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Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:05

Taranto, ecco due lampi per affondare il Pescina

Ottimo il risultato nella Prima Divisione di calcio, difettosa la prova. Sull’evidente disarmonia converrà inter rogarsi in settimana per capire che cosa l’abbia provocata: la passiva inconsistenza dell’avversario; i carichi di lavoro accumulati nei giorni precedenti; un’involuzione tecnicamente e tatticamente insondabile? Interrogativi legittimi. Ora la pancia è piena, riempita dai gol di Prosperi e Corona
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Taranto, ecco due lampi per affondare il Pescina
TARANTO-PESCINA 2-0

TARANTO: Bremec 6; Calori 6,5, Migliaccio 6, Prosperi 6,5, Bol zan 6; Di Roberto 5,5, Coppola 6,5, Rajcic 5,5 (6’ st Quadri 5,5), Crovetto 5 (12’ Russo 6); Corona 6,5, Ferraro 5,5 (28’ st Colom bini sv). A disp. Barasso, Panarelli, Taulo, Innocenti. All. Delli santi.
PESCINA: Bifulco 5; Locatelli 5,5, Molinari 6, Petitto 5,5, Birindelli 5 (21’ st Cesar 5,5); Rebecchi 5 (28’ st Caccavallo sv), Giordano 5, Ferraresi 5 (28’ st Negro sv); Capparella 6; Bettega 5,5; Bettini 5. All. Merletti, N’ze, Di Bella, Choutos. All. Cappellacci.
ARBITRO: Borriello di Mantova.
RETI:  pt 29’ Prosperi; st 39’ Corona.
NOTE: angoli 5-0 per il Taranto. Ammoniti: Migliaccio, Rajcic e Calori del Taranto; Birindelli, Ferraresi e Caccavallo del Pesci na. Recupero: pt 2’, st 4’. Spettatori 5559 (abbonati 3201) per un incasso complessivo 49.844,55 euro.

di Lorenzo D’Alò 

TARANTO - Ottimo il risultato, difettosa la prova. Sull’evidente disarmonia converrà inter rogarsi in settimana per capire che cosa l’abbia provocata: la passiva inconsistenza dell’avversa rio; i carichi di lavoro accumulati nei giorni pre cedenti; un’involuzione tecnicamente e tattica mente insondabile? Interrogativi legittimi sui quali occorre riflettere a mente serena. Ora la pancia è piena, riempita dai gol di Prosperi e Co rona, ovvero dagli unici attimi taglienti di una partita a lungo preda di una faticosa inconcluden za. L’esito del confronto è, ovviamente, corretto. Premia la squadra che ha qualcosa da spendere, anche se impiega tempo a carburare e spesso si ri duce a svolgere il compitino. Quel tanto che basta a tenere sotto pressione un Pescina avvilito dalla crisi di risultati e mortificato dalla pochezza dei mezzi. Un Pescina che, alla fine, si accontenterà di perdere, giocando con ostinata rassegnazione. 

Il Taranto vince senza lanciare ulteriori segna li di crescita, travasando in partita una qualità lenta, priva di strappi letali e di accelerazioni de cisive. Una qualità d’ordinanza, con la quale rie sce facilmente ad ottenere il controllo della gara, ma non del gioco, che risente di una laboriosa cir colazione della palla. I gol, infatti, sono eventi sle gati dalla produzione. Abbastanza fortuito quello di Prosperi, che capitalizza gli esiti sporchi di un corner, depositando da posizione favorevole (29’ del primo tempo). Bello, di una bellezza quasi sel vaggia, quello di Corona, che scarica il destro dal vertice dell’area, indovinando l’incrocio opposto (39’ della ripresa). Gol che scolpiscono la differen za, dando al Taranto ciò che cerca e, in fondo, an che quello che merita. Una vittoria che lo catapul ta a tre punti dal secondo posto, ma che lo tiene, paradossalmente, ancora fuori dai playoff. 

Il Taranto (4-4-2) parte morbido. Dellisanti sce glie secondo logica. Affida le chiavi del centro campo a Coppola (agonisticamente incontenibi le) e Rajcic (scarsamente coinvolto). Lancia sull’out mancino Crovetto (prestazione evane scente). E mette all’apice della manovra offensiva Ferraro (deve ambientarsi). Il Pescina (4-4-1-1) gioca a non far giocare, difendendosi ad oltranza, probabilmente oltre il buon senso. La frazione ini ziale, prima del gol di Prosperi, regala un’occasio ne clamorosa a Ferraro, che non chiude in porta un chirurgico invito in corridoio di Rajcic (13’). 

Nella ripresa il Taranto riparte morbido. Atteg giamento che, però, non ingolosisce il Pescina, che continua ad ammassare uomini dietro la li nea della palla, offuscando la visuale davanti alle iniziative dei rossoblù. Dellisanti comincia ad usare oculatamente la panchina. Inserisce Qua dri che porta nuova energia al centrocampo (fuori Rajcic). Immette Russo che rinfresca le dinami che offensive (fuori Crovetto). Introduce Colom bini per raggiungere la stabilità finale (fuori Fer raro). Oltre il gol di Corona, la cronaca annovera una conclusione di piatto di Russo (13’), un tiro di Di Roberto respinto dal braccio largo di Petitto in area (29’, rigore negato) e un’altra botta dal limite di Di Roberto non trattenuta da Bifulco (43’).

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