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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 16:58

Foggia, diavolo di un gol ma Ugolotti resta calmo

Quattro partite e un solo gol all’attivo nella Prima Divisione di calcio. La squadra balbetta nei venti metri, anche con il ricorso a nuovi attori. Ceccarelli non sfonda, Morini si è visto poco, Mancino sbaglia troppo. E la classifica viaggia al piccolo trotto solo grazie agli 0-0 fin qui accumulati. Ben tre in quattro partite. C’è da essere preoccupati? Il tecnico: «Più che un problema tattico, a me pare una questione di testa»
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Foggia, diavolo di un gol ma Ugolotti resta calmo
FOGGIA - Quattro partite e un solo gol all’attivo. Ugolotti peggio di Porta e Pecchia in area di rigore. Il suo Foggia balbetta nei venti metri, anche con il ricorso a nuovi attori. Ceccarelli non sfonda, Morini si è visto poco, Mancino sbaglia troppo. E la classifica viaggia al piccolo trotto solo grazie agli 0-0 fin qui accumulati. Ben tre in quattro partite.

C’è da essere preoccupati? La disamina di Guido Ugolotti parte dall’attacco. E non si potrebbe fare diversamente. «Siamo sterili, non riusciamo a essere incisivi. Più che un problema tattico - dice il tecnico - a me pare una questione di testa. Dovremmo essere più cattivi nell’area di rigore, sfruttare anche le situazioni apparentemente meno vantaggiose. E’ questo il punto dolente del nostro attacco, lo si è visto anche a Marcianise».

Un pareggio caratterizzato però dalla sfortuna. I legni di Micco e di Mancino sembrano smentire la tesi esposta nel dopopartita da Ugolotti. In fondo è mancata solo un po’ di fortuna, incredibile il palo interno colpito da Micco. «Non siamo stati fortunati e questo è vero. Dovevamo vincere, abbiamo perso un’occasione. Però al di là degli episodi sono convinto che i ragazzi possono e devono farcela a tirarsi fuori dalle zone basse della classifica. Vinceremmo anche la sfortuna se solo riuscissimo a sfruttare le occasioni che ci capitano. Chiederò ai ragazzi di diventare più cattivi, da un punto di vista sportivo s’intende».

Così il Foggia dovrà riprovarci contro il Cosenza, formazione di medio-alta classifica proiettata verso i playoff. Dopo le conferme di Marcianise almeno su un punto possiamo convenire: il gioco non difetta e la difesa sembra abbia saputo sopperire benissimo alla partenza di Goretti con l’indeita coppia Burzigotti-Artipoli. L’ex laziale a Marcianise è stato il migliore in campo per senso della posizione e giustezza nelle marcature.

Da quando c’è Ugolotti la squadra, pur rivoltata come un calzino, ha saputo adattarsi in corsa al clima-campionato. «Faccio i complimenti ai ragazzi per l’approccio - condivide il tecnico toscano - non era facile, ma del resto era quello che volevo. Ora dobbiamo insistere, alla fine del campionato mancano nove gare (di cui sei allo Zaccheria: ndr) che per noi, inutile dirlo, sono nove finali. La classifica oggi non mi preoccupa se i ragazzi in campo sono quelli visti a Marcianise, Ravenna e ci metterei pure la partita in casa contro la Ternana in cui siamo stati condannati da due infortuni del nostro portiere. Continuando a giocare così non possiamo che salvarci. Certo, bisogna buttarla dentro».

vicenda stadio Intanto tiene banco la vicenda stadio con l’impresa che ha effettuato i lavori per la messa in sicurezza dei prefiltraggi che reclama un credito dal Comune di 300mila euro e minaccia di non aprire domenica i cancelli per la partita contro il Cosenza. Per il Foggia però il rischio «non esiste». «Dispiace per l’impresa - dice l’amministratore unico, Gianni Francavilla - ma sia chiaro che non potrà essere impedito l’accesso del pubblico allo stadio».

[m.lev.]

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