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Brindisi, i conti dei tifosi Tutte difficili le dieci gare

Il campionato di Legadue di pallacanestro maschile nasconde incredibili insidie. Tutti ne sono convinti e, più di tutti, proprio l’Enel Basket Brindisi che è rimasta qualche volta folgorata anche sul parquet del palaElio. Ecco perché, da qui al due maggio, gli uomini di coach Giovanni Perdichizzi saranno chiamati a disputare «dieci finali», come ama definire il coach le gare che restano da giocare
Brindisi, i conti dei tifosi Tutte difficili le dieci gare
di Franco De Simone

BRINDISI - Il campionato di LegaDue di pallacanestro maschile nasconde incredibili insidie. Tutti ne sono convinti e, più di tutti, proprio l’Enel Basket Brindisi che è rimasta qualche volta folgorata anche sul parquet del palaElio. Ecco perchè, da qui al due maggio, gli uomini di coach Giovanni Perdichizzi saranno chiamati a disputare «dieci finali», come ama definire il coach le gare che restano da giocare. Detto questo, quali potrebbero essere le partite che richiederanno maggiore impegno? E quale - se possibile - quello che potrebbe essere definito il «match campionato»?

Domande inutili da girare al coach. Risponderebbe che lui ed i suoi giocatori sono concentrati solo sull’impegno con la Reyer e che non guardano oltre. È un modo di programmarsi condivisibile. Il tifoso, però, va oltre con la fantasia. E ipotizza.

A dar retta ai soloni, verrebbe da condividere l’idea di chi, dando uno sguardo al calendario, sulla scorta di quanto le squadre hanno espresso ad oggi, ipotizza che l’ultimo turno vedrà l’Enel Basket impegnata sul parquet di Pavia. Gara facile? Nemmeno per idea. Spieghiamo perchè: si immagini, ma solo per un attimo (facendo i debiti scongiuri), se quegli ultimi quaranta minuti saranno importanti per il quintetto lombardo per non retrocedere; inoltre, che Brindisi dovesse avere la necessità di vincere ad ogni costo quella gara per conquistare la promozione diretta. Non sarebbe una gara thrilling?

Però, secondo altri, questa volta la classifica potrebbe delinearsi molto prima che si arrivi alle battute finali. E che la lotta per conquistare la serie A, evitando la lotteria dei playoff, si limiterà al massimo a tre squadre: Sassari, Brindisi e Veroli. Tanto in considerazione che la Trenkwalder Reggio Emilia ha un calendario un bel po’ complicato. Per farcela, dovrebbe vincere 8 delle ultime 10 gare. E scusate se è poco.

Può, questa Trenkwalder, tenere un ritmo del genere? E’ difficile dirlo. L’impressione è che, al di là dei limiti tecnici della squadra, la formazione biancorossa stia credendo sempre più nelle proprie possibilità, stia acquisendo fiducia e morale, cominci a pensare di potercela fare per davvero. E questo, in uno sprint così serrato, può fare la differenza. Poi, i problemi ci sono. Ora arriveranno scontri in cui la Trenkwalder potrebbe pagare pegno alle sue carenze. Però visto che è lì, in prima fila, non avrebbe senso rinunciare senza provarci. Come si vincono 8 partite su 10, allora? Beh, partendo dal presupposto che le 4 in casa non si possono fallire. E, attenzione, perché tra le 4 programmate in via Guasco ci sono anche gli scontri decisivi con Brindisi e Sassari. Già vincendo questi match, insomma, si farebbe un consistente passo in avanti, ricordando pure che i biancorossi, hanno già vinto a Brindisi e potrebbero guadagnare sull’Enel un prezioso 2-0 nei confronti diretti.

E qui casca l’asino. Perché a Brindisi pensano proprio l’opposto di quanto «disegnano» a Reggio Emilia. Perchè, per Michele Cardinali e soci, potrebbe proprio essere quella con la Trenkwalder la gara della svolta. Passare indenni in Emilia - e la cosa potrebbe accadere tranquillamente - e «chiudere» così i conti. Anche perchè gli emiliani dovrebbero cercare ben 4 successi esterni su campi per niente semplici, Casale Monferrato (dove non ha mai vinto nella sua storia), Venezia, Rimini, Pistoia, Imola e Veroli. E’ un calendario durissimo, lo capirebbe chiunque. Pensare di espugnare 4 di questi 6 campi, diventa complesso anche se, magari, sul finire di stagione, si potrebbe trovare qualche squadra demotivata o senza grandi obiettivi da raggiungere.

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