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Vives: «Lecce, attento al Crotone aggressivo»

L’antivigilia del posticipo di serie B (si gioca lunedì sera in Calabria) è all’insegna del massimo livello di attenzione. «È così, alla luce della partita di andata dove abbiamo sofferto tantissimo - sostiene il centrocampista - sappiamo che andiamo ad affrontare una squadra che nelle ultime due partite ha battuto due formazioni fortissime. Sarà quindi necessario scendere in campo con il giusto approccio»
Vives: «Lecce, attento al Crotone aggressivo»
di Massimo Barbano

LECCE - L’antivigilia della partita di Crotone (si gioca lunedì sera) è all’insegna del massimo livello di attenzione. E tanto, perché si ha la percezione di una partita durissima.

«È così, alla luce della partita di andata dove abbiamo sofferto tantissimo - sostiene il centrocampista Giuseppe Vives - sappiamo che andiamo ad affrontare una squadra che nelle ultime due partite ha battuto due formazioni fortissime. Sarà quindi necessario scendere in campo con il giusto approccio e con la mentalità di lottare su ogni pallone. Loro hanno questa mentalità di non mollare mai, sono molto aggressivi e se vogliamo sperare di far risultato, dobbiamo anche noi scendere in campo con la stessa mentalità».

Quello di Crotone è un terreno di gioco più piccolo della media. Che cosa comporta tatticamente questa situazione?

«Ci abbiamo giocato già altre volte, in un campo più stretto come è quello di Crotone, gli spazi si accorciano ulteriormente, questo significa che occorre essere più aggressivi nei contrasti e nell’uno contro uno per trovare spazi».

Cosa toglie l’assenza di Gabionetta ai vostri avversari?

«È un ottimo giocatore che sa saltare l’uomo e dare profondità. Indubbiamente per noi questa assenza è un vantaggio, ma attenzione anche agli altri. In avanti il Crotone ha giocatori rapidi e con quel modo di giocare la forza la fa il gruppo».

Con il centrocampo a quattro e con Vives che gioca in qualsiasi ruolo della fascia mediana, il Lecce sembra aver trovato la sua quadratura?

«Abbiamo fatto buone partite anche con il centrocampo a tre, come per esempio ad Ancona, l’importante è mantenere bene la posizione. Quanto a me, sono soddisfatto di giocare titolare e anche di poter giocare un po’ dappertutto, mi trovo meglio nelle due posizioni di centrale, ma ho giocato in tutti e quattro i ruoli di centrocampo. La nostra forza, però, è stata quella di essere 23-24 titolari, nel senso che chiunque è entrato in campo si è integrato subito nel meccanismo del gioco senza creare scompensi. Noi lavoriamo durante la settimana proprio per farci trovare sempre pronti. Devo dire che qui tutti si sudano la maglia».

Cosa hanno di alternativo i nuovi arrivi di gennaio?

«Di concreto soprattutto il fatto di essersi subito integrati nella squadra, quanto al loro valore non si discute, hanno alle spalle tanta esperienza di serie A. Senza dubbio daranno un grosso contributo».

Quali sono le squadre che al momento costituiscono le maggiori insidie sulla strada per la promozione?

«La squadra che può darci fastidio è sicuramente il Brescia. Si è molto rinforzata a gennaio e può raggiungere i primi due posti della classifica».

Rispetto alla promozione di due anni fa quando si arrivò all’ultima giornata, quest’anno si potranno chiudere prima i giochi?

«Due anni fa c’erano le prime sei squadre che volavano. Noi vincevamo partite a raffica, ma eravamo sempre lì, perché anche tutte le altre concorrenti vincevano. E infatti siamo arrivati a 83 punti e non sono bastati. Quest’anno credo che qualcosa si potrà delineare nel mese di aprile, fra una decina di partite. È chiaro che, nella situazione di classifica in cui siamo, se riuscissimo a fare un filotto di quattro-cinque vittorie potremmo staccarci, ma non sarà facile».

Quale potrà essere la quota promozione?

«Visto l’equilibrio che c’è con le squadre di bassa classifica come il Crotone e il Gallipoli che vanno a vincere in casa delle prime, la quota sarà più bassa degli anni scorsi. Credo che basteranno 73-74 punti».

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