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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:06

Un Gallipoli senza pace I tifosi sono in angoscia

Ripiomba nella preoccupa zione l'ambiente gallipolino. Dopo la batosta storica rimediata in casa contro il Vicenza nella serie B di calcio, la tifoseria si chiede che cosa stia accadendo. Tra il tira e molla D'Odorico-Barba, le fibrillazioni che si sono rincorse durante tutta la stagione, la protesta della squadra e le dimissioni poi rientrate dell'allenatore, questo 2010 sembra davvero un anno senza pace per il club jonico
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Un Gallipoli senza pace I tifosi sono in angoscia
di STEFANO LOPETRONE 

GALLIPOLI - Ripiomba nella preoccupa zione l'ambiente gallipolino. Dopo la batosta storica rimediata in casa contro il Vicenza, la tifoseria si chiede che cosa stia accadendo. Tra il tira e molla D'Odorico-Barba, le fibrillazioni che si sono rincorse durante tutta la stagione, la protesta della squadra e le dimissioni poi rientrate dell'allenatore, questo 2010 sembra davvero un anno senza pace per il club jonico. 

PROLOGO - A dire il vero, tutto inizia al l'inizio di dicembre, quando Francesco Di Gen naro mette in mora la società per il ritardato pagamento degli stipendi. Una strategia, quel la dell'attaccante, tesa anche alla rescissione del contratto per accasarsi con più semplicità durante il mercato di gennaio. La società, da poco affidata a Pino Iodice (subentrato a Vit torio Fioretti come direttore generale) non ar retra: paga la mensilità di settembre e assicura di versare un acconto del 30% della mensilità di ottobre entro il 10 gennaio. 

FINE DELLA TREGUA - L'equilibrio, fatico samente ripristinato, si incrina a metà gen naio: la Guardia di Finanza sequestra le quote societarie del Gallipoli. Ad avviare la battaglia legale è Vincenzo Barba, che il 31 dicembre aveva denunciato l'attuale presidente Daniele D'Odorico. La Procura di Lecce, oltre a or dinare il sequestro cautelare delle quote, avvia una indagine su D'Odorico (e sul socio di mi noranza Cristoph Concina): l'accusa è pesante, truffa aggravata, ma nessuno riesce a capirne i motivi. Avrebbe dovuto ricevere entro il 30 dicembre 1,5 milioni di euro dall'imprenditore friulano (500mila euro al 30 settembre e 1mi lione al 30 dicembre) a fronte dei 3milioni 100mila euro pattuiti: non avendo incassato nulla, il deputato opta per la denuncia e il magistrato ordina il sequestro cautelare. La notizia arriva il 24 gennaio, subito dopo il bel pari contro il Cesena. Scoppia il caos: si rischia il blocco del mercato, visto che tanti calciatori rifiutano il Gallipoli.
 
RIVOLTA E DIMISSIONI - L'ambiente assor be bene la botta, ma lo spogliatoio ribolle: per alcuni giocatori è saltato il pagamento del 70% della mensilità di ottobre e inoltre ci sono i postumi del mercato da smaltire. Alcuni tes serati, Depetris e Garavano, rischiano di re stare ai margini. Si arriva al fatidico 8 febbraio 2010. Davanti alle telecamere va in scena una clamorosa protesta della squadra, che al fi schio iniziale, con la complicità dei colleghi del Grosseto, voltano le spalle per 40" alla società. Al termine della partita (finita 2-2) Giannini dà le dimissioni (scoppia anche un presunto caso di frode sportiva - ma la denuncia è contro ignoti - per le giocate anomale sul 2-2 finale). 

EQUILIBRIO PRECARIO - Martedì 9 avviene un chiarimento tra dirigenti, allenatore, squa dra e tifoseria. L'ambiente sembra tornare an cora più carico e la squadra travolge la ca polista Sassuolo. Fatalità vuole che il venerdì successivo a questa impresa (19 febbraio) fosse prevista l'udienza davanti al Giudice del Rie same per discutere il dissequestro delle quote societarie. Viene a galla l'accusa formulata da Barba, ovviamente tutta da provare: durante la trattativa agostana, D'Odorico avrebbe omesso di riferire al deputato dell'esistenza di due iscrizioni ipotecarie sui beni di sua proprietà. Il giorno dopo il Gallipoli subisce la sconfitta più pesante della sua storia recente.

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