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Pubblicità sulle maniche della divisa degli arbitri

Trattativa quasi definita con uno sponsor. Deroga a Collina: si deciderà tra un anno. Bolognino e Pellegrino via. Cinque promossi dalla Can di C: Banti, Mazzoleni, Pantana, Squillace e Stefanini. In totale i direttori di gara in A e B saranno 40. L'anno prossimo possibile scambio di «fischietti» con la Germania
ROMA - Da 37 a 40 arbitri per i campionati di serie A e B. Era una novità annunciata, si è puntualmente materializzata oggi in federcalcio, quando il presidente dell'Aia Tullio Lanese e i due designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto hanno tenuto la conferenza stampa che chiude la stagione appena trascorsa ed apre quella immediatamente successiva. Ma si è parlato anche del progetto, allo studio da tempo, di inserire arbitri stranieri nel quadro di uno scambio di esperienze tra i campionati europei più importanti. Pairetto usa cautela, ma è probabile l'inserimento in quattro partite della serie A di direttori di gara della Bundesliga. «Le discussioni continuano e noi questo piano potremmo realizzarlo scambiandoci arbitri con la Germania, nazione con un campionato simile al nostro, così intenso... Nostri arbitri potrebbero dirigere partite della Bundesliga in due occasioni all'andata e due al ritorno, e lo stesso vale per i loro nella nostra serie A. Comunque ne dobbiamo riparlare».
Nel frattempo Collina andrà ad arbitrare in Inghilterra? «In Portogallo ho semplicemente detto che ora ho altro a cui pensare - risponde il diretto interessato - invece ho visto riportate versioni completamente diverse».
Tra gli arbitri italiani è tempo di nomine e bocciature, ma quest'anno i capi degli arbitri sono stati di manica larga: la serie A cresce, sarà a 20 squadre, meglio quindi mantenere compatti i ranghi e mandare a casa soltanto chi è fuori per motivi di età, in attesa che venga approvata ("ne discuteremo tra un anno, l'estate prossima quando cambieranno anche gli statuti federali», dice Lanese) la deroga che permetterà di arbitrare anche a chi ha compiuto 45 anni e che da luglio 2005 dovrebbe riguardare primo di tutti Collina, presente anche lui in via Allegri.
Per la prima volta da quando ci sono Pairetto e Bergamo non ci sono dismissioni di natura tecnica, ma solo anagrafiche. Via quindi Bolognino e Pellegrino, dentro i cinque i cui nomi erano sulla bocca di tutti: Pantana, Banti, Squillace, Stefanini e Paolo Silvio Mazzoleni, che accanto al fratello Mario (promosso in precedenza) riporterà nei massimi campionati due fratelli arbitri: non succedeva dall'epoca dei Lattanzi.
Capitolo sponsor: ci sono novità in vista. «Siamo in fase di avanzate trattative - dice il presidente dell'Aia Lanese - con un'importante azienda che già un anno fa voleva patrocinarci. Ora stiamo per concludere, i loro legali e i nostri devono mettere a punto i dettagli. Potremmo definire tutto entro una settimana, e se sarà così dall'inizio del prossimo campionato gli arbitri avranno un marchio pubblicitario sulle maniche della loro divisa».
Crescono le vocazioni al Sud, dove fare l'arbitro è visto come un lavoro vero e proprio, al punto che l'Aia ha dovuto mettere un freno alle richieste, c'è invece un calo nel centro-nord, in particolare Veneto e Lombardia: verrà quindi fatta una campagna di reclutamento nelle scuole. Il numero di donne è in stand-by, ma Lanese si augura di vederne un paio all'opera «in tempi ragionevoli» nei campionati maschili di Eccellenza e serie D. Pairetto e Bergamo vorrebbero tenere un maggior numero d'incontri con gli addetti ai lavori, stampa compresa, per spiegare le regole con l'ausilio di filmati ("lo abbiamo già fatto per le novità sul fuorigioco - dice Bergamo - e ci avete dato dei visionari. Ora vorremmo ripetere l'esperienza, anche se non sarà facile trovare le date in un calendario già così intasato"), nel frattempo chiedono al consiglio federale indicazioni a breve sul metodo da utilizzare per le designazioni. «Soprattutto vorremmo sapere - dice Pairetto - quante saranno le fasce per il sorteggio e se sarà mantenuto il limite di sei partite di ciascuna squadra per arbitro». «Certo fosse per noi - chiosa Bergamo - torneremmo al metodo delle designazioni pure e semplici. Tirare fuori un arbitro da serie A vuol dire lavorare per almeno 12 anni, vorremmo dare a tutti la possibilità di crescere gradualmente e anche di sbagliare, come è giusto che sia». «Merk lo ha fatto agli Europei - dice ancora Bergamo - in Francia-Inghilterra, dove ha concesso rigori non espellendo i portieri, però questi due errori poi non gli sono costati la designazione per la finale. Da noi non sarebbe stato possibile: ci sono troppe tensioni».
Le stesse che stanno facendo riflettere Lanese sulla possibilità che rappresentanti del mondo arbitrale continuino a partecipare a trasmissioni televisive, «dove poi magari vengono insultati senza possibilità di replica (da Gaucci nel Processo di Biscardi n.d.r.). In settimana voglio assolutamente parlarne con Carraro». Sul Perugia che secondo il suo presidente sarebbe stato «perseguitato» dalla classe arbitrale telegrafico è il commento di Pairetto: «non entro nel campo delle lamentele dei singoli club».
L'ex veterinario torinese precisa poi che, stando alle indicazioni della Figc, nulla cambierà in materia di prova televisiva, e rivela che a livello internazionale si sta studiando la possibilità di cambiare la regola che prevede l'espulsione del portiere in caso di fallo da rigore o se tocca la palla con le mani fuori dall'area ("è tre volte penalizzante, perché prevede l'espulsione, il rigore e lo stop alla partita successiva"). Bergamo precisa invece che dal prossimo campionato verrà ammonito non solo chi si toglie la maglia per esultare, «ma anche chi semplicemente se la mette girata sulla testa, come faceva Ravanelli: sarà giallo anche in questo caso». I bomber sono quindi avvertiti.

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