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Lazzari, a Gallipoli ha conquistato tutti

Appena arrivato dal Padova, pare ormai inamovibile. Se il centrocampista romano aveva avuto dei problemi con il suo ex allenatore, Carlo Sabatini (esonerato quando lui era già stato ceduto), con Beppe Giannini si trova a meraviglia, tanto che il «Principe» non ci ha messo molto a schierarlo titolare già a Cesena, con pochi allenamenti a Gallipoli alle spalle. «Vorrei tirare le somme solo alla conclusione del campionato»
Lazzari, a Gallipoli ha conquistato tutti
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI  - In un mese ha conquistato tutti, Giannini compreso. Andrea Lazzari, appena arrivato dal Padova, pare ormai inamovibile. Se il centrocampista romano aveva avuto dei problemi con il suo ex allenatore, Carlo Sabatini (esonerato quando lui era già stato ceduto), con Beppe Giannini si trova a meraviglia, tanto che il «Principe» non ci ha messo molto a schierarlo titolare già a Cesena, con pochi allenamenti a Gallipoli alle spalle. Da quel momento Lazzari ha sempre giocato dall'inizio. Ma non chiamatelo «punto fermo», perché lui i conti li vuol fare alla fine: «Ho giocato tre gare su tre - dice il calciatore 26enne - ma Giannini ribadisce sempre un concetto, che tutti siamo importanti e nessuno è indispensabile. In questo periodo sta preferendo me a qualcun altro, ma non sono il tipo di calciatore che si siede sugli allori per aver giocato tre partite dall'inizio. Piuttosto vorrei giocare tutte quelle che mancano da qui alla fine. Vorrei tirare le somme solo alla conclusione del campionato: a quel punto saprò dire se sono diventato o meno un punto fermo della squadra».

RITORNO ALLE ORIGINI - Nel suo 3-5-2 Giannini lo ha utilizzato come centrocampista offensivo, ma anche come cursore., abile anche nella fase di ripiegamento. Per Lazzari, attaccante per vocazione, è un bel sacrificio anche se non trapela nulla dalle sue dichiarazioni: «Mi sto trovando bene. In questi ultimi anni ho sempre giocato da trequartista o da esterno d'attacco, anche se nasco come mezz’ala o centrocampista offensivo. In queste prime gare a Gallipoli sono tornato alle origini. È chiaro che ancora non sono entrato in determinati meccanismi, in certi movimenti: per apprenderli al meglio mi ci vorrà un po' di rodaggio e dovrò ascoltare i consigli dell'allenatore, che è stato un grande centrocampista». 

MA QUALE DERBY? - Nessuno dica a Lazzari, ex padovano, che la gara contro il Vicenza può diventare un derby personale. «Non ho mai sentito come mia la maglia del Padova. Lì ho fatto solo 11 presenze ed ho vissuto, a livello calcistico un'esperienza deludente. Dal punto di vista umano non mi sono trovato a mio agio con l'allenatore (Sabatini, ndr), ma con città e compagni non ho avuto alcun problema. Per me non è assolutamente un derby, visto che a Padova sono stato solo di passaggio». Meglio concentrarsi sul valore della gara di sabato pomeriggio: «Dovessimo vincere contro il Vicenza, conquisteremmo 3 punti fondamentali per la salvezza anticipata. A me non piace guardarmi indietro, ma in B basta un passo falso per ritrovarsi in posizioni sgradevoli, come pure una vittoria per poter sognare». 

NOTIZIARIO - Ieri al «Bianco» Fabrizio Carafa e Franco Mandarino hanno condotto un allenamento a porte chiuse. Non c'era Giannini, a Roma per questioni personali. Il gruppo ha recuperato anche Viana, Pallante e Sciarrone. Non ci saranno solo gli squalificati Pederzoli e Grandoni. Gli ultimi dubbi saranno sciolti oggi pomeriggio durante la rifinitura.

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