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Perdichizzi senza giri di parole «Certo: vogliamo andare in A»

In attesa del Vigevano, prossimo avversario in Legadue di basket maschile, ecco il coach. «Con i dirigenti, a suo tempo, abbiamo avuto un incontro durante il quale abbiamo discusso degli obiettivi stagionali, sui quali non era più il caso di tornare a parlare. Perdichizzi è qui per vincere, quest’anno. Meglio ancora se il due maggio possiamo chiudere il discorso. Qualsiasi altro ragionamento non ci interessa»
Perdichizzi senza giri di parole «Certo: vogliamo andare in A»
di Franco De Simone

BRINDISI - Com’è prassi consolidata, dopo le battute d’arresto dell’Enel Basket riaffiorano quelle ormai definite «verità nascoste», quasi che chi sta alla guida del sodalizio e della guida tecnica, abbiano per davvero intenzione di non raggiungere la promozione diretta perché si possa disputare il playoff per una questione di qualche migliaio di euro in più. È così?

La domanda trova la pronta e decisa risposta di coach Perdichizzi. «Con i dirigenti, a suo tempo, abbiamo avuto un incontro durante il quale abbiamo discusso degli obiettivi stagionali, sui quali non era più il caso di tornare a parlare. Perdichizzi è qui per vincere, quest’anno. Meglio ancora se il due maggio possiamo chiudere il discorso. Qualsiasi altro ragionamento non ci interessa».

E se, malauguratamente, si dovesse passare attraverso la lotteria dei playoff? «Bene: faremo in modo, essendo una squadra che ha grandi mezzi, di raggiungere la serie A, attraverso le quindici gare che ipoteticamente potremmo essere chiamati a disputare».

Più chiaro di così!

C’è un’altra voce che s’insinua nel popolo della pallacanestro: si dice che si soffra di «attendismo acuto» nella ricerca del giocatore (meglio se fossero un paio) che è una validissima alternativa a Nikola Radulovic. E qui si risente il ritornello mandato giù a memoria. «Siamo vigili sul mercato. Non c’è molto da scegliere e non abbiamo certo intenzione di far arrivare qualcuno solo per il gusto di offrire un volto nuovo alla gente».

È impressione generale, però, che, al di là delle parole, qualcosa stia bollendo in pentola. Anche se Perdichizzi non intenda sollevare il coperchio che si è detto tranquillo e per niente deluso o arrabbiato dopo la sconfitta subita contro la Reyer.

«È logico che io sia rammaricato - ha commentato il coach siciliano -. Deluso no, perché la squadra ha lottato per conquistare la vittoria. Rifiuto l’idea di un gruppo senza cuore. Il cuore è roba da gossip. Qui parliamo di professionisti che mai avrebbero voluto arrendersi ad una squadra che, sentendo l’acqua alla gola, ha speso tutto per vincere. Noi, sul 60 pari, avevamo ancora da spendere tanto. Ci siamo presi i tiri giusti al momento opportuno, ma abbiamo sbagliato, subendo la loro foga. Abbiamo messo pressione su Venezia e, in ogni caso, fino alla fine la squadra ha dato il cento per cento. A 30 secondi dalla fine Crispin e Radulovic hanno preparato il tiro: l’avessimo realizzato sarebbe andata diversamente».

All’incontro con la stampa presente anche il play Mauro Pinton. Restano nove gare da disputare. Ne avete parlato nel chiuso dello spogliatoio, avete pensato ad una scaletta?

«No. Nessuna scaletta, nessun discorso sul futuro. Prepariamo la gara con il Vigevano. Che è durissima».

Nemmeno un pensierino, ad esempio, sulla partita con Reggio Emilia?

«Normale che si dia uno sguardo alla classifica e si guardi agli emiliani che hanno due punti in più. Ma da qui a parlare di scalette ce ne passa. Meglio concentrarsi sul prossimo incontro». Poi, sulla gara persa a Mestre, Pinton ammette: «Young è stato molto bravo nello spingere la squadra, ed i suoi compagni, molto fisici, hanno giocato mettendoci le mani addosso. Ma noi siamo rimasti in gioco fino all’ultimo. Loro hanno giocato la partita della vita, un’altra sconfitta li avrebbe mandati ancora più giù».

Ieri si è ricominciato, iniziando a preparare la gara con il Vigevano. «Una gara molto difficile che vogliamo vincere. Lo sappiamo bene che dovremo spenderci per venire a capo dell’ennesimo incontro che richiederà molto impegno».

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