sarebbe stato possibile. Una stagione a strappi, Ventura che ha dovuto fare di necessità virtù, ingoiare le lunghe assenze del sudamericano. Lo dicono i numeri, c’è stato poco Rivas fino ad ora in questo Bari. Otto volte titolare su tredici presenze. Il Bari è mancato a lui, ma anche lui al Bari. Quella sua imprevedibilità, facilità di saltare l’uomo nell’uno contro uno.

«Io sto meglio, mi sento in crescita - racconta Rivas - e sono contento della prestazione offerta contro il Milan. Sono più veloce, brillante, ho più forza nelle gambe, sto dando tutto per tornare il miglior Rivas. Mi manca ancora qualcosa per essere al 100% ma sono sulla strada giusta. Ovvio qualche dolorino c'è ancora, il fastidio all'anca oltre a farmi correre male mi crea problemi di pubalgia. Ma nulla di preoccupante, il periodo nero dovrebbe essere alle spalle. Il gioco del mister si basa molto sulle fasce, so benissimo che se sia io che Alvarez stiamo bene possiamo dare una grossa mano alla squadra. Mi piacerebbe diventare il valore aggiunto di questa squadra nel finale di stagione. Devo recuperare il terreno perduto».

Venti di crisi? Se lo sguardo dovesse fermarsi alle ultime tre partite, difficile appiccicare una didascalia diversa al momento biancorosso. Ma una crisi è tale anche e soprattutto se si viene a mancare sotto l’aspetto del gioco e della presenza. Diciamo, allora, che questo è un periodo di balbettii, generati da motivazioni diverse. Eppoi, un dato di fatto, incontestabile. Trentadue punti raccontano di una stagione «domata», anche se non ancora del tutto. Niente, insomma, va cancellato. Analisi del presente affidandosi al passato. La quota salvezza è più distante per gli altri che per il Bari.

«Dobbiamo tornare a giocare come sappiamo - scommette l’argentino -, mancano ancora 14 partite e l'importante è non farsi prendere dall'ansia. Sarebbe la nemica “ideale”. Non dobbiamo pensare che la prossima è la gara decisiva per il nostro campionato. Ci attendono partite importanti ma se troviamo la giusta cattiveria e concentrazione raggiungeremo l'obiettivo salvezza senza farci prendere dall’affanno. In fondo, la nostra classifica dice che sono gli altri a stare peggio».

Voglia di ricominciare, ma senza cadere nel tranello della fretta. I tre schiaffi consecutivi bruciano, anche perché non si era più abituati a perdere. Per la prima volta i biancorossi hanno conosciuto l’amarezza di tre-sconfitte-tre di fila. Il mirino si sposta sulla sfida di Catania, che già nella partita di andata, ma con Atzori in panchina all’epoca, fece in qualche modo soffrire i biancorossi. In Sicilia conterà molto la «prestazione», per dirla alla Ventura, l’approccio. Ma anche i punti: «Ovvio, dopo tre sconfitte consecutive c'è voglia di tornare alla vittoria - raccomanda e assicura il sudamericano -, ma ripeto mantenendo sempre la stessa serenità. A Catania dobbiamo scendere in campo senza paura, far girare il pallone come sappiamo, ritrovare fiducia e cattiveria, tutte componenti che ci hanno permesso di far parlare di noi in questi mesi. Quella siciliana è una squadra tosta, ha messo in atto una rincorsa eccellente, scalando posizioni. Molti davano il Catania già in serie B, invece eccoli lì a lottare, fuori dalla zona retrocessione (un punto di vantaggio sul Livorno, che giocherà in casa contro il Siena, ndr). È una squadra tosta ed ha bisogno di punti per tenersi lontana dal terz’ultimo posto. Ma noi siamo pronti alla battaglia».

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