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Greco, il soffio leggero del Cras «Siamo la squadra da battere»

La guardia di Taranto (A1 di basket femminile): «Coppa Italia e secondo scudetto consecutivi. Conquistarli, per me sarebbe meraviglioso». La figlia del vento punta al futuro: «Se siamo la squadra da battere in Italia dopo una striscia vincente lunga 15 partite? Sì, ma dobbiamo restare concentrate. Un concetto che si rafforza ora che le squadre ambiscono ai playoff. Ragion per cui prevedo a Sesto San Giovanni un match duro»
Greco, il soffio leggero del Cras «Siamo la squadra da battere»
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - «Coppa Italia e secondo scudetto consecutivi. Conquistarli, per me sarebbe meraviglioso». La figlia del vento soffia dietro il Cras. Michelle Greco, il cui cuore rossoblù batte dal 2005, non si è fermata allo stop imposto dal Fenerbahce. La guardia di Panorama City, sebbene evidenzi con rammarico l’uscita dall’Eurolega di due settimane fa, quando a parlare erano i suoi occhi lucidi («ero arrabbiata, avremmo potuto giocarcela meglio, passando il turno; ma resta costruttivo esserci misurati con le migliori giocatrici al mondo»), punta al futuro. «Se siamo la squadra da battere in Italia dopo una striscia vincente lunga 15 partite? Sì, ma dobbiamo restare concentrate, perché nella lega non esistono avversari scontati. Un concetto che si rafforza ora che le squadre ambiscono ai playoff. Ragion per cui prevedo a Sesto San Giovanni un match duro, sebbene vedo il Cras favorito».

La vigilia dell’anticipo di domani, in casa della sesta forza del torneo che domenica ha sbancato Pozzuoli (+6 in un ambiente caldo), Greco la sta vivendo con un tormento fisico. «Ho il virus intestinale, ma voglio guarire perché devo giocare per il Cras». I cinque anni in Italia hanno cementato le sue certezze. Nella prima A1 portava una media agonistica pari a 6,8 punti. Ora è schizzata sino a 10. Qual è il segreto della cestista italo-americana che da bambina, assieme al fratello maggiore allora giocatore Michael, voleva imitare Magic Johnson leggenda dei Los Angeles Lakers? «A Taranto ho trovato motivazioni e tecnici seri. Ho lavorato tanto e mai una volta ho smesso di credere nelle mie capacità. Dunque, nessun segreto». Con Michelle il Cras fila. «Andiamo veloce quando è l’impianto cestistico che funziona. Se la difesa è super, in attacco i nostri ribaltamenti sono irresistibili. Ho ancora in mente la stupenda vittoria di Eurolega col Valencia. Se avessimo difeso costantemente come in quel match col Fenerbahce, forse ora ci giocheremmo i quarti con lo Spartak. Ormai è fatta, concentriamoci sui nuovi impegni. Il mio futuro? Ne parliamo a fine stagione... ».

Il legame con lo Stivale non è solo genetico (suo nonno era del cosentino, da qui la garanzia del doppio passaporto): «Il vostro è un Paese incredibile. Il cibo buono ed il clima mite sono il mio ideale».

Taranto è una città che ama, ma al primo posto ci mette Santa Monica, perla marina della California. «Quando ci torno dopo il campionato per me è bellissimo - dice la guardia che il 24 marzo compirà trent’anni -, perché riabbraccio la famiglia. Nel mio giorno ideale passeggio con la bici lungo la costa del Pacifico, per poi pranzare con i miei meravigliosi amici». Oltre le due ruote, Michelle ama il tennis (metafora della sua controffensiva in cui eccelle nel basket) e lo skateboarding. Lo sport spericolato sulla tavola è nato nella sua California negli anni ‘50. La giocatrice del Cras lo pratica per divertimento anche a Taranto. Con la cuffia nelle orecchie. Nella sua playlist del cuore c’è Love Song, la canzone dei Cure nella quale l’innamorata fa una richiesta alla sua metà: «fammi volare sino alla luna… ». Il pensiero-chiave della figlia del vento.

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